Ricerca Oracle NetSuite: il 94% dei lavoratori è sopraffatto dai dati

Pubblicato il 10 novembre 2021

Secondo un nuovo studio di Oracle NetSuite, gli italiani si sentono sopraffatti dalla quantità di dati a loro disposizione, quando devono prendere decisioni cruciali al lavoro. Questa indagine – che ha coinvolto un campione di 2.000 persone da Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Benelux, paesi nordici e Medio Oriente – ha evidenziato che le persone, nonostante ritengano di avere a disposizione i dati per svolgere con successo il loro lavoro, si sentono sopraffatte dalla mole di informazioni disponibili; e alcuni stanno pensando di affidarsi a robot o a computer per semplificare il processo decisionale nei prossimi 12 mesi.

Nonostante ritengano di avere tutti i dati necessari per lavorare, quasi tutti i dipendenti italiani che hanno preso parte all’indagine si sentono sopraffatti dalla quantità di informazioni disponibili, quando si devono prendere decisioni cruciali. L’indagine ha inoltre evidenziato che: il 90% dei dipendenti italiani ritiene di avere i dati necessari per svolgere il proprio lavoro, ma solamente il 6% dichiara di non essersi mai sentito sopraffatto dalla quantità di dati a propria disposizione; il 64% dei dipendenti dichiara che non sempre i dati a cui ha accesso sono significativi, percentuale che sale fino al 78% in Francia e al 76% tra le persone che lavorano nella supply chain e nel procurement; il 37% degli interpellati in Italia afferma di avere a disposizione i dati, ma di non poterli analizzare in maniera adeguata e ritiene che questo problema rappresenti una seria minaccia per la propria azienda. Questa percentuale raggiunge il 59% nel Regno Unito.

Si sta diffondendo sempre di più un approccio alle decisioni basato “sull’intuito”, e questo sta avendo impatto negativo sui profitti e anche su quanto le persone si sentono connesse alle strategie e alla loro azienda. In particolare, l’indagine ha rilevato che: solo il 34% dei dipendenti italiani ritiene che, negli ultimi 12 mesi, la propria organizzazione si stia affidando di più ai dati, mentre il 27% afferma di dipendere maggiormente dalle proprie intuizioni, quando si devono prendere decisioni aziendali cruciali; solo il 33% dei dipendenti ritiene che la propria organizzazione sia fortemente basata sui dati, quando si tratta di sviluppare una strategia organizzativa; le organizzazioni che sviluppano strategie senza tenere conto dei dati avranno delle brutte sorprese, infatti in media, queste organizzazioni hanno avuto quasi il doppio delle probabilità (41%) di disattendere le aspettative di crescita nell’ultimo anno, rispetto alle altre (22%); le organizzazioni che hanno dichiarato di non tenere conto dei dati si aspettano quest’anno una minor crescita dei ricavi (43%) rispetto alla media (54%) e hanno il 22% di probabilità in meno di avere le idee chiare sulla direzione che il loro business sta prendendo; solo il 57% dei dipendenti che lavorano in organizzazioni che non tengono conto dei dati ritiene che le proprie decisioni abbiano un impatto sulla crescita aziendale, rispetto alla media, che è l’80%.

Il lavoro da remoto ha aumentato lo stress e la complessità legati al processo decisionale e le persone stanno pensando sempre di più di affidarsi a macchine o “robot” per aiutarsi. Secondo i risultati di questa indagine: il tempo (54%), i potenziali danni alla reputazione personale (53%) e la disponibilità di informazioni (51%) sono i fattori principali che influiscono sulla capacità dei dipendenti di prendere decisioni efficaci; le decisioni importanti sul lavoro continuano a preoccupare i dipendenti, tanto che il 70% si sente maggiormente sotto pressione quando si tratta di prendere decisioni cruciali per il lavoro, di quando si tratta di farlo per la propria famiglia; il 50% dei dipendenti italiani ha affermato che il lavoro da remoto, rendendo più difficili le interazioni con i manager, ha avuto un impatto negativo sul processo decisionale (questa percentuale sale al 65% nel Regno Unito); il 60% dei dipendenti si aspetta di affidarsi a macchine o robot per prendere decisioni cruciali nei prossimi 12 mesi. Questa percentuale sale al 72% in Germania e all’81% tra coloro che lavorano nelle start up.



Contenuti correlati

  • Il manufacturing del futuro

    Stain ha organizzato una tavola rotonda dal titolo ‘Il Manufacturing del Futuro – tra tecnologie 4.0, AI, Big Data’ in cui si è parlato di utilizzo delle tecnologie e anche molto di MES Leggi l’articolo

  • Il manufacturing del futuro

    Stain ha organizzato una tavola rotonda dal titolo ‘Il Manufacturing del Futuro – tra tecnologie 4.0, AI, Big Data’ in cui si è parlato di utilizzo delle tecnologie e anche molto di MES Leggi l’articolo

  • Eupex
    Eupex, le eccellenze europee collaborano alla creazione di un ecosistema HPC

    E4 Computer Engineering conferma la sua vocazione alla ricerca e all’innovazione partecipando al progetto Eupex, finanziato dall’Unione Europea e teso alla creazione di un ecosistema europeo di calcolo ad alte prestazioni (HPC). Da tempo l’azienda italiana partecipa...

  • Dagli agglomerati di piattaforme al declino degli hyperscaler, cosa aspettarsi dal mondo dei dati nel 2023

    Cosa dobbiamo aspettarci dal mondo dei dati per il 2023? Il pensiero di Cloudera fra agglomerati di piattaforme e il declino degli hyperscaler: Trend 1: maggiore pragmaticità sul budget per dedicarsi a progetti di vera innovazione Uno...

  • Da Infor le previsioni sull’evoluzione del settore manifatturiero

    Per le aziende del settore manifatturiero e le smart factory, il 2023 si presenta come un anno di grandi sfide, che ha ereditato i numerosi problemi causati dalla pandemia, primo fra tutti le interruzioni della supply chain....

  • Da data-driven a ‘culture-driven’: l’alfabetizzazione all’utilizzo dei dati

    Continua ad esserci un forte consenso sul fatto che le sfide culturali – la lenta adattabilità al cambiamento, la reingegnerizzazione dei processi aziendali, la formazione del personale, l’alfabetizzazione ai dati, l’allineamento organizzativo per supportare gli obiettivi di...

  • IFAB e BI-REX: al via la collaborazione

    Nel cuore della Data Valley d’Europa, a Bologna, uniscono le forze due protagonisti dell’innovazione tecnologica fondata sui Big Data: IFAB, la Fondazione per lo sviluppo dei Big Data e l’Intelligenza Artificiale promossa dalla Regione Emilia Romagna e...

  • La partnership strategica fra Rockwell e Cognitive sblocca il valore dei dati

    Rockwell Automation e Cognite, società attiva a livello mondiale nel software per i dati industriali, hanno annunciato una partnership strategica per sbloccare ulteriormente il valore dei dati di produzione e accelerare il cambiamento tecnologico del settore. La...

  • Sensori intelligenti e dispositivi IIoT

    Strumenti di misura, sensori di fabbrica e dispositivi basati sulle tecnologie digitali e sulla connettività avanzata sono indispensabili per prendere decisioni ottimali e tempestive. Analizziamo standard e innovazioni che definiscono gli ecosistemi IIoT più avanzati. Leggi l’articolo

  • Supercalcolo al Tecnopolo

    Nasce il Centro Nazionale di Supercalcolo, voluto da una cinquantina di membri fondatori provenienti dai settori pubblico e privato, dal mondo della ricerca scientifica e dell’industria. L’obiettivo è realizzare il più grande sistema italiano dedicato al calcolo...

Scopri le novità scelte per te x

  • Il manufacturing del futuro

    Stain ha organizzato una tavola rotonda dal titolo ‘Il Manufacturing del Futuro – tra tecnologie 4.0, AI, Big...

  • Il manufacturing del futuro

    Stain ha organizzato una tavola rotonda dal titolo ‘Il Manufacturing del Futuro – tra tecnologie 4.0, AI, Big...