I costi delle violazioni dei dati per le aziende in uno studio di IBM

Studio IBM: i costi della violazione dei dati

Le violazioni rappresentano un rischio crescente per le piccole imprese, con un costo pari a quasi il 5% del fatturato annuo

Pubblicato il 7 agosto 2019

IBM ha annunciato i risultati del suo studio annuale che esamina l’impatto finanziario delle violazioni di dati sulle aziende. Secondo il rapporto, il costo di una violazione di dati è aumentato del 12% negli ultimi 5 anni e corrisponde oggi a 3,92 milioni di dollari in media. La crescita è rappresentativa dell’impatto finanziario pluriennale delle violazioni, dell’aumento delle regolamentazioni e del complesso processo di risoluzione degli attacchi criminali.
Le conseguenze finanziarie di una violazione di dati possono essere particolarmente gravi per le piccole e medie imprese. Secondo la ricerca, le aziende con meno di 500 dipendenti hanno subito perdite di oltre 2,5 milioni di dollari in media, un importo fortemente penalizzante per questa categoria di imprese.

Per la prima volta quest’anno è stato esaminato anche l’impatto finanziario a lungo termine di una violazione di dati, che è risultato essere prolungato nel tempo. Circa il 67% dei costi della violazione di dati viene registrato entro il primo anno, il 22% nel secondo anno e un altro 11% si estende oltre i due anni dalla violazione. I costi sono risultati più elevati nel secondo e terzo anno per le aziende operanti in ambienti altamente regolamentati, come la sanità, i servizi finanziari, l’energia e l’industria farmaceutica.
“Il cyber-crime è fonte di guadagno per i criminali informatici e a questo corrispondono perdite significative per le aziende colpite” ha affermato Wendi Whitmore, Global Lead di IBM X-Force Incident Response and Intelligence Services. “Considerando che le organizzazioni hanno dovuto affrontare la perdita o il furto di oltre 11,7 miliardi di dati solo negli ultimi 3 anni, le imprese devono essere pienamente consapevoli dell’impatto finanziario che una violazione dei dati può avere sui loro profitti e, quindi, concentrarsi su come è possibile ridurre questi costi”.

Il rapporto annuale “Cost of a Data Breach” (Costo di una violazione di dati) sponsorizzato da IBM Security e condotto dal Ponemon Institute, si basa su interviste approfondite condotte con più di 500 aziende in tutto il mondo che hanno subito una violazione nell’ultimo anno . L’analisi tiene conto di centinaia di fattori di costo, tra cui attività legali, normative e tecniche dovute a perdite di valore del brand e di produttività dei dipendenti. Tra i principali risultati dello studio di quest’anno è possibile elencare:
• le violazioni malevole sono le più comuni e costose: Oltre il 50% delle violazioni di dati analizzate nello studio è stato causato da attacchi cyber malevoli ed è costato alle aziende in media 1 milione di dollari in più rispetto a quelli derivanti da cause accidentali;
• le “Mega violazioni” comportano Mega-perdite: anche se meno comuni, le violazioni di più di 1 milione di dati costano alle aziende circa 42 milioni di dollari di perdite; quelle da 50 milioni di dati, circa 388 milioni di dollari;
• sbagliando si impara: le aziende con un team di risposta agli incidenti dedicato e con un piano di risposta ampiamente testato hanno registrato dei costi di violazione di dati inferiori di 1,23 milioni di dollari in media rispetto a quelle che non avevano messo in atto nessuna delle due misure;
• le violazioni negli Stati Uniti costano il doppio: il costo medio di una violazione negli Stati Uniti è di 8,19 milioni di dollari, più del doppio della media mondiale;
• le violazioni in ambito sanitario costano di più: per il nono anno consecutivo, le aziende sanitarie hanno subito il costo più alto di una violazione: circa 6,5 milioni di dollari in media (oltre il 60% in più rispetto ad altri ambiti presi in considerazione nello studio).

Dalla ricerca è emerso che le violazioni di dati derivanti da attacchi informatici malevoli sono non solo le più comuni, ma anche le più costose. Alle aziende coinvolte nello studio, una violazione malevola costa in media 4,45 milioni di dollari, cioè circa 1 milione in più rispetto a una violazione dovuta a cause accidentali, come anomalie nei sistemi o errori umani. Queste violazioni rappresentano una minaccia crescente: la percentuale di attacchi malevoli o criminali come causa principale di una violazione di dati è passata dal 42% al 51% nei sei anni presi in considerazione nello studio (con un aumento del 21%).

Tuttavia, le violazioni accidentali dovute a errori umani o anomalie nei sistemi sono risultate essere la causa di quasi metà (49%) delle violazioni di dati, comportando un costo per le aziende rispettivamente di 3,50 e 3,24 milioni di dollari. Queste violazioni dovute a errori umani o meccanici rappresentano però un’occasione di miglioramento, che può essere implementato attraverso corsi di security awareness, investimenti in strumenti tecnologici e servizi volti a identificare in anticipo le violazioni accidentali. Una particolare area di interesse è l’errata configurazione dei server cloud che, secondo la IBM X-Force Threat Intelligence Index ha comportato un’esposizione di 990 milioni di dati nel 2018, rappresentando il 43% della totalità dei dati persi di tutto l’anno.

Durante gli ultimi 14 anni, il Ponemon Institute ha analizzato i fattori che incidono sull’aumento o la diminuzione del costo di una violazione ed è stato rilevato che la velocità e l’efficienza di risposta di un’azienda a una violazione hanno un grandissimo impatto sui costi complessivi.
Lo studio condotto quest’anno ha rilevato che il ciclo di vita medio di una violazione è di 279 giorni. Le aziende ne impiegano 206 per identificare una violazione dopo che è avvenuta, e altri 73 sono necessari per contenere i danni. Tuttavia, le aziende coinvolte nello studio che sono state in grado di rilevare e contenere una violazione in meno di 200 giorni hanno speso 1,2 milioni in meno rispetto al costo totale medio di una violazione.
Concentrarsi subito sulla risposta agli incidenti può quindi aiutare a ridurne i tempi e, inoltre, sempre secondo lo studio, queste misure hanno anche una correlazione diretta con i costi complessivi. Poter contare su un team e su piani di risposta agli incidenti sono due dei maggiori fattori di risparmio che emergono dallo studio. Le aziende che avevano messo in atto entrambe le misure hanno speso in media 1,23 milioni in meno rispetto alle aziende che non potevano contare su nessuna delle due (3,51 milioni contro 4,74 milioni).

Altri fattori che hanno avuto un impatto sui costi di una violazione sostenuti dalle aziende nello studio sono:
• numero di dati compromessi: ogni dato perso o rubato a causa di una violazione costa alle aziende in media 150 dollari;
• le aziende che avevano messo pienamente in atto tecnologie per l’automazione della sicurezza hanno dovuto sostenere circa la metà dei costi di una violazione (in media 2,65 milioni di dollari) rispetto a quelle che non utilizzavano questo tipo di tecnologie (in media 5,16 milioni di dollari);
• anche l’utilizzo dell’encryption è risultato essere uno dei maggiori fattori di risparmio, riducendo il costo totale di una violazione di 360.000 dollari;
• le violazioni derivanti da terze parti, come partner o fornitori, costano alle aziende 370.000 dollari in più della media, il che evidenzia l’importanza di controllare attentamente la sicurezza delle aziende con cui si collabora, di allineare gli standard di sicurezza e monitorare attivamente l’accesso di terzi.

 



Contenuti correlati

  • Avvicendamento al CINI Cybersecurity National Lab

    La Direzione del CINI Cybersecurity National Lab rivolge i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), Andrea Quacivi, rinnovando la piena disponibilità a proseguire e rafforzare la collaborazione istituzionale...

  • Ricerca di Rockwell Automation: i produttori italiani sono sempre più orientati all’esecuzione e alla crescita

    Rockwell Automation ha annunciato i risultati relativi all’Italia dell’11ª edizione del suo State of Smart Manufacturing Report. La ricerca evidenzia un cambiamento nell’approccio dei produttori italiani alla trasformazione digitale: oggi, infatti, crescita ed espansione della capacità produttiva...

  • Si delinea il programma di secsolutionforum 2026

    Secsolutionforum 2026 torna in presenza il 7 e 8 ottobre 2026 a BolognaFiere, all’interno di Urban Tech 2026 – The Urban Technology Show, l’ecosistema dedicato a e-mobility, traffic, commuting, tlc & data ed environment. Dopo sei edizioni...

  • Manifatturiero italiano sotto attacco: ecco il paradosso che i dati non raccontano

    “Never touch a running system”: è il principio non scritto che governa la gestione dei macchinari in molti stabilimenti italiani. Non per resistenza al cambiamento, ma perché ogni intervento può avere un costo operativo immediato e, a volte,...

  • Tra crescente consapevolezza e incompleta maturità

    Le aziende italiane aumentano l’attenzione alla cybersecurity, ma restano divari operativi, soprattutto nelle PMI. Tra minacce sempre più evolute e nuove tecnologie, emerge la necessità di un approccio strutturato, resiliente e orientato al modello Zero Trust Leggi...

  • Il punto debole dell’industria? La sicurezza OT

    Minacce cyber in aumento e nuove normative spingono la sicurezza OT al centro delle strategie industriali. Tra ritardi organizzativi e nuove tecnologie, le aziende devono evolvere per proteggere asset critici e continuità operativa Leggi l’articolo

  • Difendere le reti IT-OT

    La convergenza sempre più spinta fra reti IT e OT, così come la diffusione di sistemi di industrial IoT hanno reso più che mai cruciale proteggere la comunicazione dati con dispositivi di sicurezza sia a livello hardware...

  • SPS Italia, un ecosistema di contenuti e soluzioni per la fabbrica del futuro

    È iniziato il conto alla rovescia per la quattordicesima edizione di SPS Italia, che si sviluppa su sei padiglioni e propone una panoramica sulle tecnologie abilitanti per la fabbrica e sui trend che guidano la trasformazione della...

  • Proofpoint inaugura il suo Centro di Innovazione Europeo a Parigi

    Proofpoint, azienda esperta di cybersicurezza e compliance, annuncia l’apertura del Centro di Innovazione a Parigi, che segna un passo significativo nel continuo investimento dell’azienda in innovazione e ricerca e sviluppo in Europa. Il centro è stato inaugurato con...

  • Adaptit presenta la piattaforma IoT interoperabile EYEvNEXT

    Dopo il debutto nel mercato italiano, Adaptit amplia la propria presenza nel settore delle infrastrutture critiche e della sicurezza OT annunciando EYEvNEXT, una nuova piattaforma interoperabile progettata per trasformare il modo in cui aziende pubbliche e private monitorano,...

Scopri le novità scelte per te x