Lavoro: come sarà il ‘new normal’? Qui la vision di ServiceNow

Come cambia il lavoro dopo il Covid-19? Com’è possibile coniugare sicurezza e produttività, tutelare la forza lavoro restando operativi? Ecco qualche riflessione da parte di ServiceNow

Dalla rivista:
Automazione Oggi

 
Pubblicato il 8 giugno 2020

Nel momento in cui gli Stati si sono resi conto dei pericoli della pandemia e hanno messe in atto norme restrittive per evitare il diffondersi dei contagi, le aziende hanno dovuto adattarsi e mantenere la continuità operativa facendo lavorare i dipendenti, spesso non tutti, in sicurezza. La soluzione adottata dai più è stata quella dello smart working: il lavoro da casa ha permesso di mantenere salva la forza lavoro e al tempo stesso continuare a essere produttivi. Tutto questo è stato possibile in presenza di ambienti cloud based, dove le tecnologie digitali hanno consentito ai dipendenti di lavorare collegandosi da remoto.

Ora la domanda è: come proseguire nel lavoro a distanza, continuando a tenere alta l’attenzione delle proprie risorse? Come organizzare i flussi di lavoro e intere catene di fornitura? Come potremo gestire il ‘next normal’?

Al tempo del virus: da remoto e in digitale
“Le aziende virtuose devono prima di tutto pensare al bene dei dipendenti, far capire che la loro sicurezza rappresenta una priorità e, soprattutto in caso di un rientro, sottolineare che è importante per l’azienda salvaguardarne la salute” illustra Pat Wadors, Chro di ServiceNow. “Al tempo stesso non bisogna rinunciare in tutto al controllo dei dipendenti, sia per tenere alta l’operatività, sia perché, sebbene molte persone si siano dimostrate altamente produttive lavorando in remoto a casa e si siano subito adeguate ai nuovi ritmi, altre invece possono avere bisogno di supporto per abituarsi alla nuova modalità di lavoro, per esempio devono imparare a dosare i tempi, a interagire in modo diverso con i colleghi, a condividere…”. L’automazione e la digitalizzazione sono state di grande aiuto secondo Wadors: “L’utilizzo delle digital app e dei dispositivi mobile, così come di tecnologie come Zoom o Skype è stato molto apprezzato, in quanto ci ha permesso di utilizzare per il lavoro la stessa tecnologia cui eravamo già abituati nel quotidiano, riducendo i tempi di training: quando tutto è semplice e intuitivo, è più facile e meno stressante abituarsi a utilizzarlo. Inoltre, l’ambiente digitale favorisce le attività di co-work che sono altamente produttive”.

La trasformazione digitale è uno dei megatrend del futuro prossimo: “Non si più rallentare, si deve anzi accelerare” sottolinea Wadors. “Anche realtà che erano interessate alla digitalizzazione ma non la ritenevano prioritaria, ora vogliono realizzarla in poche settimane e ricavarne subito un ritorno. È centrale per il business, per proteggere gli investimenti e creare nuove opportunità di profitto: adottare piattaforme digitale è ritenuto un ‘must’ per creare esperienze digitale”.

Al rientro… niente sarà come prima
Ma le novità non finiranno qui: “Ritengo che non potremo più tornare al ‘vecchio’ modo di lavorare; anche con il rientro, niente sarà come prima” afferma Wadors. “Sarà necessario adottare sul posto di lavoro nuovi protocolli di sicurezza, schedulare incontri e occupazione degli spazi per evitare assembramenti, utilizzare i DPI, misurare la temperatura e quindi essere in grado di gestire i dati delle analisi che verranno fatte. Inoltre, i facility manager dovranno attrezzarsi per sanificare, organizzare i percorsi, magari anche in più location e in tempi rapidi”. Occorre inoltre tenere presente che, a fronte di dipendenti pronti a rientrare, ve ne saranno altri che non vorranno tornare: “Gli ambienti dovranno essere sicuri e i dipendenti dovranno sentirti salvi nel recarvisi” prosegue Chris Bedi, CIO di ServiceNow. “La collaborazione continuerà ad avere un ruolo centrale e proprio per questo ServiceNow ha reso disponibili quattro nuove app in grado di facilitare il rientro”. Quello del rientro in sede rappresenta del resto uno dei temi al centro della ripartenza, di cui CEO e HR discutono di più in questo momento.

“Sappiamo che per creare una nuova abitudine occorrono almeno 21 giorni; dobbiamo adottare un modo sperimentale per innovare ed esplorare le novità: attivare delle sperimentazioni e vedere come rispondono i dipendenti. Un fattore chiave sarà il coinvolgimento della forza lavoro. Se la persona si sente al centro, protagonista di una sperimentazione, sarà più disposta a collaborare. Dobbiamo operare come in una famiglia, cambiare la mentalità delle persone, far capire loro che non è più possibile lavorare come prima ma occorre evolversi verso nuove forme di collaborazione”.

I tempi del digitale: opportunità e criticità
L’esperienza del lavoro a distanza rappresenta un punto di ‘non ritorno’ nella vita lavorativa delle persone, un’esperienza che non potremo non considerare: “Oggi non esiste più diffidenza verso il lavoro da casa e chi lo fa non viene più additato come privilegiato o poco produttivo” afferma Bedi. “È ormai dimostrato che i dipendenti possono essere produttivi anche a casa, l’importante è mettere a loro disposizione le giuste tecnologie. Al rientro vedremo comunque un incremento della digitalizzazione nei luoghi di lavoro e l’utilizzo di soluzioni integrate per la gestione delle strutture, in primis l’uso di strumenti biometrici. Vi sarà un aumento dell’uso di queste soluzioni nell’esperienza dei dipendenti. La vita d’ufficio è destinata a cambiare, niente più riunioni o chiacchierate seduti vicini. Dovremo abituarci a comunicare in modo sicuro, rinunciando alle chiacchiere d’ascensore o alla macchinetta del caffè. Dovremo dunque prevedere tempi dedicati alla socializzazione e creare occasioni ‘pianificate’ tramite il digitale, dai break comuni alle lezioni di svago con i colleghi” afferma Wadors. Dovremo cioè cambiare il modo in cui collaboriamo usando la tecnologia.

“Le soluzioni digitali ci offrono molte nuove opportunità, ci permettono di interagire in modo più fluido, tramite registrazioni, video, note condivise, chat; potremo sempre trovare la persona che cerchiamo in più modi, ma in cambio dovremo modificare il modo in cui parliamo, scriviamo… in accordo con le modalità richieste dalla tecnologia. “Anche l’ambiente e il modo di fruirne cambieranno: non avremo più un ingresso e un’uscita da un edificio fisico, ma saremo dentro o fuori l’ambiente digitale, anche in mobilità, abituandoci a una maggiore collaborazione, scheludando i tempi del fare al ritmo del digitale” conclude Bedi.

Ilaria De Poli @depoli_ilaria



Contenuti correlati

  • L’industria che verrà… – versione integrale

    Il mondo dell’industria sta cambiando e si deve adeguare alle nuove tecnologie: visori, nuovi assistenti virtuali, app, AR, VR, AI… In un mondo che cambia, anche la tecnologia e l’utilizzo della tecnologia cambia. Le tecnologie immersive hanno...

  • Ricerca_Intelligenza_Artificiale_Cisco_2023
    Il report Why Telecoms Matters di Vodafone

    Vodafone ha pubblicato un nuovo report dal titolo Why Telecoms Matters che dimostra come la connettività di prossima generazione e la digitalizzazione dell’industria possano svolgere un ruolo cruciale per la competitività europea. Why Telecoms Matters afferma che la competitività dovrebbe essere...

  • Siglato accordo di collaborazione tra BI-REX e l’ITS Academy FITSTIC

    Un protocollo d’intesa tra FITSTIC ITS Academy e BI-REX https://bi-rex.it/per rafforzare la collaborazione tra mondo del lavoro, della formazione e della ricerca applicata, così da favorire sul territorio bolognese ed emiliano-romagnolo i processi di digitalizzazione, sostenibilità e...

  • Italia in ritardo rispetto ad altre nazioni europee in termini di digitalizzazione

    Il 19° posto tra gli Stati dell’Unione Europea  nel rapporto Digital Economy and Society Index (DESI) del 2022 mostra la realtà della posizione digitale dell’Italia rispetto ai suoi omologhi europei: trainata da Finlandia, Danimarca ed Estonia, le...

  • ServiceNow Intelligenza Artificiale Filippo Giannelli
    L’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro

    A cura di Filippo Giannelli, area VP e country manager ServiceNow Italia Oggi più che mai vediamo l’Intelligenza Artificiale emergere come protagonista delle discussioni, un cambiamento notevole rispetto a soli dodici mesi fa. In questo stesso periodo,...

  • Cerchi lavoro? Prova quest’app!

    Nei suoi 12 anni di lavoro è stato più volte selezionato da vari responsabili del personale e ora che è lui a dover scegliere il suo team ha pensato di realizzare un’app intelligente che mette in contatto...

  • Ricerca Schneider Electric: la digitalizzazione crea nuovi lavori di area tecnologica nell’industria

    Una ricerca di Schneider Electric ha rivelato che quasi la metà delle aziende industriali (il 45%) ritiene che nei prossimi tre anni la digitalizzazione sarà lo stimolo principale per la creazione di nuovi profili professionali nell’ambito delle...

  • Digitalizzazione e sostenibilità

    Parliamo di fonderie di alluminio che operano nel settore automobilistico producendo parti per il motore endotermico. La start up innovativa di questo mese è High Performance Die Casting, e sua fondatrice e CEO è Tiziana Tronci, membro...

  • Il packaging è smart

    Multivac ha deciso di adottare soluzioni per rendere le reti IIoT semplici e flessibili, così da sviluppare servizi orientati al cliente e ottenere una maggiore disponibilità delle macchine affidandosi alla tecnologia netField Multivac Sepp Haggenmüller SE &...

  • Digitalizzare il frantoio

    Manutenzione e gestione del frantoio smart in oleifici Barbera grazie all’impiego di EcoStruxure di Schneider Electric Quando si pensa alle eccellenze agroalimentari italiane, la produzione di olio d’oliva non può mancare. È un settore molto frammentato, che...

Scopri le novità scelte per te x