Frena il settore delle macchine per ceramica
Il rallentamento degli investimenti nel settore delle costruzioni in molti paesi del mondo ha coinvolto anche i costruttori di beni strumentali per il settore ceramico. Il fatturato di settore si riduce a 2,1 miliardi di Euro, in calo del 3,5%. In sofferenza maggiore le vendite oltre confine che si contraggono del -4,3%.
Dopo cinque anni di crescita, culminati nei risultati record registrati nel 2017, il fatturato complessivo realizzato dai costruttori di macchine e attrezzature per ceramica e laterizio registra nel 2018 un calo del -3,5%, pari ad un valore complessivo di 2.158 milioni di Euro. Secondo i dati del Centro Studi Acimac (L’associazione nazionale di categoria parte di Confindustria), tale risultato è stato determinato da una lieve contrazione delle vendite nazionali (-1,3%) che hanno portato il fatturato realizzato in Italia a 573,1 milioni di Euro e da quella più marcata sui mercati esteri (-4,3%). Le vendite oltre confine si sono infatti attestate a 1.585,1 milioni di Euro. Si registra un lieve calo sia delle imprese censite, 143 contro le 148 del 2017, sia negli occupati, che, dopo i forti incrementi registrati nel 2017, si assestano a 6.905 unità (-5,1%).
“Da metà dello scorso anno abbiamo assistito al rallentamento di molte economie nazionali, con un diffuso stallo del settore delle costruzioni, al cui andamento siamo fortemente legati – dichiara il Presidente di Acimac, Paolo Sassi. “Negli ultimi cinque anni, peraltro, la nostra clientela aveva realizzato importanti investimenti per il rinnovo dei loro impianti produttivi e pertanto una flessione del giro d’affari era prevedibile”, prosegue Sassi.
Le performance migliori sono infatti state realizzate in quei mercati che negli anni passati avevano mostrato meno dinamismo. Federazione Russa, Ucraina e le altre nazioni dell’Est Europa hanno registrato una crescita del 77% sul 2017 con un valore di 238,4 milioni di Euro, diventando il secondo mercato di sbocco dopo l’Unione Europea. Ottime per il secondo anno le performance in Cina e Taiwan dove le vendite dei costruttori di macchine per ceramica sono cresciute del +25% raggiungendo i 129,7 milioni di euro. Positivo l’andamento in Africa e principalmente in Algeria dove, la clientela locale ha investito 186 milioni di euro in tecnologie made in Italy. Al contrario, i rallentamenti maggiori sono stati registrati in Nord America (-23,7%) dove è finito il ciclo positivo di consolidamento del distretto produttivo del Tennessee e in Medio Oriente.
Nell’ambito dei settori clienti, il 2018 ha visto una conferma della netta prevalenza del comparto piastrelle, che genera l’86,5% del fatturato complessivo, raggiungendo il valore di 1.867 milioni di euro, seppur in contrazione del 3,1% sul 2017. Positivo invece l’andamento delle vendite ai produttori di piastrelle italiani che ha registrato un incremento del 1,8% sull’anno precedente. In calo anche il settore dei sanitari, passato da 115,5 a 106,7 milioni di Euro (-7,6%), ma salito al secondo posto tra i settori serviti dai costruttori di macchine. Il settore dei produttori di macchine per laterizi, appesantito dalla forte contrazione dell’export (-29,2%) scende invece in terza posizione, passando da 125,1 a 90,5 milioni di Euro (-27,6%). Al quarto posto si attestano le vendite ai produttori di refrattari, per i quali l’anno appena concluso si è tradotto in un +37,3%, incremento che ha portato il volume di fatturato da 40,1 a 55,1 milioni di Euro.
Nei primi mesi dell’anno in corso è proseguito lo stallo di alcuni importanti mercati per cui le previsioni per l’anno in corso sono molto caute. “Ci attendiamo il proseguimento delle criticità in alcuni mercati mentre su altri iniziamo a vedere una lieve ripresa” – commenta Sassi. “Prevediamo per questo una stabilizzazione del nostro fatturato sopra i 2 miliardi di euro, in linea coi valori dell’ultimo biennio”, conclude il Presidente Sassi.
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