Osservatorio Anie: nel 2015 l’automazione torna ai livelli pre-crisi
Il comparto italiano dell'automazione mette a segno un 2015 con il segno 'più', anche se non mancano le 'ombre' sulle previsioni per il 2016
I dati di fatturato relativi al comparto dell’automazione, resi noti da Giuliano Busetto, presidente di Anie Automazione, associazione di Federazione Anie, in occasione della sessione inaugurale di SPS Italia 2016, e raccolti dal consueto Osservatorio dell’associazione, mostrano un comparto in pieno dinamismo. L’automazione in Italia è cresciuta mediamente del 5% annuo dal 2012 a oggi, confermandosi uno dei pochi settori ad aver recuperato il ‘gap’ con i livelli pre-crisi. Il fatturato totale generato nel mercato dell’automazione manifatturiera nel 2015 è cresciuto del 7,3%, pari a 4,2 miliardi di euro. Il comparto nel suo complesso si attesta a +7,1%, con alcuni ambiti, per esempio la stampa 3D e l’additive manufacturing, in posizione privilegiata quanto a potenziale di sviluppo per il prossimo futuro.
Industria 4.0, digitalizzazione, cyber security, smart community e formazione sono altri temi ‘caldi’, la cui evoluzione segnerà sicuramente il futuro del comparto. Tra i driver tecnologici individuati per il 2016 figurano inoltre l’efficienza energetica, anche se la riduzione del costo dell’energia ha in parte alleggerito l’attenzione sul tema, e la ‘safety’, ambito in pieno sviluppo grazie alla sempre maggiore interazione e ‘collaboratività’ tra uomo e macchina e l’inevitabile impiego delle reti.
“L’automazione rappresenta l’elemento portante nella nuova ‘rivoluzione industriale’, quella legata al concetto di Industry 4.0 e delle sue varie tecnologie caratterizzanti” ha sottolineato Busetto. “Stiamo partecipando alla costruzione di una realtà industriale del tutto nuova, in cui le tecnologie informatiche ed elettroniche non saranno più solo un supporto per l’automazione dei processi produttivi, ma diventeranno parte costitutiva degli oggetti reali, trasformandoli in sistemi cyber-fisici intercomunicanti e dotati di ‘intelligenza’”. In questo contesto, l’Internet of Things è il mezzo che permette di definire la mappa virtuale della realtà della fabbrica, dove le ‘cose’, siano essi impianti, risorse di produzione o prodotti, acquisiscono un’identità informatica, che permette loro di collegarsi e di scambiare informazioni in tempo reale.
Passando ai comparti rappresentati da Anie Automazione, nel corso del 2015 l’industria elettronica italiana, comprensiva delle tecnologie ICT, ha beneficiato dei primi segnali di recupero nel mercato interno e della tenuta del canale estero. L’automazione industriale manifatturiera e di processo, espressione di un volume d’affari aggregato di 4,1 miliardi di euro, ha registrato una crescita del volume d’affari complessivo del 7,1% a valori correnti (+3,6% la corrispondente variazione nel 2014). Positivo il contributo sia del canale estero, sia della domanda interna. Questo andamento si deve a strategie di innovazione tecnologica, apertura a nuove frontiere della domanda e customizzazione dell’offerta, premiando la flessibilità e capacità di adattamento delle imprese del settore.
Inoltre, il comparto ha beneficiato del significativo contributo delle esportazioni indirette, attivate in particolare dal settore cliente dei costruttori di macchine. Non va dimenticato che il settore della meccanica strumentale, che vede un’incidenza dell’export sul fatturato totale vicina al 90%, ha avviato nell’ultimo decennio un importante percorso di esplorazione dei mercati esteri, fornendo un contributo importante come attivatore di domanda lungo tutta la filiera. In questo contesto, l’industria fornitrice di tecnologie per l’automazione industriale ha confermato il proprio ruolo di portatore di innovazione. A conferma di un mercato in graduale ripresa, secondo dati Eurostat nel 2015 gli investimenti in macchinari e attrezzature hanno mostrato nella media europea una crescita cumulata annua vicina al 4% e nelle previsioni questo andamento dovrebbe rafforzarsi nel 2016.
Guardando alla prima metà del 2016, il quadro macroeconomico è purtroppo più incerto sia sul fronte interno, sia nei principali mercati esteri di riferimento per l’industria italiana. Per quanto riguarda il mercato nazionale, invece, la ripresa dell’economia non ha mostrato negli ultimi mesi un deciso consolidamento. Nelle più recenti previsioni del Centro Studi Confindustria gli investimenti in macchinari e attrezzature in Italia potrebbero mostrare un incremento medio annuo del 3,5% nel biennio 2016-2017, beneficiando dei provvedimenti governativi annunciati ma l’instabilità del contesto macroeconomico e il peggioramento delle aspettative di crescita si riflettono sulla fiducia degli operatori industriali e potrebbero minare queste dinamiche. Con riferimento ai mercati esteri, le più recenti rilevazioni relative al clima di fiducia delle imprese fornitrici di beni strumentali indicano negli ultimi mesi del 2015 e nei primi del 2016 un ridimensionamento delle attese, il che potrebbe riflettersi negativamente nel corso del 2016 sull’andamento dell’industria italiana dell’automazione manifatturiera e di processo, rallentando il positivo percorso di uscita dalla crisi mostrato nell’ultimo triennio del 2015.
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