Un impianto avveniristico per la lavorazione dei serramenti con soluzioni Bosch Rexroth
Una linea costituita da più macchine, capace di trasformare in un minuto un pezzo di legno nel telaio di una porta o di una finestra. Un obiettivo raggiunto grazie anche a sistemi di presa di assoluta affidabilità e di eccellente livello
Working Process, con sede a Niviano di Rivergaro (Piacenza), progetta e realizza impianti per la lavorazione dei serramenti con l’ambizione di “rivoluzionarne le metodologie”. Per realizzare un impianto all’avanguardia si è avvalsa delle soluzioni di Bosch Rexroth, in particolare delle guide lineari.
Filippo Schegginetti, consigliere delegato, responsabile marketing e socio di Working Process, racconta: “Siamo entrati da buoni ultimi in un mercato con barriere di ingresso, tecnologiche ed economiche elevatissime, lo abbiamo fatto privi di una storia alle spalle e senza grandi capitali. Per meglio accreditarci in un mondo che ancora non ci conosceva abbiamo deciso di scegliere in maniera accuratissima i nostri fornitori, così da ottenere, grazie a loro, del credito rispetto alla potenziale clientela”.
“È questa la ragione di fondo che ci ha spinto ad instaurare, praticamente da subito, una collaborazione con Bosch Rexroth, player dell’automazione industriale con una grande storicità e con un indice di mantenimento del suo valore di mercato di assoluto valore. La grande reputazione che vanta la società del Gruppo Bosch l’abbiamo sfruttata per creare la nostra”.
Quanto dichiara Schegginetti trova conferma nelle parole di Roberto Barusi, Sales Engineer OEM in Bosch Rexroth: “Siamo fornitori di Working Process da anni, con reciproca soddisfazione. Inizialmente ci hanno scelto in ragione del fatto che nel settore delle macchine per il legno vantiamo una notevole fama grazie alle caratteristiche di precisione, dinamica (con velocità fino a 155/min e con accelerazioni fino a e 8m/sec ²) e resistenza delle nostre guide lineari. Altra loro caratteristica vincente verte nel mantenimento della qualità dichiarata, così da garantire nel tempo, al cliente finale, sempre le stesse strette tolleranze. Da segnalare poi la loro semplice intercambiabilità, utile nel momento in cui sorge la necessità di sostituirne alcune parti”.
Un centro di lavorazione avveniristico
La strategia attuata inizialmente da Working Process ha pagato, tanto è vero che a distanza di pochi anni l’azienda piacentina sì è conquistata una solida considerazione, al punto da essere stata scelta da un grande gruppo transalpino per progettare e realizzare un centro di lavorazione avveniristico, una linea che nel corso del 2025 verrà installata in territorio francese, la più grande mai messa in funzione.
Questa linea che cos’ha di speciale?
Per prima cosa, come accennato, ha dimensioni enormi, al punto da occupare interamente un grande capannone ed è costituita da più macchine, ciascuna deputata ad una determinata lavorazione e di concerto finalizzate a fare in modo che in un lasso di tempo brevissimo (un minuto circa) il pezzo di legno introdotto si trasformi alla fine del ciclo di lavorazione nel telaio finito di una porta o di una finestra.
Marco Schiavi, responsabile ufficio tecnico progettazione meccanica di Working Process, spiega: “Nella linea entra un pezzo di legno lungo fino a tre metri e pesante fino a 100 chilogrammi che viene trasferito fino all’uscita. Le lavorazioni a cui viene sottoposto lungo il tragitto che compie sono di tipo standard, ma ciò che davvero cambia sono i punti di presa e i punti di traslazione, proprio perché non si tratta più di un singolo pezzo che viene mosso per essere lavorato su tutte le sue parti da una singola macchina”.
“Qui ogni macchina ne lavora solamente una parte specifica, e terminata l’operazione il pezzo passa a quella successiva. Ovvio che per ottenere performance produttive tali da lavorare un pezzo al minuto, garantendone la massima qualità in termini di finiture, servono sistemi di presa di assoluta affidabilità e di altissimo livello, caratteristiche necessarie ad assicurare velocità e precisione”.
Il ruolo di Bosch Rexroth
Interviene Barusi: “Per questa linea non abbiamo fornito componenti speciali, loro già li utilizzano per creare le loro macchine. L’unica variabile consta nella lunghezza delle rotaie in funzione della lunghezza degli assi macchina e, in subordine, nella taglia delle rotaie stesse”.
E per chiarezza aggiunge: “Stiamo parlando di guide prismatiche a ricircolo di sfera in varie taglie all’interno delle macchine che costituiscono questa linea, e stiamo parlando di pattini dotati di guarnizioni a doppio labbro”.
A Barusi fa eco Schiavi: “I pattini e le guide ci servono per prendere un pezzo molto pesante e per spostarlo ad una velocità necessaria a mantenere i ritmi di produzione. Da qui la loro importanza e per questa ragione abbiamo scelto le guide lineari di Bosch Rexroth in virtù delle caratteristiche di tenuta che già conoscevamo, rimodulandole su un carico diverso da quello abituale in considerazione del fatto che il pezzo di legno da lavorare è decisamente più grande rispetto al serramento standard”.
Raggiungere la perfezione
Aggiunge Schegginetti: “Nella linea di cui stiamo ragionando non si processa nel medesimo centro di lavoro l’interezza dell’elemento sulle sue sei facce con un unico sistema di bloccaggio, di prese e di manipolazioni (all’interno del quale le guide lineari erano stabilite in determinati punti ed erano sempre loro a fare in modo che lo scorrimento delle pinze e dei manipolatori fosse perfetto). Nel caso di questo impianto si ottiene lo stesso risultato attraverso macchine separate che devono concorrere al medesimo livello qualitativo. Per raggiungere la perfezione nella lavorazione, sia la qualità di assemblaggio meccanico, sia la qualità di produzione meccanica della guida devono essere molto elevate”.
Per Working Press è motivo di vanto quello di mantenere in funzione perfetta un suo centro di lavoro per almeno 15 anni, convinti come sono.
Schegginetti lo sottolinea: “Per poter diventare davvero grandi una delle condizioni necessarie parlando di fornitura di macchine strumentali è poter dare al cliente la certezza dell’assoluto mantenimento della qualità del prodotto lavorato all’interno di un lasso temporale medio-lungo”.
Da qui la necessità, per garantire alla committenza quanto sopra riportato, di dotare le macchine realizzate da Working Process di “componenti affidabili”, una “peculiarità indispensabile se si pensa cosa possa significare un qualsivoglia fermo macchina per un’azienda che realizza un telaio al minuto”.
Una partnership proficua
La partnership tra Working Process e Bosch Rexroth è nelle intenzioni delle due aziende destinata a proseguire nel tempo, con nuovi obiettivi e sempre in un’ottica di innovazione spinta.
“Ci sono esperimenti in corso d’opera” ammette Schegginetti “la nostra volontà è di riuscire a presidiare nell’arco del prossimo quinquennio nuovi spazi di mercato all’interno della lavorazione del legno, al di fuori del settore dei serramenti, e ci piacerebbe farlo utilizzando per le nostre macchine tecnologie Bosch Rexroth oggi sfruttate per il mondo delle porte e delle finestre”.
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