La comunicazione di Ucima e Acimac

Le aziende italiane tutelano la salute e la sicurezza dei loro dipendenti e le relazioni internazionali

Pubblicato il 3 marzo 2020

In questo momento di incertezza, dovuto all’escalation del Coronavirus in molti Paesi, Ucima (Unione dei Costruttori Italiani di Macchine Automatiche per il confezionamento e l’imballaggio) e Acimac (Associazione Costruttori Italiani di Macchine Attrezzature per Ceramica) ritengono indispensabile far presente che le aziende del loro settore hanno posto in essere tutte le azioni necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei loro dipendenti.

Le aziende stanno infatti ponendo l’assoluto impegno nel vigilare sui propri dipendenti e collaboratori per garantire ai propri clienti la continuità dell’attività produttiva, commerciale e l’assistenza tecnica con lo stesso livello qualitativo e senza alcuna limitazione.

“Ci corre infatti l’obbligo di evidenziare che l’elevato livello di guardia e prevenzione attivato correttamente dalle autorità italiane a tutela di tutti i cittadini, rappresenta un’ulteriore garanzia per la nostra clientela internazionale e non deve in alcun modo essere ritenuto un elemento penalizzante per le nostre aziende, da sempre attente alla sicurezza e alla salute dei loro dipendenti” ha sottolineato Enrico Aureli, presidente di Ucima.

“L’impegno, che deriva anche dal ruolo di essere il primo paese esportatore al mondo nel settore del confezionamento, impone a tutte le aziende un’attenzione estrema a tutti gli aspetti di carattere sanitario. Crediamo inoltre che le procedure e le misure di sicurezza adottate dalle nostre aziende possano diventare un modello da seguire e da condividere con la nostra clientela al fine di assicurare gli stessi standard sanitari anche per i loro dipendenti” ha sottolineato Paolo Sassi, presidente Acimac.

I dipendi, dal canto loro, sono in grado di autocertificare che non si sono recati nelle zone a rischio in Italia e all’estero, che non hanno avuto contatti con persone che si sono recate in zone a rischio, che non mostrano sintomi del virus e che sono idonei al lavoro secondo la normativa italiana.

Congiuntamente, Sassi e Aureli, hanno esortato la clientela internazionale a proseguire nelle normali relazioni in essere con le aziende mantenendo la fiducia che il nostro sistema industriale si guadagna ogni giorno su tutti i mercati internazionali.



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