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MAGGIO 2016

AUTOMAZIONE OGGI 390

152

AO

TUTORIAL

quasi insormontabile, a

causa dell’estrema diffi-

coltà di collocare dei punti

di riferimento fissi nell’am-

biente, dai quali misurare

la posizione del robot

per mezzo di algoritmi di

triangolazione. Permane

invece un’altra proble-

matica importante nelle

applicazioni robotiche in

agricoltura, legata alla ri-

levazione efficiente della

posizione dei prodotti

da raccogliere, nonché al

controllo dell’atto di raccolta. Si immagini di avere, per esempio,

un robot per la raccolta di agrumi che si muove tra i filari di un

agrumeto, dotato di una o più videocamere che inquadrano gli

alberi da frutto. Le immagini acquisite dovranno essere analizzate

con sistemi avanzati di robot vision, che possano rilevare online la

presenza del fruttomaturo inmezzo al fogliame; successivamente,

il sistema di controllo dovrà comandare a un braccio robotico di

afferrare e raccogliere il frutto. Quest’ultima operazione dovrà tut-

tavia essere effettuata per mezzo di uno strumento (gripper) op-

portunamente controllato, in modo che la presa del frutto non sia

effettuata con forza eccessiva, tale da danneggiare il frutto stesso.

Robotica sottomarina

La robotica sottomarina ha vissuto un momento di grande no-

torietà in occasione del disastro ambientale della piattaforma

petrolifera Deepwater Horizon nel golfo del Messico nel 2010. In

quell’occasione, infatti, fu inviato un robot nelle profondità marine

per chiudere una valvola di sicurezza posta all’imboccatura del

pozzo sul fondale. Da un punto di vista tecnico, la principale criticità

dei robot che operano sott’acqua è relativa all’ostilità dell’ambiente,

caratterizzato da pressioni elevate, moto delle onde e delle correnti,

che genera notevoli sollecitazioni, e presenza di acqua marina che

può indurre danneggiamenti alla struttura (corrosioni). La struttura

e gli attuatori di locomozione dovranno pertanto essere progettati

e realizzati in modo tale da contrastare le suddette criticità.

Robotica ‘search and rescue’

I robot di tipo ‘search and rescue’ hanno la funzione, come recita il

loro nome, di ricercare e salvare persone che si trovano in pericolo

di vita a seguito di situazioni catastrofiche, per esempio incidenti

all’interno di miniere, disastri urbani, esplosioni, incendi, disastri

in montagna o in alto mare. Vennero usati, per esempio, dei robot

di questo tipo per cercare le vittime e i sopravvissuti dopo gli at-

tacchi dell’11 settembre 2001 a New York. L’impiego di robot, al

posto di personale umano, permette di non mettere a repentaglio

la vita di altri uomini, oltre al fatto di poter raggiungere zone che

altrimenti sarebbero inaccessibili.

Proprio quest’ultima esigenza caratterizza fortemente la progetta-

zione di questa tipologia di robot, che devono essere costruiti in

maniera non tradizionale. Sono stati svolti numerosi studi di bio-

mimetica, che hanno permesso di progettare tali robot ispirandosi

ad animali o vegetali, come nel caso dei robot serpenti che pos-

sono infilarsi in pertugi stretti strisciando sul terreno. Dal punto

di vista progettuale, que-

sti robot devono essere

costituiti da un numero

elevato di attuatori, che

permettano loro di realiz-

zare il tipico movimento

strisciante di un serpente.

Oltre a questa esigenza

specifica, i robot ‘search

and rescue’ devono essere

dotati di capacità di rico-

noscimento dell’ambiente

e di rilevazione delle per-

sone da salvare, oltre che

ovviamente della capacità

di autolocalizzarsi e di mappare il territorio, anche in condizioni

critiche (ambienti sotterranei o bui). La progettazione dovrà inol-

tre tenere conto di esigenze quali: rimozione di detriti, trasporto

di rifornimenti o medicine, evacuazione di superstiti o di cadaveri.

Risulta evidente la difficoltà di gestire tutti questi task, anche per-

ché ogni catastrofe è unica nel suo genere.

Robotica per l’edilizia

Si tratta di uno dei settori della field robotics a maggiore tasso di

sviluppo, considerato anche il valore complessivo del mercato edi-

lizio a livello mondiale. L’edilizia è infatti un ambito ancora poco

automatizzato, che si basa sull’impiego massiccio di manodopera,

spesso scarsamente retribuita, e al contempo dove i rischi e gli

infortuni sono molto elevati, pertanto l’introduzione dei robot po-

trebbe contribuire a ridurre questi aspetti negativi.

I robot utilizzati in campo edilizio si possono suddividere nelle

seguenti categorie: robot per demolizione; robot per costruzione

(posa di mattoni, di piastrelle ecc.). Si può poi considerare una

terza categoria, ovvero quella degli esoscheletri indossabili dagli

operai edili per potenziarne le capacità (sicurezza, durata). Le pro-

blematiche principali alla base della progettazione di robot per

l’ambito delle costruzioni sono legate ad autonomia, capacità di

riconoscimento dell’ambiente mediante sensori, mobilità in un

ambiente rischioso e non strutturato, sistemi di attuazione che

siano in grado di compiere i task necessari.

Robotica aerea

Un altro settore della field robotics è quello della robotica aerea. Si

tratta di un ambito in fortissimo sviluppo, considerato che a esso

appartengono i droni, la cui diffusione sta assumendo carattere

esponenziale.

Oltre alle consuete caratteristiche di riconoscimento dell’am-

biente, la robotica aerea si caratterizza per le problematiche tec-

niche legate al volo autonomo: efficienza di volo, peso limitato,

capacità di volo autonomo prolungato. Un’altra caratteristica

molto interessante dei robot aerei riguarda l’interazione fra robot

appartenenti a uno stesso stormo (o ‘sciame’, in inglese ‘swarm’):

sono in corso studi avanzati per ottimizzare il movimento di uno

stormo di droni a seconda dell’obiettivo, senza dover ricorrere a

un’intelligenza centralizzata, ma riuscendo a distribuire l’intelli-

genza fra tutti i componenti dello stormo. Si tratta di ricerche di

intelligenza artificiale fondamentali per potere, un domani, gestire

efficientemente una flotta di UAV (Unmanned Aerial Vehicles).

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