Digital transformation, skill e servizi nel futuro di Mitsubishi Electric

I servizi insieme ad AI e digital transformation: i punti chiave di Mitsubishi Electric per il futuro

Mitsubishi Electric festeggia i suoi primi 40 anni in Italia con il lancio di un ricco portafoglio di nuovi prodotti ad alto valore aggiunto. Il futuro? Creare servizi ed esplorare nuovi mercati

Dalla rivista:
Automazione Oggi

 
Pubblicato il 20 giugno 2025

Ad arrivare all’Energy Park di Vimercate sembra di ritrovarsi in un campus all’americana, anche se siamo alle porte di Milano: edifici bassi, tanto verde in mezzo, le auto rigorosamente inquadrate negli spazi del parcheggio. Entrare nel Mirai Building dove ha sede Mitsubishi Electric vuol dire immergersi nella ‘digital transformation’. L’open space, a ridosso dell’ingresso, è allestito per far toccare con mano la tecnologia, con svariate isole demo, dove si possono vedere alcune applicazioni ‘al lavoro’.

I 40 anni della filiale italiana

Sono le soluzioni e i prodotti a parlarci, da ormai 40 anni, di Mitsubishi Electric, della sua capacità di realizzare componenti e sistemi ad alto valore aggiunto per i più svariati mercati:

“Quest’anno celebriamo un anniversario importante, i nostri primi 40 anni in Italia” ha esordito Matteo Cerutti, general manager South E mra – Industrial Automation & Mechatronics CNC di Mitsubishi Electric Europe Italy branch, in occasione dell’evento di lancio di un ricco portafoglio di nuovi prodotti della multinazionale nipponica.

“Il nostro obiettivo però è superare la casa madre, che ne compie ben 104 di anni”. Cento anni di successi, vien da dire, come dimostra il fatturato, sempre in crescita negli ultimi 4 anni nonostante il contesto non aiuti.

“Se consideriamo l’operating profit, nel corso degli anni siamo passati dal 5,6% del 2022 al +7,1% nell’ultimo anno fiscale, con un segno sempre positivo a parte una piccola flessione nel 2023” ha proseguito Cerutti. “Le previsioni per quest’anno sono di una leggera decrescita del fatturato, consolidando però un profitto operativo di 430 miliardi di yen, superiore ai 391 miliardi di yen dello scorso anno”.

Non è poco in uno scenario internazionale che non è mai stato tanto complesso, fra Trump, le Incertezze sui dazi e le guerre in atto che non permettono a nessuno di fare piani se non di mese in mese, per non dire di giorno in giorno: come affrontare il futuro?

Incertezze e punti di forza

Di fronte a un contesto economico incerto, Marco Filippis, Factory Automation & Mechatronics CNC marketing manager di Mitsubishi Electric Europe B.V., si è voluto concentrare sui punti di forza che possono dare un’iniezione di fiducia al mercato.

“Il tessuto industriale italiano è fatto per lo più di PMI, che in un momento di incertezza come questo rappresentano un asset solido e dinamico al tempo stesso, in grado di adattarsi più velocemente ai cambiamenti contingenti. Inoltre, possiamo vantare in Italia la presenza di distretti di eccellenza”.

“Tutto questo contribuisce a rendere il made in Italy attrattivo e la filiera difficile da replicare con lo stesso livello tecnologico e di qualità. Un altro aspetto su cui in Europa si punta molto è la sostenibilità, sia a livello di filiera che di produzione, e qui si concentrano anche gli investimenti del ‘green deal’. L’innovazione tecnologica e l’integrazione fra automazione e robotica, due aspetti sui quali Mitsubishi Electric sta investendo e continuerà a investire, sono elementi chiave per essere più sostenibili. Anche questo è un punto di forza per i nostri clienti”.

Infine, l’azienda intende esplorare altri business: “Se da un lato i costruttori di macchine continuano a rappresentare i nostri maggiori clienti, puntiamo a sviluppare nuovi mercati come quello dei data center, delle infrastruttura, del recycling, per esempio della plastica e dei metalli. Molto interesse è anche il mondo power & energy, dove come filiale italiana lavoriamo già da qualche tempo e che rappresenta un ‘mini volano’ per l’industria” ha sottolineato Filippis.

Trasformazione digitale al centro

Cosa c’è dunque nel futuro di Mitsubishi Electric?

“Mitsubishi Electric ha deciso ormai da alcuni anni di puntare sulla trasformazione digitale e la business model transformation che essa implica. Abbiamo già fatto investimenti in questa direzione, che ora proseguono con il lancio di servizi, andando quindi oltre la fornitura di hardware e software, non solo in ambito factory ma, per esempio, anche nel building” ha proseguito Cerutti.

Il primo passo di questo percorso consiste nell’acquisire e sviluppare internamente le skill necessarie per supportare i servizi:

“Abbiamo già formato 10 mila persone, destinate a diventare 20 mila entro il 2031. Stiamo lavorando all’incremento delle competenze per renderle poi disponibili ai nostri clienti tramite l’erogazione di servizi aggiuntivi al software e all’hardware. In questa direzione vanno anche le collaborazioni con noti partner a livello globale, come AWS e Microsoft” ha spiegato Cerutti.

Per saperne di più sulle iniziative di Mitsubishi Electric per la formazione, leggi il prossimo numero di settembre 2025 di Automazione Oggi.

Capacità di evolversi

Se la digital transformation rappresenta un trend ormai consolidato, occorre capire però nello specifico dove si concentreranno gli investimenti:

“Le analisi di mercato, per esempio di Deloitte, confermano che gli investimenti in digitalizzazione a livello globale avranno un trend di sviluppo esponenziale da oggi al 2032; poi continuerà a livello mondiale la tendenza a investire nella trasformazione digitale” ha spiegato Filippis.

Nel manifatturiero i maggiori investimenti saranno in robotica e automazione, data analytics, cloud, IoT e ovviamente AI, sempre più impiegata al fine di ottimizzare i processi.

“Alcuni fatti provano questa tendenza: i dati del WEF (World Economic Forum) dicono che il 43% delle attività manuali sarà sostituito da soluzioni AI, con una crescita del mercato del 20% fino al 2035”.

Negli ultimi 6 anni Mitsubishi Electric ha investito molto in AI, sviluppando numerosi brevetti e con il brand Maisart.

“Alcuni esempi concreti di soluzioni scaturite da questi investimenti sono i sistemi di diagnostica integrati nei componenti per tenerne sotto controllo l’usura evitando fermi macchina, o i sistemi di manutenzione predittiva in robotica, o ancora gli algoritmi di AI che consentono di migliorare le performance dei sistemi rilevando in realtime eventuali anomalie, fino alle soluzione di verifica dei componenti interni ai sistemi” ha illustrato ancora Filippis.

I dati come ‘petrolio del terzo millennio’

Aumenta l’importanza dei dati e così del software per gestirli e analizzarli. Anche questo trend, di cui si parla ormai da anni, sta prendendo sempre più forma con l’avvento delle soluzioni di virtualizzazione e dei gemelli digitali.

“Oggi disponiamo di una mole sempre più consistente di dati, che siamo in grado di elaborare grazie all’AI e ai software. Con soluzioni come Gemini, MyLab e Genesis 11, Mitsubishi Electric si propone come player affidabile sia di hardware che di software e servizi”.

“Un obiettivo che l’azienda si è posta anche con l’acquisizione al 100% di Iconics, che dal 1° aprile ha cambiato ufficialmente nome divenendo Mitsubishi Electric Iconics Digital Solutions (Meids). Specializzata in Scada per processo e manifatturiero, ma anche per la building automation e i servizi, ci consente di esplorare nuovi settori con prodotti come BMS, Dcim o sistemi di gestione dell’energia” ha concluso Filippis.

Un lancio in grande stile

Era un po’ di tempo che la multinazionale non lanciava tanti prodotti in una sola volta.

Vediamole nel dettaglio: 

 

Tour della tecnologia: visita guidata allo showroom

Oltre alla serie di inverter e motori, PLC e Scada in ‘mostra’, è attiva una piattaforma che riproduce il digital twin di un sistema pick&place, dove due robot collaborano a una linea.

“Se si deve cambiare il formato degli oggetti da prendere” spiega Giovanni Mandelli, product solution manager – Control, Scada & Visualization di Mitsubishi Electric Europe B.V., “è possibile, grazie alla virtualizzazione e al gemello digitale della macchina, mettere a punto i tempi e sincronizzare le attività dei robot, in modo da evitare collisioni o ritardi, per poi scaricare tutto sulla macchina già ottimizzato per il cambio formato, senza dover interrompere la produzione”.

Un bel risparmio di tempo e costi per il produttore.

“Allo stesso modo, tramite il digital twin, un system integrator può studiare il layout migliore di una linea, per proporre al cliente una soluzione già ottimale, con costi e tempistiche di realizzazione certe, e fargliela anche vedere in 3D, se si indossano dei visori per realtà aumentata o virtuale” prosegue Mandelli.

Con l’aggiunta di una AI opportunamente allenata sarà possibile, in un futuro non troppo lontano, arrivare all’ottimizzazione automatica delle prestazioni di un’applicazione, senza ausilio umano: sarà l’AI a confrontare le diverse opzioni di applicazione e valutare quale sia la migliore da mettere in campo.

“Lo scopo dell’automazione in effetti è quello di automatizzare il più possibile, riducendo gli interventi da parte degli operatori” conclude Mandelli.

Una seconda isola demo presenta un’applicazione di visione per il controllo qualità: un cobot gira intorno al pezzo da verificare scattando delle immagini, sempre nello stesso punto, verificando la qualità delle saldature, dei componenti, delle schede e così via, individuando eventuali anomalie.

Infine, il packaging: su una mini-linea di imballaggio una macchina imballa delle scatole di caramelle, avvolgendole in un cellophane brandizzato: per apporre il marchio esattamente nel mezzo della confezione viene impiegato un sistema di visione collegato alla taglierina.

 

Ilaria De Poli @ilaridepoli



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