Il futuro del digitale: dalla tecno-sinfonia allo stallo dell’innovazione
Il Center for Digital Envisioning ha identificato 19 megatrend per il digitale del prossimo decennio: dal Critical Computing all’Enriched Data, dal Web Collaborativo all’interazione invisibile Human-Tech, dalla Post-Human Intelligence ai Next Tech Players
Nel 2035, secondo la ricerca del Center for Digital Envisioning del Politecnico di Milano, se si realizzerà pienamente il potenziale di trasformazione di tutti megatrend tecnologici, il futuro del digitale potrebbe essere una “tecno sinfonia”, in cui l’AI è pervasiva, le infrastrutture sono sovrane e i sistemi operano in perfetta armonia: un mondo radicalmente trasformato, con capacità computazionale abbondante e sostenibile, un’intelligenza pervasiva e una democrazia tecnologica che distribuisce i benefici dell’innovazione.
Tuttavia, la società si troverà ad affrontare nuove sfide etiche sulla dipendenza dalle tecnologie autonome e sul controllo effettivo degli umani sulle macchine.
Oppure, in uno scenario intermedio, il futuro digitale nel 2035 potrebbe essere una “sovranità frammentata”, in cui massicci investimenti governativi in capacità computazionale e data governance si accompagnano a una forte frammentazione geopolitica che divide l’architettura digitale globale in blocchi regionali incompatibili. In questo scenario, il mondo a livello locale è efficiente nella capacità computazionale e sostenibile nel piano ambientale, ma è suddiviso in “isole digitali” che duplicano gli sforzi di ricerca e sviluppo, producendo inefficienza allocativa e tensioni geopolitiche sul controllo degli standard tecnologici e la definizione delle regole del mercato digitale.
O, ancora, nel caso di una sostanziale continuità rispetto alla situazione attuale, lo scenario potrebbe essere di “inerzia digitale e stallo dell’innovazione”: dopo un decennio senza vera trasformazione in cui l’ecosistema digitale resta fragile, inefficiente, dipendente da pochi attori concentrati, scarsamente innovativo nelle dinamiche competitive, limitato nella capacità di generare inclusione e distribuzione dei benefici tecnologici.
l’Osservatorio: scenari futuri abilitati dalle tecnologie digitali
Tali scenari sono stati individuati dal Center for Digital Envisioning, il centro nato per sviluppare e promuovere la capacità di identificare scenari futuri abilitati dalle tecnologie digitali, anticipando le opportunità e i rischi nel medio, lungo e lunghissimo periodo. Uno degli oltre 50 differenti filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della Polimi School of Management che affrontano tutti i temi chiave dell’innovazione digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione, presentato durante il convegno “Digital envisioning 2025: il futuro del Digitale”.
“Proiettarsi nel futuro non è per nulla semplice, ma è indispensabile quando si parla di digitale” dichiara Valeria Portale, direttrice del Center for Digital Envisioning. “In un contesto caratterizzato da un’accelerazione tecnologica senza precedenti, infatti, le decisioni assunte oggi determineranno la competitività industriale, la sovranità tecnologica, la resilienza economica e le disuguaglianze sociali del nostro Paese nei prossimi anni. Le aziende devono chiedersi ora come sarà il futuro del digitale e quali scenari si stanno delineando, per orientare scelte strategiche coerenti nel lungo termine ed essere preparati ai possibili scenari che dovranno affrontare”.
I risultati
“I segnali delle trasformazioni future sono già visibili oggi” afferma Luca Gastaldi, responsabile Scientifico del Center for Digital Envisioning: “Emergono dagli investimenti dei grandi attori del mercato digitale e dalla crescita esplosiva di start-up che ridefiniscono interi settori. Connettendo tasselli attuali e concreti, si compone una visione più ampia su un futuro differente, in cui diventano riconoscibili le forze che stanno guidando questa trasformazione e i megatrend destinati a ridisegnare gli scenari futuri del digitale nei prossimi dieci anni”.

Dai megatrend ai possibili scenari
Il Center for Digital Envisioning, infatti, ha identificato 19 megatrend che potranno ridisegnare il futuro del digitale nei prossimi dieci anni, ognuno con diversi gradi di realizzazione e differenti velocità, che aprono numerosi possibili scenari futuri. Questi megatrend sono frutto dell’incrocio di segnali raccolti attraverso molteplici fonti, interpretati e validati dagli esperti dei 12 Osservatori tecnologici del gruppo Osservatori Digital Innovation e una serie di altri esperti di dominio.
Per fornire una visione concreta, di questi ne ha selezionati 6 che si distinguono per profondità di impatto e che già oggi mostrano segnali di forte accelerazione.
- Il primo è il Critical Computing, con la potenza di calcolo che evolve in infrastruttura geopolitica strategica attraverso data center sovrani, cloud ibridi, HPC e le prime integrazioni quantistiche.
- poi l’Enriched Data, che segna il passaggio dai dati semplici ai digital twin, abilitando modelli dinamici, simulazioni in tempo reale e nuove forme di monetizzazione delle informazioni,
- il terzo è il Web Collaborativo che vede l’evoluzione dal web centralizzato verso ecosistemi decentralizzati basati su identità self-sovereign, blockchain e applicazioni componibili.
- Parallelamente, l’interazione invisibile Human-Tech introduce interfacce sempre più invisibili, agenti AI proattivi e interazioni machine-to-machine autonome.
- Mentre la Post-Human Intelligence descrive il salto dell’intelligenza artificiale da tecnologia di supporto a partner cognitivo capace di assumere interi processi decisionali. Infine, Next Tech Players ridefinisce la competizione tecnologica tra BigTech e nuovi attori emergenti grazie a hardware di frontiera, open source, tokenizzazione e modelli componibili.
Spiega Marina Natalucci, direttrice del Center for Digital Envisioning.
“Dall’incrocio dei sei megatrend principali emergono i tre scenari sul futuro del digitale nel 2035, selezionati tra i molteplici esplorabili. Da uno scenario di sostanziale continuità con il presente, caratterizzato da realizzazioni minime dei megatrend, a uno intermedio in cui alcune dimensioni progrediscono rapidamente mentre altre rimangono stagnanti o frammentate, ad un terzo di massima discontinuità trasformativa, in cui tutti i megatrend raggiungono piena realizzazione configurando il futuro più radicalmente diverso dall’oggi. L’obiettivo non è prevedere con accuratezza cosa accadrà da qui al 2035, ma prefigurare opportunità e rischi per essere agenti del futuro anziché spettatori passivi”.
I megatrend su infrastrutture e device

Questi megatrend definiscono le fondamenta fisiche e tecnologiche dell’ecosistema digitale, dalle infrastrutture computazionali, alle reti di connettività, ai sistemi di approvvigionamento delle risorse (energetiche, idriche, di suolo, etc.) e dei componenti hardware. In questo ambito si evidenziano cinque megatrend interconnessi.
1. Il Critical computing
da commodity a infrastruttura strategica: la transizione della computazione da servizio “commoditizzato” a infrastruttura critica nazionale, con una catena del valore strategica da presidiare attraverso data center localizzati ad alte prestazioni e capaci di calcoli sempre più potenti anche grazie a tecnologie di frontiera (come il quantum computing).
2. Connettività di nuova generazione
da copertura frammentata a connessione integrata e ubiqua: l’evoluzione verso reti di connettività convergenti e ubique terrestri-satellitari, con lo spazio come frontiera strategica da esplorare e regolamentare, con l’obiettivo di interconnettere dispositivi distribuiti in modo capillare e trasmettere elevate moli di dati ad altissime velocità.
3. Approvvigionamento digitale adattivo
da uso intensivo a economia digitale ottimizzata: la tensione tra la crescita della domanda di servizi digitali sempre più pervasivi e la sostenibilità ambientale di un settore basato su infrastrutture e device fisici altamente impattanti sul consumo di risorse ambientali critiche.
4. Microrevolution
verso micro e nano-componenti ad alte prestazioni: l’evoluzione verso la miniaturizzazione che, anche grazie a materiali intelligenti, rende la tecnologia pervasiva e invisibile (robotica umanoide, smart device e wearable) con hardware capaci di prestazioni elevate in dispositivi sempre più piccoli e integrati con lo spazio che li circonda.
5. Nuovi materiali trasformativi
verso nuove proprietà chimiche, fisiche e biologiche: l’accelerazione nella scoperta, aiutata dalla capacità di simulazione della realtà, nuovi materiali avanzati che abilitano prestazioni inedite, efficienza e simbiosi tra dispositivi e corpo umano.
I megatrend nel Data Management
Questi definiscono l’evoluzione dei paradigmi di gestione, valorizzazione e governance dei dati, passando da logiche di accumulo passivo a modelli di arricchimento attivo, dalla frammentazione in silos all’interoperabilità sistemica, dalla centralizzazione proprietaria a forme emergenti di ownership distribuita. In questo livello si si evidenziano tre megatrend interconnessi:

6. Enriched data
da dati semplici a complessi e digital twin: l’evoluzione da un accumulo passivo di grandi moli di dati verso un arricchimento che integra fonti e utilizzi del mondo fisico digitale, sfruttando dispositivi e infrastrutture fisiche disperse per trasformare gli ambienti fisici in modelli simulabili e monetizzabili.
7. Open data interoperability
da architetture isolate a ecosistemi aperti e interoperabili: la trasformazione dalla gestione frammentata di dati gestiti in silos alla creazione di ecosistemi interoperabili e data space federati per rispondere alle crescenti necessità applicative.
8. Proprietà consapevole dei dati
dai dati centralizzati a ecosistemi centrati sull’utente: la transizione da una centralizzazione spinta della governance del dato verso un ecosistema decentralizzato che permetta a coloro che forniscono i dati di possederli, riconoscendogli controllo, trasparenza e valorizzazione.
I megatrend nelle applicazioni e servizi
In questo livello, ci sono le trasformazioni nei modelli di progettazione, sviluppo e delivery di servizi e applicazioni digitali, verso architetture modulari e componibili, con la transizione da ownership a servizio, l’emergere di paradigmi partecipativi e collaborativi, la crescente autonomia decisionale dei sistemi.
Il livello si articola in tre megatrend interconnessi:
9. Modularità delle applicazioni e marketplace
dal controllo dell’IT al design guidato dall’utente: l’evoluzione del ruolo dell’utente da fruitore passivo a progettista attivo dei propri strumenti digitali, attraverso interfacce no-code, architetture componibili e marketplace aperti dove anche non-tecnici possono comporre applicazioni e servizi autonomamente, abbassando le barriere tecnologiche e ridistribuendo il potere di personalizzazione.
10. Collaborative web
dal browsing alla partecipazione attiva: la transizione verso un ecosistema web collaborativo, open-source e partecipativo dove utenti navigano il digitale come co-creatori di applicazioni e contenuti, in cui ognuno diventa proprietario di quanto produce e lo mette a disposizione di altri. Attraverso identità self-sovereign, blockchain, token, smart contract e realtà immersiva si ridefiniscono le modalità di interazione, creazione e distribuzione del valore.
11. Macchine autonome
da esecutori a decision maker autonomi: il passaggio da interazioni human-to-machine a reti intelligenti machine-to-machine in cui dispositivi dotati di agenti AI avanzati definiscono autonomamente obiettivi, si coordinano tra loro e operano come soggetti economici indipendenti con propria identità digitale e capacità transazionale.

I megatrend nel front-end
Nell’interfaccia tra mondo digitale e dimensione umana, la transizione in atto è da interfacce esplicite e visibili a forme di automazione invisibile, da workflow rigidi a esperienze fluide, con la progressiva riduzione dell’attrito tra intenzione umana ed esecuzione tecnologica. Il livello si articola attraverso due megatrend interconnessi.
12. Esperienza utente senza processi
dal flusso di lavoro alle interazioni guidate dall’intento: l’evoluzione dell’esperienza utente da modelli rigidamente process-driven basati su workflow predefiniti verso forme di ingaggio fluido e destrutturato, in cui gli utenti esprimono intenzioni attraverso linguaggio naturale, mentre l’intelligenza artificiale orchestra processi in background, liberandoli dalla logica procedurale.
13. Interazione uomo-tecnologia invisibile
il passaggio verso interfacce invisibili: la transizione da interfacce esplicite e visibili verso forme di automazione invisibile dove tecnologie intelligenti anticipano le intenzioni degli utenti attraverso sensoristica avanzata, oggetti intelligenti e scambi machine-to-machine pervasivi senza interazione esplicita con l’utente
I megatrend trasversali
Sono le dinamiche non appartenenti a uno specifico strato tecnologico ma trasversali all’intero ecosistema digitale e capaci di influenzare simultaneamente infrastrutture, dati, applicazioni e interfacce.
Il livello si articola attraverso sei megatrend che operano trasversalmente.
14. Cybersecurity sistemica e Dual Use
da difesa aziendale a risorsa geopolitica: l’evoluzione della difesa digitale da presidio tecnico aziendale ad asset strategico geopolitico, in cui attacchi informatici sofisticati e disinformazione si intrecciano con tecnologie emergenti trasformando la cybersecurity in infrastruttura critica equiparabile a energia e difesa militare.
15. Sostenibilità Digital tech
dalla compliance alla trasformazione digital-driven: l’intersezione tra innovazione tecnologica e principi di sostenibilità economica, sociale e ambientale, dove le tecnologie digitali evolvono da strumenti di efficientamento a motori di trasformazione sistemica verso modelli sostenibili, inclusivi e responsabili.
16. Post-human intelligence
verso un nuovo paradigma cognitivo: lo spostamento del paradigma cognitivo per la gestione e risoluzione di problemi complessi dall’uomo ai sistemi intelligenti, attraverso agenti AI autonomi, automazione adattiva e algoritmi avanzati che trasferiscono capacità di analisi, decisione e creazione alle macchine.
17. Next tech players
dal dominio delle BigTech ai disruptor di nuova generazione: la ridefinizione dell’arena competitiva in cui servitizzazione, modularità infrastrutturale, tokenizzazione e nuove frontiere tecnologiche potrebbero abbassare le barriere di ingresso, permettendo a nuovi attori di popolare il mercato digitale e competere con gli attuali player dominanti.
18. Intelligenza artificiale per lo sviluppo tecnologico
da supporto alla tecnologia a motore dell’innovazione: l’evoluzione dell’AI da tecnologia da integrare a meta-tecnologia che sviluppa, ottimizza e fa evolvere tutte le altre; dal supercalcolo, alle macchine autonome fino alle interfacce, accelerando in modo esponenziale l’innovazione.
19. Nuova governance digitale
infrastrutture di calcolo distribuite e intelligenza centralizzata: la tensione tra capillarizzazione della potenza elaborativa attraverso edge computing e micro-data center per latenza ridotta, e ricentralizzazione strategica di dato e intelligenza in grandi hub computazionali ad alta intensità che concentrano governance informativa e addestramento AI, configurando un paradigma duplice dove efficienza e controllo si distribuiscono in modo asimmetrico.
(*) L’edizione 2025 dell’Osservatorio Center for Digital Envisioning della Polimi School of Management è realizzata con il supporto di: Italgas-Bludigit, Banca Mediolanum, ENI, Sisal, Unipol, Accenture, Angelini, Cassa Depositi e Prestiti
Fonte foto apertura Pixabay
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