Con Nutanix l’automazione made in Italy di LEAS diventa più frizzante

LEAS, azienda di riferimento nel settore dell’automazione industriale, ha scelto le soluzioni Nutanix, player dell'hybrid multicloud computing, per rinnovare la propria infrastruttura e dare maggiore impulso alla crescita dell’azienda in termini di scalabilità, prestazioni e sicurezza

Pubblicato il 18 maggio 2022

Azienda veneta che vanta mezzo secolo di successi nell’ambito della saldatura integrata a elevata automazione, con impianti industriali ad alta tecnologia e opere di meccanica ed elettronica apprezzate a livello internazionale, LEAS è da sempre attenta alla sostenibilità e all’innovazione nei propri prodotti, due principi che le hanno permesso, nel giro di poco tempo, di diventare leader di mercato. Negli ultimi anni, la crescita del business LEAS è stata ancora più evidente come sottolineato da Marco Ortolani, IT Manager di LEAS: “Due sono i fattori che hanno determinato una spinta ancora più forte: la pandemia, che ha portato a un’accelerazione in diversi comparti industriali, e la conseguente volontà dei player di investire in nuove tecnologie”.

Nel 2021, LEAS decide dunque di rinnovare la propria sede da una parte per renderla più collaborativa e dinamica e dall’altra per adottare soluzioni più agevoli anche in ambito IT. “Abbiamo deciso di non nascondere più il data center”, prosegue Ortolani, “ma al contrario di posizionarlo a vista, così da diventare un simbolo della nostra ricerca di innovazione sia per i dipendenti sia per i clienti”. LEAS decide così di rinnovare la propria infrastruttura server-storage e inizia la ricerca di un partner tecnologico in grado di incrementare le prestazioni, l’agilità e la scalabilità, rendendo più agevole, nel contempo, la gestione.

La scelta di affidarsi a Nutanix è immediata come sottolineato da Ortolani: “Abbiamo scelto la tecnologia iperconvergente di Nutanix a occhi chiusi perché si è rivelata la miglior opzione in grado di soddisfare tutte le nostre esigenze. Conoscevo le soluzioni della multinazionale e, dopo una breve fase di analisi di alternative architetturali più tradizionali di altri fornitori, abbiamo deciso di investire in Nutanix per garantire all’azienda la più ampia scalabilità dei sistemi e a me la massima semplicità di gestione”. In breve tempo LEAS ha implementato un sistema composto da tre nodi NX 8035 G7, su cui vengono trattati tutti gli applicativi aziendali ad eccezione dell’ERP.

L’installazione dei sistemi si completa in pochi mesi dal trasferimento alla nuova sede LEAS: “Rispetto alle esperienze precedenti con architetture server-storage”, afferma Ortolani, “l’implementazione di questo sistema, che ho voluto vivere in prima persona per comprenderne le caratteristiche, è stato molto più rapido e agevole”. Avere a disposizione un unico interlocutore e l’efficacia dell’hypervisor di Nutanix hanno contribuito a semplificare sensibilmente il processo e a renderlo efficiente sin da subito.

E i primi risultati non si fanno attendere: da subito si è registrato un incremento delle prestazioni, rilevato da tutti i circa 80 utenti dei sistemi aziendali. Inoltre, in pochi mesi l’IT si è reso conto che grazie a Nutanix oggi è necessario meno sforzo per la gestione dell’infrastruttura. Gli elementi che garantiscono questo risultato sono la presenza di un unico punto di interlocuzione e il taglio dei tempi di tuning e aggiornamento, lasciando spazio ad altre attività strategiche per l’azienda.

Anche la scalabilità e la sicurezza rientrano fra gli effetti diretti dell’iperconvergenza: i protection domain con snapshot automatici garantiscono la protezione dei dati aziendali, e permettono una crescita del business più sicura.

LEAS conta di crescere ulteriormente nel corso dei prossimi cinque anni e di portare sempre maggiore scalabilità e flessibilità. E nei progetti futuri è inclusa anche Nutanix: è prevista infatti l’acquisizione di una nuova soluzione PLM (Product lifecycle Management), creata anch’essa su sistemi iperconvergenti. “Nonostante la nostra infrastruttura sia tutta on-premise”, conclude Ortolani, “pensiamo col tempo di sfruttare l’apertura di Nutanix verso il cloud, cominciando magari con l’implementazione di un sistema di disaster recovery, che ci consentirebbe di fare un ulteriore passo nella direzione della sicurezza e della continuità di business”.



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