Ecor International realizza un basso rilievo in additive manufacturing
Ecor International ha contribuito alla messa in opera del progetto TEMART (Tecnologie e materiali per la manifattura artistica, i Beni Culturali, l’arredo, il decoro architettonico e urbano e il design del futuro) indetto dalla Regione Veneto e finanziato con 2 milioni di euro dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. L’iniziativa ha previsto lo studio e la messa a punto di applicazioni innovative per la realizzazione di componenti di valore artistico con l’utilizzo di tecnologia Additive Manufacturing e di materiali polimerici, compositi, metallici, ceramici e cementizi. La combinazione di queste tecniche ha reso possibile la riproduzione del basso rilievo bronzeo del Donatello collocato nell’altare della Basilica di Sant’Antonio a Padova non accessibile al grande pubblico.
Sfide di questo genere permettono di unire al meglio le abilità artistiche e le conoscenze tecnico-scientifiche.
Il contributo di Ecor International
All’interno del progetto, Ecor International SpA ha contribuito mettendo a disposizione le sue competenze sui materiali metallici. Attraverso la scansione laser dell’opera, è stato possibile realizzare dei prototipi in acciaio inossidabile sui quali sono state sperimentate metodologie di trattamenti di finitura superficiale ottenendo rese tattili diversificate. La superficie è adatta a condizioni altamente igieniche e, di conseguenza, è possibile sanificarla senza incorrere nel degrado del materiale stesso grazie alla sua resistenza agli agenti chimici.
Tutto questo ha permesso di dimostrare ulteriormente la versatilità tecnica dell’acciaio inossidabile al di fuori dei tradizionali contesti operativi.
Un risvolto sociale
La riproduzione del basso rilievo del Donatello in acciaio inossidabile non ha però solamente testimoniato la tecnologia
messa in campo da Ecor International. Oltre alla sicurezza igienica di cui è caratterizzato il materiale, il basso rilievo è stato lavorato per essere fruibile anche ad un pubblico ipovedente. Le finiture differenziate, infatti, hanno permesso di caratterizzare elementi quali i capelli, i vestiti e il viso: sfumature che consentono alle persone ipovedenti di distinguere con precisione le parti del corpo dei soggetti. Per comprendere come realizzare le finiture superficiali, il team si è avvalso della collaborazione della signora Sabrina Baldin, giornalista presso il Messaggero di Sant’Antonio e ipovedente da sempre attiva in progetti culturali e sociali. Toccando la formella, la Sig.ra Baldin ha dato indicazioni su come differenziare gli elementi del basso rilievo. Come lei stessa ha raccontato durante la collaborazione col team di Ecor International, «È un progetto dall’alto valore sociale. Apprezzabilissima la sensibilità dei titolari nel sostenere progetti di questo tipo che hanno non solo un alto costo a livello economico ma che richiedono anche un grande impegno in termini di competenze e risorse umane. Per noi iniziative come questa hanno un valore importante perché c’è davvero poca attenzione nel rendere la cultura accessibile e non poter godere di queste opere d’arte è un grande dispiacere. A Padova abbiamo tutto sotto teca e quindi non possiamo percepire con mano. Chi non vede nulla è costretto a fidarsi degli occhi degli altri».
Sviluppi futuri e partner
All’interno del progetto TEMART i partner sono stati molteplici e ad ognuno è stata richiesta ricerca, studio e capacità realizzativa. Assieme ad Ecor International SpA hanno collaborato: l’Università degli studi di Padova, l’Università degli studi di Verona, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’azienda PrismaTeche, la Metal Finish Srl e il Venetian Heritage Cluster Srl.
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