Seid: dalla Nasa al Mose
L'azienda della Val Seriana che porta l’ingegneria bergamasca nel mondo supera i 45 dipendenti e apre il nuovo headquarter. L’inaugurazione diventa l’occasione per riflettere sul rapporto tra innovazione, intelligenza artificiale, arte e cultura
C’è un pezzo di Alta Val Seriana che ogni giorno lavora dietro le quinte di alcuni dei progetti industriali più complessi al mondo. Dalle tecnologie che contribuiscono al funzionamento del Mose di Venezia agli impianti realizzati anche per la Nasa fino alle più recenti applicazioni nei settori dell’energia e dell’idrogeno, Seid è una realtà nata a Songavazzo, in provincia di Bergamo, che da quasi quarant’anni esporta competenze ingegneristiche nei mercati internazionali più avanzati.
Con 45 collaboratori, un fatturato di 9,5 milioni di euro, oltre 1.000 impianti realizzati e una presenza nei quattro continenti, Seid ha costruito negli anni un percorso di crescita che l’ha portata a confrontarsi con alcuni dei più importanti progetti industriali internazionali. Una crescita che oggi trova una nuova tappa nella sede di Parre, inaugurata sabato 27 giugno con “Fuori Scala – L’intelligenza umanistica al centro dell’automazione”, un evento che ha riunito clienti, partner, istituzioni e rappresentanti del territorio per confrontarsi sui temi dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale e del ruolo della cultura nei processi di sviluppo tecnologico.
Fondata nel 1988 e guidata da un Executive Board composto da Roberto Bennice, Andrea Marinoni, Domenico Casà e Marco Romelli, Seid è una società di ingegneria specializzata nell’automazione industriale che realizza e integra sistemi di controllo per impianti complessi nei settori energia, oil & gas, offshore, idrogeno e industria di processo. L’azienda affianca i clienti lungo l’intero ciclo di vita del progetto, dall’ingegneria allo sviluppo software, dalla realizzazione dei sistemi di controllo fino alla messa in servizio e all’assistenza post-vendita. Le sue competenze trovano applicazione in alcuni dei più avanzati progetti industriali internazionali, dalle infrastrutture offshore sviluppate per ExxonMobil in Guyana ai sistemi di controllo per Sparc, il programma dedicato alla fusione nucleare promosso da Commonwealth Fusion Systems. Tra i progetti più rappresentativi figurano il contributo ai sistemi di controllo del Mose di Venezia e lo sviluppo di una soluzione di automazione per uno degli impianti della Nasa negli Stati Uniti.
Pur operando in oltre 60 Paesi del mondo – dal Medio Oriente al Sud America, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, fino all’Africa – Seid ha scelto di mantenere il proprio centro decisionale e produttivo a Parre (BG), in Alta Val Seriana.
Un legame con il territorio che non rappresenta un limite, ma una parte integrante della sua cultura aziendale. La nuova sede nasce proprio da questa visione: continuare a crescere sui mercati internazionali investendo al tempo stesso sulle persone, sulla qualità degli spazi di lavoro e sulla capacità di attrarre competenze altamente specializzate anche lontano dai grandi centri industriali. Sviluppato su circa 3.500 metri quadrati, l’headquarter appena inaugurato consente di riunire in un unico luogo attività di ingegneria, sviluppo software, produzione e collaudo, accompagnando l’espansione dell’organico passato negli ultimi anni da 35 a 45 collaboratori.
La scelta della sede non è stata casuale: l’azienda ha infatti recuperato e valorizzato uno stabile brutalista progettato dall’architetto Sergio Crotti, già sede di Noy Vallesina Engineering e legato alla visione imprenditoriale di Fausto Radici, figura simbolo dell’industria bergamasca. Un luogo che Seid ha scelto di reinterpretare in chiave contemporanea, trasformandolo in uno spazio capace di coniugare innovazione tecnologica, lavoro e cultura.
“Questa sede nasce certamente per accompagnare lo sviluppo dell’azienda, ma soprattutto per offrire alle persone un luogo in cui lavorare bene” commenta Roberto Bennice, presidente e socio di Seid. “Trascorriamo qui gran parte delle nostre giornate e crediamo che gli spazi influenzino profondamente il modo di lavorare, di collaborare e di crescere insieme. Per questo abbiamo voluto creare un ambiente accogliente, aperto e stimolante, capace di mettere le persone nelle condizioni migliori per esprimere il proprio talento”.
Accanto agli spazi operativi trovano così posto anche un bistrot aziendale, una palestra e ambienti dedicati alla formazione e alla condivisione, in linea con una visione dell’impresa che considera il benessere delle persone un elemento essenziale per la crescita. L’investimento nella sede di Parre rappresenta anche una scelta di fiducia nei confronti del territorio e del suo tessuto produttivo. Una visione che guarda al futuro e che conferma la volontà di Seid di continuare a creare innovazione e occupazione qualificata mantenendo salde le proprie radici in Val Seriana.
“La Val Seriana possiede una straordinaria tradizione industriale che merita di essere valorizzata e raccontata” prosegue Bennice. “Ogni giorno vediamo giovani professionisti scegliere di costruire qui il proprio percorso lavorativo. Il nostro obiettivo è continuare a offrire opportunità ad alto contenuto tecnologico senza rinunciare al legame con le proprie radici. Vogliamo continuare a dimostrare che anche da un territorio meno centrale come la Val Seriana è possibile sviluppare tecnologie che viaggiano nel mondo e competere sui mercati internazionali più avanzati”.
Questa visione si è riflessa anche nell’impostazione scelta per l’inaugurazione. “Fuori Scala”, il titolo dell’evento, richiama il payoff aziendale “Hi, Humanistic Intelligence”, sintesi di un approccio che interpreta l’innovazione non soltanto come evoluzione tecnologica, ma come processo capace di integrare competenze tecniche, sensibilità umanistica e responsabilità culturale.
Il programma ha visto la partecipazione di Alessandro Lenci, ordinario di Linguistica Computazionale all’Università di Pisa, con una lectio sul tema “Impresa, linguaggio e intelligenza artificiale: quale spazio per una prospettiva umanistica?”, e del critico d’arte e fotografia contemporanea Elio Grazioli, protagonista di una riflessione dedicata all’intelligenza artistica e alla creatività come componente essenziale dei processi innovativi. A moderare gli incontri è stato il giornalista Andrea Filisetti.
“Spesso si pensa che tecnologia e umanesimo appartengano a mondi separati”, conclude Bennice. “Ma la nostra esperienza ci dice invece il contrario. Dietro ogni sistema, ogni software, ogni innovazione ci sono sempre persone, idee, responsabilità e capacità di immaginare soluzioni nuove. È questo il messaggio che abbiamo voluto condividere con il territorio: l’innovazione più efficace è quella che continua a mettere l’essere umano al centro”.
La giornata ha rappresentato non soltanto l’inaugurazione di una nuova sede aziendale, ma anche l’occasione per condividere una visione dell’impresa capace di coniugare tecnologia, cultura e crescita del territorio.
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