Storia e segreti dei codici a barre: una guida da Cognex
Cognex ha realizzato una sorta di 'Guida' alla decodifica dei codici a barre
I moderni codici a barre consentono di raccogliere dati in modo affidabile e veloce, garantendo la tracciabilità di componenti o prodotti, evitando gli errori nelle operazioni di assemblaggio e migliorando l’assistenza ai clienti. I codici a barre sono costituiti da simboli leggibili da dispositivi ottici e contengono dati relativi al componente o al prodotto cui sono associati. Una volta letti da uno scanner di codici a barre, questi simboli vengono decodificati, registrati ed elaborati. I dati vengono utilizzati in tutta una serie di applicazioni (ad esempio indicazione dei prezzi, evasione di ordini, tracciabilità lungo la catena di produzione, smistamento di articoli, spedizioni ecc.). A supporto delle operazioni aziendali più disparate nel corso degli anni sono state sviluppate diverse tipologie di codici a barre.
I codici a barre 1D (unidimensionali), per esempio, sono quelli con cui abbiamo più familiarità. Tutte le informazioni presenti nel codice sono organizzate in senso orizzontale, dipendono dalla larghezza di barre e spazi e vengono lette da sinistra verso destra. Alcune versioni dei codici 1D contengono soltanto dati numerici, mentre altre sono in grado di codificare anche altri tipi di caratteri. L’altezza del codice varia in base allo spazio disponibile sul prodotto e alla capacità dei lettori di leggere codici a barre di piccole o grandi dimensioni.
Nei codici matrix 2D (bidimensionali), disponibili in diverse versioni, i dati vengono codificati sotto forma di ‘celle’ bianche e nere, cioè piccoli quadretti che costituiscono una struttura quadrata o rettangolare. Oltre a essere in grado di codificare grandi quantità di dati, i codici matrix migliorano la leggibilità e la tolleranza alla scarsa qualità di stampa. Inoltre, contengono dati ridondanti, caratteristica che mantiene la leggibilità del codice anche in presenza di una o più celle danneggiate.
Sembra difficile risalire a quando i codici a barre non facevano parte della nostra vita quotidiana, eppure questa invenzione ha iniziato a diffondersi soltanto a partire dagli anni ’70. Sebbene il primo brevetto risalga al 1952, ci vollero alcuni anni prima che i codici a barre cominciassero a essere sfruttati commercialmente per etichettare i vagoni ferroviari. Bisognerà attendere fino al giugno del 1974 per vedere uno scanner leggere i
codici applicati sui prodotti di un supermercato Marsh in Ohio, Stati Uniti: il primo prodotto scansionato fu un pacchetto di gomme da masticare Wrigley’s.
A pochi decenni dopo quella prima scansione facciamo fatica a immaginare un mondo senza codici a barre. Disponibili in diverse configurazioni, i codici a barre consentono di raccogliere dati in modo veloce e affidabile, migliorano i processi decisionali, eliminano la possibilità di errori umani, riducono i tempi di formazione dei dipendenti e monitorano i prodotti nel corso del loro intero ciclo di vita. Sono versatili, economici da progettare e stampare e consentono di ridurre i costi operativi.
Per gestire le applicazioni che utilizzano i codici a barre, sul mercato esistono molti tipi di scanner. La capacità di decodifica di un lettore, l’affidabilità delle prestazioni e le modalità di trasmissione dei dati determinano l’efficacia di gestione all’interno del proprio sistema aziendale. Per valutare le prestazioni di un lettore di codici a barre, occorre analizzarne il tasso di lettura, che corrisponde al numero di codici a barre letti diviso per il numero di tentativi. Generalmente, viene espresso in percentuale. Più la percentuale si avvicina al 100%, migliori sono le prestazioni. Il tasso di lettura è il miglior indice di affidabilità ed efficacia di lettura presso lo stabilimento produttivo.
Dopo aver contrassegnato il componente o il prodotto e averne letto il codice, i dati vengono memorizzati o utilizzati dal MES (Manufacturing Execution System) dello stabilimento o del centro di distribuzione. Se disponibile, la comunicazione via Ethernet è il metodo più rapido e affidabile per trasferire i dati. I lettori di codici a barre Cognex offrono tassi di lettura elevati, connettività di tipo industriale e prestazioni affidabili e sono disponibili in diverse forme e dimensioni: dai piccoli ed efficienti lettori fissi per la lettura di codici DPM ad alta velocità fino all’ampia gamma di lettori portatili.
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