Il PA12 GB di Weerg risolve le sfide ingegneristiche dell’elvetica Titawin
Nel passaggio cruciale dalla prototipazione alla produzione in serie, l’efficienza della manifattura digitale di Weerg si è rivelata la chiave di volta per il successo di FlyLight, il serramento “ultra sottile” sviluppato dall’azienda svizzera Titawin. Al centro del progetto c’è l’adozione strategica del PA12 GB (nylon caricato vetro) di Weerg: un materiale high-tech che ha permesso di superare le sfide ingegneristiche più complesse, garantendo al prodotto di punta di Titawin la massima stabilità dimensionale, leggerezza e resistenza strutturale.
L’integrazione tra la manifattura digitale di Weerg e la progettazione elvetica traccia così una nuova via per l’industria, dimostrando come l’ottimizzazione dei materiali consenta di azzerare i colli di bottiglia e accelerare il time-to-market di prodotti ad altissime prestazioni.
Chi è Titawin
Fondata con l’obiettivo di ridefinire i parametri dell’efficienza e del design industriale, Titawin rappresenta l’eccellenza dell’ingegneria elvetica applicata ai sistemi di chiusura di ultima generazione. Questa filosofia orientata al superamento dei limiti strutturali trova la sua massima espressione in FlyLight, il prodotto di punta dell’azienda svizzera.
Si tratta di un rivoluzionario sistema lift-and-slide (scorrevole alzante) caratterizzato da un montante centrale di appena 21 mm e da un ingombro totale a parete di soli 59 mm, telaio compreso: specifiche da primato che lo rendono, ad oggi, il sistema in assoluto più sottile sul mercato all’interno della sua categoria. Una sfida progettuale così estrema, dove lo spessore minimo incontra la necessità di una resistenza impeccabile, spiega l’esigenza di Titawin di affidarsi a soluzioni produttive d’avanguardia per garantire l’assoluta stabilità del prodotto nella produzione in serie.
L’idea alla base di FlyLight si fonda sul principio di eliminare tutto ciò che separa visivamente l’interno dall’esterno, un obiettivo semplice da descrivere ma estremamente complesso da realizzare.
La soluzione: FlyLight
Il sistema è stato ingegnerizzato per azzerare gli scalini, nascondere i binari alla vista ed eliminare ogni montante che possa sottrarre luce al passaggio. La complessità strutturale viene interamente celata all’interno del profilo attraverso soluzioni tecniche avanzate: i carrelli di scorrimento sono posizionati in alto, nella zona più protetta del sistema, i perni di sicurezza emergono dal pavimento solo al passaggio dell’anta e, nella versione automatica, il motore è totalmente integrato nel profilo allo stesso costo della variante manuale.
Per l’utente finale il risultato si traduce in un’esperienza pulita, essenziale e quasi invisibile. Dal punto di vista progettuale, invece, lo sviluppo ha richiesto il superamento di una sfida geometrica senza precedenti, in cui ogni singolo componente deve integrarsi perfettamente in un montante di soli 21 mm, garantendo la massima resistenza ai carichi continui e agli agenti esterni nel corso degli anni.
A raccogliere questa complessa sfida ingegneristica è stata la tecnologia di manifattura additiva Multi Jet Fusion (MJF) di Weerg, ideale per trasformare tolleranze così restrittive in una produzione in serie precisa e ripetibile. I componenti interni di FlyLight sono stati infatti stampati in PA12 GB, una poliammide avanzata e rinforzata con il 40% di microsfere di vetro, progettata per garantire rigidità, stabilità dimensionale e resistenza termica superiori.
Sottolinea Fabio Trotti, Head of 3D Production di Weerg:
“Non si è trattato certamente della scelta più economica. Il PA12 standard avrebbe avuto un costo inferiore e sarebbe stato più duttile. In questa applicazione servivano tuttavia caratteristiche differenti. La prima era la rigidità. Il PA12 GB è infatti sensibilmente più rigido rispetto al materiale standard e permette di ottenere componenti capaci di mantenere la propria geometria anche sotto carico continuo, senza perdere tolleranza nel tempo.”
“In un meccanismo destinato a funzionare per decenni, come il sistema FlyLight sviluppato da Titawin, la variazione dimensionale non è accettabile. Il secondo elemento chiave era la stabilità termica: un serramento lavora all’esterno, esposto a variazioni di temperatura importanti che il PA12 GB gestisce senza alcun tipo di problema. La stessa cosa vale anche per la resistenza ai raggi UV e per l’usura dovuta ai cicli ripetuti di apertura e chiusura. Questo materiale costa di più, ma per questa applicazione è la migliore soluzione possibile”.
Il successo di questa integrazione industriale mette in luce un aspetto spesso sottovalutato nella manifattura digitale:
il valore della competenza progettuale a monte del processo. Per Weerg, la partnership con Titawin rappresenta il modello ideale di collaborazione con un “top client”, dove la continuità dei volumi e la stabilità delle specifiche consentono una pianificazione perfetta della capacità produttiva, garantendo un livello di servizio costante e senza intoppi operativi.
“La velocità e l’efficienza con cui consegniamo i componenti a Titawin non dipendono solo dalle nostre macchine”, conclude Trotti. “Il nostro standard di consegna sotto i 5 giorni è reale, ma rappresenta solo metà del risultato; l’altra metà viene costruita dal cliente prima ancora di avviare l’ordine. I file che riceviamo dagli ingegneri dell’azienda elvetica non sono mai approssimativi: sono geometrie già nativamente progettate per la tecnologia Multi Jet Fusion, con spessori calibrati e orientamenti ottimizzati”.
“Questo azzera i cicli di revisione e ci permette di sfornare un primo lotto che è già pronto per la produzione di serie. Ogni ordine arriva accompagnato da schede tecniche complete, senza bisogno di rincorse o chiarimenti. Chi gestisce un service di produzione sa quanto tutto ciò sia raro. Dietro a un sistema come FlyLight, in cui ogni elemento strutturale scompare per lasciare spazio alla vista, ci sono componenti che lavorano in silenzio, ma soprattutto ci sono persone che fanno il loro lavoro così bene da rendere straordinariamente fluido il nostro”.
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