Pronti ad andare in scena.

Dalla rivista:
Automazione Oggi

 
Pubblicato il 15 gennaio 2002

Il prezzo della fama

Le luci della ribalta hanno sempre preteso un alto prezzo da pagare, e a questa regola dovranno sottostare anche gli attori del mercato dell’energia elettrica. Le specifiche tecniche imposte dal GRTN per un corretto interfacciamento alla rete e per garantire i servizi primari di riserva e regolazione di tensione e frequenza non saranno infatti le difficoltà maggiori che i produttori incontreranno all’avvio della borsa elettrica. Le linee guida indicate dall’Autorità delineano una riorganizzazione del sistema che tenda a far ricadere i costi di gestione su coloro che se ne rendano direttamente causa, introducendo multe proporzionate (fino a un fattore 75) alle spese provocate; il GRTN, inoltre, avendo la responsabilità della gestione della rete, si cautelerà con pesanti contravvenzioni nei confronti di coloro che non rispetteranno i patti. Simili aspetti normativi, insieme agli alti livelli di concorrenza introdotti dalla liberalizzazione del mercato dell’energia si tradurranno in una significativa riduzione del margine di guadagno per chiunque non sarà in grado di garantire affidabilità e flessibilità (che sono del resto due doti fondamentali per ogni grande attore).

Le nuove sfide

Ogni minimo sforzo per aumentare l’elasticità di un impianto potrà dunque essere decisivo per sanzionare la sopravvivenza di un produttore di energia elettrica. Significativa è, in quest’ottica, l’ammirabile opera ingegneristica che ha visto protagonista la centrale Elettrogen di Tavazzano, nella quale è stato abbassato il minimo tecnico di una delle caldaie ad attraversamento forzato per poter evitare lo spegnimento di una delle due unità durante il week-end; risultato: un consistente risparmio sui costi di riavviamento. Le innovazioni di maggiore rilievo, però, saranno ovviamente quelle che agiranno in maniera più profonda, sia a livello tecnico sia a livello gestionale. Tale fronte è già naturalmente caldissimo: il CESI e l’Università di Pavia stanno da tempo lavorando a un’applicazione delle tecniche di controllo multivariabile per l’ottimizzazione della produzione dell’energia elettrica che, per ora, a livello di simulazione, permette, garantendo una migliore gestione di parametri di impianto quali la temperatura e la pressione della caldaia, risparmi a 8 cifre nei costi dei combustibili; Enel e Telegyr Systems Italia (ancora con l’appoggio del CESI) stanno invece sperimentando nuove tecnologie nell’ambito dell’automazione delle cabine primarie di distribuzione (nodo nevralgico del sistema nel quale si passa dall’alta alla media tensione) eliminando le perturbazioni dovute alla vicinanza con organi di potenza grazie all’utilizzo di fibre ottiche.

Già si è accennato all’importanza del telecontrollo, soprattutto in previsione del fatto che l’attenzione si sposterà sempre di più da sistemi rivolti al ‘processo’ a sistemi orientati all’apertura verso l’esterno e al ‘data management’. Il mercato dell’automazione è infine chiamato al salvataggio delle imprese di cogenerazione che, persa la qualifica di fonte rinnovabile e la conseguente garanzia del ritiro della corrente prodotta, si trovano ora nella scomoda posizione di dover a tutti i costi coniugare l’affidabilità richiesta dal nuovo sistema con la natura stessa degli impianti di cogenerazione, pensati per fornire energia alla rete solamente in occasioni di esuberi dell’impianto direttamente servito. L’ottimizzazione della gestione, tramite l’utilizzo di sistemi che in alcuni casi dovranno essere realizzati a partire dal nulla, appare l’unica salvezza. In occasione della giornata di studio sull’automazione per il nuovo mercato dell’energia elettrica, tenutasi in settembre al CESI, è stato affermato che il debutto della borsa elettrica è atteso per la seconda metà del 2002. Manca dunque poco per sapere se sarà un successo.