Ridefinire la mobilità aerea - Automazione Plus

Ridefinire la mobilità aerea

Dalla rivista:
Automazione Oggi

 
Pubblicato il 9 settembre 2024

In un interessante e avvincente confronto tra Paolo Colombo, global director of strategy, aerospace and defense di Altair (https://altairengineering.it), e Lucas Marchesini, CEO della start-up Manta Aircraft (www.mantaaircraft.com), si apre un costruttivo discorso sul trasporto aereo, sugli strumenti e sui metodi altamente tecnologici che daranno vita, in un futuro molto prossimo, a un cambiamento radicale della mobilità. Altair, azienda nota a livello mondiale, attiva in ambito computational intelligence, e Manta Aircraft, la start-up made in Italy che ha ideato l’innovativa piattaforma ibridoelettrica a lungo raggio ‘ANN’ e una famiglia di velivoli ibridi-elettrici che volano come aerei ma decollano e atterranno come elicotteri, hanno firmato lo scorso maggio, al Driftx di Abu Dhabi, un accordo di collaborazione strategica. Questa partnership pone le sue basi nel programma Asap (Aerospace startup acceleration program), un framework che il colosso Altair ha creato appositamente per le start-up del settore aerospazio e difesa, finalizzato ad accelerare progettazione, testing, certificazione ed entrata in servizio di velivoli, lanciatori e satelliti di nuova generazione.

Quali sono gli obiettivi a medio-lungo termine che si prefigge la start-up?

Lucas Marchesini: Manta ha come obiettivo la progettazione di una piattaforma di velivolo eV/Stol (a decollo e atterraggio verticale e/o corto) e lo vuole fare secondo i metodi e con gli strumenti propri dell’industria aerospaziale. In quanto ‘piattaforma’, si tratta della base tecnologica che poi darà vita a modelli diversi di velivoli, tutti eV/Stol, per soddisfare esigenze diverse di mercato. L’obiettivo di Manta è diventare un produttore di velivoli della nuova mobilità aerea avanzata (Advance Air Mobility), rispondendo alla necessità di spostamento e trasporto efficiente su distanze che vanno dall’inter-urbano all’inter-regionale. Il passo seguente alla progettazione è la realizzazione dei prototipi, uno con pilota e uno senza, che saranno utilizzati per le prove di volo e per la certificazione. I campi di utilizzo dei velivoli sono vasti, passando dalla logistica al pattugliamento, dall’intervento d’emergenza (sia medico che di soccorso) al trasporto di persone.

Come recepirà il mercato questo cambiamento radicale nel settore del trasporto? E sono previsti numeri su larga scala?

Marchesini: Riteniamo che il mercato continuerà a recepire questa nuova possibilità di collegamento aereo punto-punto, a costi contenuti, in modo positivo, come dimostrano le intenzioni finora ampiamente espresse sia dai futuri operatori che offriranno i servizi di trasporto, sia dai clienti. Vi è certamente un argomento importante sulla via della diffusione dell’AAM, ed è quella dell’accettazione sociale dei mezzi che popoleranno i cieli, anche cittadini, in modo molto più denso di quello attuale. Per questo motivo Manta si prefigge, come primo obiettivo, l’offerta di mezzi che permettano di fornire servizi di trasporto su scala regionale e interregionale, con decollo e atterraggio da e su piazzole in zone periurbane, di modo da non interessare in modo massiccio lo spazio aereo urbano, piuttosto volando in zone già oggi aperte al traffico, per esempio degli elicotteri e dei mezzi leggeri di bassa quota. Il progresso tecnologico ci permetterà di aggiungere ulteriori opportunità di trasporto a quelle esistenti, un po’ come è successo con la micro-mobilità negli ultimi anni. Il mercato non può che cogliere queste opportunità in tutte quelle situazioni in cui ha senso, economicamente e/o per l’impatto ambientale, spostarsi sulle nuove modalità. I numeri sono potenzialmente alti, ricordando che stiamo parlando di un settore dove il più grande produttore di aeromobili al mondo ne consegna circa 800 all’anno, insieme a 350 elicotteri.

Paolo Colombo: Altair si impegna a sostenere coloro che osano spingersi oltre i limiti dell’ingegneria per innovare più velocemente e cambiare il mondo. Questo impegno è dimostrato dal suo sostegno a start-up promettenti come Manta Aircraft, fornendo un programma di accelerazione progettato per superare le sfide specifiche dell’industria aerospazi.

Mi chiedo quali cambiamenti ci siano ancora in atto nel prossimo futuro che abbiano davvero un valore di tangibilità, e se il sostegno sia comunque legato solo al cambiamento in nome del progresso. Quali riflessioni e interrogativi si pone in questa direzione?

Colombo: L’industria aerospaziale si sta impegnando in maniera molto concreta su temi di altissimo impatto sociale. Programmi come Clean Sky in Europa hanno posto di fronte all’industria già dal 2008 degli obiettivi ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni e del rumore. Velivoli come quello di Manta Aircraft, con un sistema di propulsione ibrido-elettrico, sono parte di questa rivoluzione e rappresentano un passo fondamentale: sappiamo che oggi la tecnologia full electric ha ancora limiti importanti, mentre l’ibrido garantisce le prestazioni necessarie a questo tipo di velivoli per avere applicazioni pratiche sin da oggi. Negli ultimi anni stavamo assistendo a uno spopolamento non solo dei centri urbani più piccoli, ma anche delle città di medie dimensioni a favore delle megalopoli, dove si concentrano le opportunità di lavoro e i servizi. Il Covid ci ha costretti a un ripensamento di questi modelli, dando la possibilità a molti di lavorare da remoto. Rimane comunque il problema della mobilità su corto raggio, per aumentare la possibilità di viaggiare velocemente tra città oggi mal collegate. Questi collegamenti includono anche servizi come il soccorso medico o la consegna di materiali e prodotti. Velivoli come quello di Manta Aircraft aprono alla possibilità di collegare vari punti del territorio a un costo decisamente inferiore a quello di un elicottero o di un piccolo aereo, fornendo un servizio importante per le comunità. Altair si occupa di tecnologia, in particolare di simulazione numerica e data analytics. I nostri software consentono alle aziende di costruire laboratori virtuali per testare prodotti che ancora non esistono nel mondo fisico, per svilupparli più rapidamente ottimizzandone al contempo le prestazioni, l’affidabilità, i costi di produzione e di gestione operativa. Il sostegno che possiamo dare è in questa direzione, consentendo alle start-up di accedere a strumenti che altrimenti non potrebbero mai utilizzare, che permettono loro di sviluppare idee che hanno il potenziale di cambiare in meglio la vita di tante persone.

Il cambiamento è sempre un fattore positivo in termini filantropici? O in qualche modo può anche penalizzare l’aspetto sociale, come nel caso di alcuni settori che utilizzano o vorrebbero utilizzare l’intelligenza artificiale sostituendo il lavoro umano?

Colombo: Direi che il cambiamento è l’unica costante nella vita dell’uomo e nello scorrere del tempo. E l’uomo è diventato la specie dominante probabilmente perché meglio di altre ha saputo adattarsi e sfruttare le sue abilità per costruire strumenti che amplificano la forza e la portata delle sue azioni. L’aviazione ci permette di spostarci da Roma a New York in 8 ore; la simulazione numerica ci consente di effettuare decine di analisi di progetto al giorno, quando prima ci volevano settimane o mesi per ottenere gli stessi risultati. L’intelligenza artificiale ci sta aprendo prospettive incredibili in termini di supporto alla progettazione, produzione e manutenzione delle nuove generazioni di mezzi di trasporto. Adesso se ne parla tantissimo, ma il tema dell’AI viene trattato dai ricercatori da oltre 70 anni. Altair integra algoritmi di machine learning nei software da oltre 10 anni e di recente, grazie alle alte capacità di calcolo dei moderni PC, impiega anche l’AI Generativa. Ci sono rischi? Sta a noi fare in modo che questi strumenti siano al servizio dell’uomo e del suo benessere futuro. L’Europa su questo è avanti, avendo definito in tempi recenti un framework per regolare lo sviluppo e l’impiego dell’AI.

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