Le tecnologie abilitanti per l’innovazione
A colloquio con Roberto Maietti, ingegnere elettronico, manager di livello internazionale ed esperto di innovazione, abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza intorno a quelle che secondo molti osservatori si candidano ad essere le principali tecnologie abilitanti per l’innovazione.
D.: Quali scenari per la mobilità elettrica sono prevedibili in Italia e in Europa nei prossimi anni?
R.: Al momento siamo ancora lontani da una mobilità elettrica pervasiva. I costi delle vetture e soprattutto la mancanza di una infrastruttura adeguata sono un grande freno all’acquisto. Infine i tempi di ricaricabilità delle batterie non sono ancora sufficientemente tranquillizzanti. D’altra parte la sensibilità nei confronti dell’e-mobility sta crescendo in modo esponenziale anche se maggiormente nei Paesi nord europei rispetto ad esempio all’Italia.
D.: Negli ultimi anni il concetto di Smart City è stato posto al centro dello sviluppo sostenibile e di un nuovo modo di concepire reti e sistemi urbani. Quali tecnologie ICT e industriali stanno accompagnando le applicazioni attuali e future?
R.: La vera sfida è l’integrazione sempre più spinta fra ICT e Automazione. L’informatica è una tecnologia facilitante, ma anche l’elemento basilare per poter garantire una reale fornitura di servizi di qualità al cittadino. Se l’automazione è lo scheletro, l’ICT è il sistema nervoso. La sfida quindi è l’integrazione totale di questi due mondi, utilizzandone a pieno le potenzialità e i prodotti che li caratterizzano.
D.: Si parla diffusamente di efficienza energetica in campo industriale. Le moderne soluzioni di automazione consentono di ottenere significativi risparmi di energia. Quali fattori tecnologici, normativi, economici, culturali o di altro tipo favoriscono la diffusione di tali soluzioni e quali altri la frenano?
R.: L’uso degli inverter e dei motori di ultima generazione (IE3) ha un impatto significativo sugli impianti industriali garantendo un risparmio oggettivo nei consumi oltre a un miglioramento operativo. La volontà politica di porre il risparmio energetico e la riduzione dell’emissione di CO2 al centro degli investimenti è il vero elemento catalizzante dal quale non è più possibile scostarsi. Le normative e la tecnologia hanno inoltre una forte valenza commerciale creando possibili barriere all’ingresso nei confronti di produttori del “Far East”.
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