Antares Vision Group utilizza la tecnologia microwave per individuare corpi estranei nei prodotti confezionati
Antares Vision Group, partner tecnologico nella digitalizzazione e nella gestione integrata dei dati, provider di soluzioni di tracciabilità, e tra i principali player nei sistemi di ispezione per il controllo qualità, conferma lo sviluppo di un’innovazione strategica che utilizza la tecnologia microwave per individuare corpi estranei nei prodotti confezionati, quindi applicabile anche ai settori industriali.
Lo sviluppo del progetto è partito nel 2018 con un gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino e oggi prosegue con Wavision, start-up nata per continuare il progetto e garantirne l’industrializzazione. Antares Vision Group vi è entrata a far parte attraverso FT System, leader nei sistemi di ispezione qualità nel Food & Beverage.
Il progetto ha visto la collaborazione di più interlocutori che ne hanno garantito la sostenibilità fin dalle prime fasi di sviluppo: il Politecnico di Torino per lo studio tecnologico, FT System (oggi come Antares Vision Group), inizialmente come partner tecnologico e successivamente in qualità di socio di maggioranza di Wavision, e Vertis SGR, tramite Vertis Venture 3 Tech Transfer – fondo dedicato a promuovere il trasferimento tecnologico dei migliori progetti Deep Tech delle migliori università italiane.
Antares Vision Group utilizzerà i sensori sviluppati da Wavision per progettare una serie di macchine di ispezione innovative che trovano il loro utilizzo nei settori Food & Beverage (e potenzialmente in altri settori). Questi sensori intercetteranno eventuali contaminanti fisici, superando le limitazioni degli attuali strumenti di controllo (quali raggi X e Metal Detector, non sempre performanti quando la densità dei contaminanti fisici è simile a quella del prodotto che li contiene o quando sono troppo piccoli per essere rilevati).
La tecnologia microwave, sfruttando le diverse proprietà dielettriche dei materiali, è in grado di discriminare la presenza di corpi estranei in creme, semiliquidi e liquidi, soprattutto quando si tratta di contaminanti fisici trasparenti, come la plastica o vetro. Questo tipo di controllo permette di rispondere in modo più accurato ai requisiti richiesti dalla Grande Distribuzione, secondo gli standard BRC, IFS o ISO 22000, volti a garantire la sicurezza alimentare, nonché a diminuire la percentuale di richiami e a proteggere la reputazione dei brand.
La presenza di contaminanti fisici nei prodotti confezionati rappresenta un pericolo per la sicurezza e la salute dei consumatori; comporta la gestione di richiami di prodotto, con conseguenti e rilevanti oneri economici. Secondo l’ultima relazione pubblicata da Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed) nel 2021 le segnalazioni in Europa sono state 4.607, di cui 1.455 ritenute di rischio grave. E non da ultimo, la presenza di corpi estranei si traduce anche in un danno d’immagine per il produttore, in quanto viene meno il rapporto di fiducia tra brand e consumatore.
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