Industria 4.0, nel 2021 sul tetto dei 4,5 miliardi - Automazione Plus

Industria 4.0, nel 2021 sul tetto dei 4,5 miliardi

Con una crescita dal 12% al 15% il mercato italiano dell'industria 4.0 segna un nuovo record. Riprova di forte resilienza e di capacità di innovazione ormai persistente

Pubblicato il 14 ottobre 2021

Il mercato italiano dell’industria 4.0 si appresta a segnare un nuovo record. Dopo la tenuta complessiva nel 2020, quando, nonostante la pandemia, la crescita è stata pari dell’8% e il valore complessivo ha raggiunto 4,1 miliardi, nel 2021 secondo le stime dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, dovrebbe crescere ulteriormente tra il 12% e il 15%, raggiungendo un valore complessivo di 4,5 miliardi.

Di questi dati e di diversi casi applicativi si è parlato oggi al convegno “L’industria digitale in un mondo che cambia” dedicato proprio alla Transizione Industria 4.0 e trasmesso stamane gratuitamente in streaming sul sito Osservatori.net.

La crescita a doppia cifra è trainata soprattutto dalle tecnologie It, che costituiscono l’85% della spesa. Le imprese manifatturiere hanno concentrato gli investimenti soprattutto in soluzioni di connettività e acquisizione di dati per un valore di 2,4 miliardi di euro, ovvero il 60% della spesa, seguiti da applicazioni per industrial analytics (17% del mercato), cloud manufacturing (8%), consulenza e formazione (7%).

Complessivamente sono oggi 1.400 le applicazioni in ambito industriale (+28% rispetto al 2019). Entrando nel dettaglio secondo l’indagine la crescita è trainata dal cloud manufacturing (+25%-30%), advanced automation (+15-20%) e advanced Hmi (interfaccia uomo-macchina), mentre, si meno sostenuti risultano altri comparti come Industrial Iot (+9-14%), advanced analytics (+12-16%) e additive manufacturing (+6-12%). Crescita sostenuta anche nel servizi, per i quali si stima un aumento del 10-15%.

Forse grazie alla pandemia e ai lockdown è aumentato il ricorso alle tecnologie 4.0 per implementare il cosiddetto smart working industriale: più di un’azienda su tre ha messo in pratica forme di flessibilità nella gestione degli orari di lavoro, di mansioni e postazioni di lavoro.

E tutto questo non sarebbe una moda passeggera. Secondo Marco Taisch, responsabile scientifico dell’Osservatorio, “siamo di fronte a una progettualità che sta innovando il settore industriale italiano in modo persistente”. Lo dimostra il fatto che tre imprese manifatturiere su quattro hanno oggi un progetto attivato.

Franco Metta



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