Automazione: il PLM di PTC per Leonardo
PLM, il partner insostituibile per l’organizzazione aziendale. Il caso di Leonardo nel settore dell’automazione
Oggi il PLM (Product Lifecycle Management) è fondamentale perché le aziende devono gestire prodotti sempre più complessi, in cicli di sviluppo sempre più brevi e con un numero crescente di normative e requisiti di qualità da rispettare, come dimostra il caso di Leonardo Automation.
Per soddisfare – e a volte anticipare – le necessità di clienti e mercati è necessario che le piattaforme software PLM, oltre che performanti, evolvano costantemente. Un software come Windchill, la piattaforma di PTC per la gestione del ciclo di vita del prodotto, è la soluzione ideale che, come il caso di Leonardo insegna, per aziende che gestiscono progetti impegnativi consente di ottenere benefici tangibili in termini di:
- riduzione del time-to-market
- integrazione e collaborazione
- qualità e tracciabilità
- riduzione di errori e rilavorazioni
- gestione delle varianti
- controllo dei costi
- scalabilità e innovazione.
Da PDM a PLM
La scelta tra PDM e PLM rappresenta un punto cruciale per ogni azienda. Mentre il campo d’azione del primo è circoscritto alla progettazione e al controllo dei relativi dati, il secondo abbraccia l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla sua ideazione alla dismissione.
Non è sbagliato dunque considerare il PDM una parte – pur rilevante – del PLM.
Con Windchill, PTC agevola la fase di scelta degli utenti poiché incorpora nativamente un sistema PDM sviluppato in modo specifico per supportare l’implementazione del PLM su scala aziendale.
Tra i punti di forza di Windchill, l’architettura flessibile risulta particolarmente apprezzata dagli utenti di ogni settore e dimensione. In questo modo è possibile procedere in maniera graduale, utilizzando dapprima le funzionalità PDM per poi, successivamente, “migrare” alla modalità PLM senza soluzione di continuità.
Un prodotto, tante varianti
All’interno di Leonardo, realtà attiva nei settori aerospaziale, della difesa e della sicurezza, opera la business unit Leonardo Automation, che progetta e realizza sistemi di smistamento pacchi, corrispondenza e bagagli che trovano applicazione in aeroporti, centri di meccanizzazione postale o, ancora, corrieri e grandi centri di spedizioni per corrispondenza. Il cuore del sistema è il sorter, mediante la cui “intelligenza” vengono gestiti gli smistamenti e identificati i tracciati sui nastri di trasporto.
Come spiega Luca Guaitoli, Project manager PLM della business unit Leonardo Automation, non si tratta di macchine preassemblate da inserire nell’ambiente operativo del cliente in modalità standard: ogni progetto fa storia a sé, anche perché spesse volte Leonardo Automation opera come system integrator nel caso in cui vadano integrate specifiche tecnologie di fornitori terzi che il cliente desidera avere nei suoi impianti.
L’inefficienza dei silos di dati
In passato il percorso di digitalizzazione di Leonardo Automation aveva seguito una strada non perfettamente lineare: il reparto di progettazione, oltre a Creo di PTC, utilizza altri strumenti CAD, ad esempio per la parte elettrica e la BIM Methodology (Building Information Modeling) divenuta un requisito fondamentale per il mercato. La presenza di isole di progettazione separate comportava spesso inesattezze nella riconciliazione dei dati, con perdite di tempo e rischi di incappare in pericolosi errori.
Il PDM era affidato a un applicativo ormai datato e, benché il PLM Windchill, il software per la gestione del ciclo di vita del prodotto di PTC, fosse già presente in azienda, veniva utilizzato pressoché unicamente come repository CAD.
Un tale approccio mostrava diverse criticità, come la necessità di scambiare i file di dati manualmente, quasi sempre via e-mail, tra i diversi reparti a causa dell’assenza di una unica fonte di verità.
L’approccio olistico del PLM
Per Leonardo Automation la necessità di incrementare in efficienza per mantenere, e anzi aumentare, la competitività sul mercato si era fatta ad un certo punto sempre più pressante. L’unità di business ha così deciso di avviare un ambizioso progetto, puntando a innovare il processo di sviluppo del prodotto mediante un approccio che favorisse l’integrazione e la centralizzazione dei dati. L’obiettivo era quello di ridurre, e poi azzerare, i documenti – e quindi i dati – circolanti fuori dal sistema, mantenendo traccia completa di tutte le informazioni in un unico database.
La decisione è stata di approcciare la problematica in maniera olistica, affidando a un’unica piattaforma la gestione complessiva dei dati. La scelta è caduta su Windchill di PTC.
Un team di progetto, coadiuvato – oltre che da Guaitoli – da un team di consulenti Accenture, ha portato a uno studio accurato che, a gennaio 2024, si è concretizzato nell’avvio della prima fase di implementazione.
Da Windchill benefici subito evidenti
Oggi in Leonardo Automation a Windchill è affidato il compito di tenere traccia non solo del ciclo di vita dei singoli componenti, ma degli interi progetti e dei relativi sottoinsiemi. Oltre alla consistenza delle informazioni, Windchill offre un altro beneficio non meno importante: la possibilità di recuperare, all’occorrenza modificare e, quindi, riutilizzare gli elementi progettati in precedenza, con notevoli vantaggi in termini di flessibilità e time to market.
Windchill è anche – per così dire – un motore che consente di coordinare efficacemente le varie attività interdipartimentali, comprese quelle di procurement, ad esempio per avere certezza di quali componenti ordinare ai fornitori.
A tal proposito, l’utilizzo di Windchill come Ssot (Single Source Of Truth) ha permesso, dopo la Ebom la distinta base di progettazione, di implementare la Mbom, ovvero la distinta base di produzione. La differenza è sostanziale, poiché una Mbom colma il divario tra i requisiti ingegneristici e la costruzione in officina, mettendo in tal modo a disposizione del team di produzione le specifiche costruttive esatte.
Meno silos, più integrazione
Tra i principali approcci che minano la continuità dei dati c’è la compartimentazione; al contrario, il PLM rappresenta l’anello di congiunzione tra tutti i reparti. Prima dell’adozione di un PLM aziendale, nella business unit di Leonardo alcuni dati risultavano duplicati e veniva compromessa l’efficienza operativa.
Windchill ha introdotto il concetto di “fonte unica della verità”, centralizzando la gestione dei dati in modo che tutti i dipartimenti – dall’ufficio acquisti alla produzione – possano accedere a informazioni consistenti e sempre aggiornate. Questo approccio ha eliminato il problema dei silos, ovvero dei dati dispersi in sistemi non comunicanti tra loro o archiviati in formati non strutturati.
Organizzazione prima ancora che tecnica
La collaborazione di PTC si è rivelata molto preziosa, anche attraverso il servizio di Customer Success Management che affianca il cliente con uno specialista per facilitare l’adozione e l’utilizzo delle soluzioni come Windchill, nonché con l’applicazione della metodologia “Digital Transformation Value Roadmap” che ha permesso di identificare chiaramente le priorità di implementazione, bilanciando i requisiti tecnici con le aspettative sul ROI.
All’interno di Leonardo Automation, i reparti maggiormente coinvolti in questo importante passaggio sono stati l’ingegneria e la produzione. Si tratta complessivamente di oltre 200 persone che, oltre che coordinate, sono state progressivamente coinvolte e accompagnate verso il cambiamento.
Fin da subito la business unit ha organizzato insieme a PTC dei workshop per valutare le potenzialità degli strumenti e la loro capacità di risolvere alcuni dei problemi quotidiani che gli utenti affrontano. Tale attività si è rivelata molto utile, perché ha permesso di coinvolgere in modo proattivo gli utilizzatori, incrementando così il loro livello di sintonia con la piattaforma. Ciò ha anche consentito di far percepire a tutti fin da subito il notevole valore dell’implementazione tecnica, che è stata realizzata con la consulenza e i servizi di sviluppo forniti da Accenture.
Mai più senza PLM
Nonostante il progetto PLM preveda una serie di ulteriori step che devono essere ancora avviati, l’obiettivo di incrementare l’efficienza è stato raggiunto già al primo stadio di implementazione di Windchill.
Progettare e realizzare impianti complessi, di grandi dimensioni, richiede controllo e visibilità a 360 gradi, con un approccio integrato che solo un PLM può garantire. Attualmente permangono ancora alcune aree da coprire coon il PLM; il service, ad esempio, costituisce il prossimo tassello da inserire nell’architettura della piattaforma. La possibilità futura di disporre di una Service BOM consentirà di efficientare anche le attività service, a tutto beneficio dell’accuratezza, tempestività di intervento e soddisfazione del cliente.
Windchill consente di monitorare l’intero ciclo di vita del prodotto mantenendo la consistenza di tutti i dati associati ai progetti, all’occorrenza anche permettendo di prendere decisioni in modo informato, ad esempio nel caso si debbano ri-schedulare alcune attività o si decida di esternalizzare alcune fasi a progetto già in corso.
In definitiva, l’integrazione garantita da Windchill assicura a Leonardo Automation un vantaggio competitivo enorme, perché centralizza e integra tutti i dati di prodotto, migliora la collaborazione tra reparti, riduce errori e duplicazioni, accelera lo sviluppo e assicura tracciabilità e conformità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
Eugenio Vacca, senior principal customer success manager di PTC
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