Rivoluzione nel packaging medicale: innovativa cella robotica messa a punto da Omron e Samas
Una soluzione che automatizza il fine linea, aumenta la produttività e riduce i costi nei settori diagnostico, farmaceutico e cosmetico
Nel mondo del packaging industriale, dove flessibilità, velocità e affidabilità sono leve competitive decisive, l’automazione del fine linea rappresenta ancora oggi una delle sfide più complesse. È proprio da questa esigenza concreta che nasce la collaborazione tra Samas Italy, azienda italiana specializzata nell’automazione in mercati ad alta complessità, e Omron. Il risultato è una soluzione robotica compatta e modulare pensata per eliminare le operazioni manuali ripetitive e a basso valore aggiunto necessarie per il confezionamento di flaconi, vasetti e contenitori.
Il problema: manodopera, costi e limiti produttivi nel fine linea
La crescente domanda di produzioni su misura, caratterizzate da lotti medio-piccoli e da un’elevata variabilità dei formati, fa sì che in molti impianti del settore diagnostico, farmaceutico e cosmetico, il fine linea venga gestito manualmente, impattando negativamente costi, produttività e continuità operativa. A rendere il quadro ancora più complesso, si aggiunge la difficoltà nel reperire personale qualificato, chiamato a svolgere mansioni ripetitive e a basso valore aggiunto.
“Ad un certo punto ci siamo resi conto che mancava un tassello fondamentale per completare davvero l’automazione della linea”, spiega Marco Alfani, CEO di Samas. “Il fine linea era spesso il collo di bottiglia, mentre a monte tutto il processo era già automatizzato”.
La soluzione: una cella robotica compatta grazie al “circular tracking”
Per superare questi limiti, Samas e Omron hanno sviluppato una cella robotica compatta e modulare dotata di “circular tracking”, una funzionalità avanzata che consente al robot di “inseguire” i flaconi disposti su un anello rotante, prelevarli quando sono in movimento e depositarli su un nastro sincronizzato, ottimizzando le traiettorie e riducendo i tempi ciclo. Per fare ciò, il sistema integra robot Scara Omron, sistemi di visione avanzata e motion control, programmati e gestiti in modo semplice da PLC grazie all’architettura Sysmac Studio.
“Grazie alle librerie Orpl possiamo lavorare a velocità molto superiori rispetto ai sistemi tradizionali”, spiega Stefano Calamai, Software engineer di Samas. “Il robot segue il pezzo durante la rotazione, lo preleva in sincrono e lo deposita senza fermare il movimento. Questo ci permette di ridurre il tempo ciclo, lo stress meccanico e anche l’ingombro complessivo della macchina”.

I risultati: produttività, ROI e nuove opportunità di mercato
I benefici ottenuti con la nuova soluzione sono concreti e misurabili:
- Produttività fino a 50–60 pezzi/minuto, con picchi fino a 80 pezzi/minuto in alcune configurazioni
- Riduzione drastica di operazioni manuali ripetitive nel fine linea
- Cambio formato prevalentemente digitale, rapido, ripetibile e con minima quantità di pezzi meccanici
- Maggiore affidabilità del processo e riduzione degli scarti
- ROI rapido, grazie alla riduzione dei costi operativi
La cella si distingue inoltre per la struttura modulare, che permette di gestire fino a quattro unità in parallelo con un unico sistema di controllo, moltiplicando la produttività complessiva dell’impianto. Inoltre, la sua compattezza consente l’installazione anche in spazi produttivi ridotti, mentre la rapidità di cambio formato, gestita principalmente via software, garantisce massima flessibilità e tempi di fermo estremamente contenuti rispetto alle soluzioni tradizionali.
Un modello replicabile per il futuro del packaging
Il co-engineering fra le due società ha trasformato un’esigenza operativa concreta in una soluzione industriale ad alte prestazioni, replicabile per numerosi settori industriali in cui la manualità rappresenta ancora un limite alla crescita.
“Con questo progetto abbiamo dimostrato come l’automazione integrata possa rendere accessibile la robotica anche a costruttori che non avevano esperienze pregresse in questo ambito”, ha dichiarato Alberto Giannoni, Field application engineer di Omron. “Non parliamo solo di tecnologia, ma di una vera partnership orientata all’innovazione”.
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