MESSAGGIO PROMOZIONALE
Quale sicurezza
nell’automazione
industriale?
Un paio di decenni fa il concetto di
PLC (Programmable Logic Controller)
prese piede soppiantando i sistemi
fissi a relè. Con il passare del tempo,
i controllori industriali stanno dive-
nendo sempre più intelligenti. La com-
ponentistica altamente specializzata e
personalizzata di una volta sta lasciando gradualmente il
passo a PC industriali o dispositivi embedded basati su
ARM, le cui funzioni dipendono dalla potenza dell’har-
dware e dalla sua programmazione. Lo stesso hardware
può essere alla base del funzionamento di un telaio indu-
striale, regolare le tur-
bine di una centrale
elettrica, o trasferire
dati da scanner di codici
a barre a bus di campo.
La capillarità con cui
i dispositivi sono pre-
senti all’interno dei
luoghi che controllano
è il frutto di una mag-
giore integrazione e in-
terconnessione, atte a
consentire supervisione
e manutenzione remote.
Questa rinnovata versa-
tilità genera risparmi economici di grande portata, ma
porta con sé anche nuove sfide per la sicurezza.
I sistemi ciber-fisici
Il concetto di ‘Industria 4.0’, ‘Internet delle Cose’ e la tanto
celebrata ‘Nuvola’ sono alcune delle pa-
role d’ordine dell’industria moderna. I PLC
negli impianti produttivi sono connessi ai
server deputati all’elaborazione degli ordini.
Gli sviluppatori inviano i propri disegni di-
rettamente alle macchine che li realizzano.
I manager possono analizzare i rapporti di
produzione in tempo reale, persino se si tro-
vano in un continente differente da quello
ove risiede la fabbrica. Questo nuovo mo-
dello di sistema è stato battezzato ‘sistema
ciber-fisico’.
Buona parte di questa architettura è ormai
di fatto stata standardizzata. La novità mag-
giore è rappresentata dal fatto che i compo-
nenti non operano più indipendentemente gli uni dagli
altri, affidandosi a interfacce proprietarie, ma sono piutto-
sto integrati verticalmente in sistemi Scada o persino MES.
Gli impianti di produzione sono concepiti per operare per
lunghi periodi. Spesso accade anche che parti del sistema
vengano conservate e connesse a sistemi avanzati, cre-
ando particolari situazioni di impianti ibridi. Ogniqualvolta
il sistema viene espanso, tre sono i criteri fondamentali cui
prestare attenzione: funzionalità, sicurezza e contenimento
dei costi. Tuttavia, ci si trova frequentemente nel caso in
cui le nuove funzionalità introdotte superino le misure di
sicurezza implementate. Troppo spesso, la sicurezza viene
identificata con programmi antivirus e firewall volti a pro-
teggere la rete, o con sistemi di controllo per accessi fisici
e logici, che, nel nuovo contesto, sono solo alcune delle
molteplici priorità per assicurare la totale sicurezza di un
sito di automazione.
L’estensione delle misure di sicurezza fino al livello dei sin-
goli controller, con le rispettive licenze che questo implica,
è spesso considerata un’operazione troppo complessa e
onerosa. Tuttavia, le notizie riportate dalla stampa circa lo
spionaggio industriale e le attività dei servizi segreti hanno
portato la cyber-sicurezza alla ribalta che giustamente me-
rita. Il danno causato dalla mancanza o dalla lassità delle
misure di protezione eccede di gran lunga gli investimenti
necessari a monte. Le misure precauzionali devono essere
ottimizzate a livello dei singoli componenti. La sicurezza
deve avere inizio non appena il dispositivo viene messo
in funzione, facendo ricorso a processi di boot sicuro per
garantire che il software e la relativa configurazione, a
partire dal sistema operativo, passando in cascata alle sin-
gole applicazioni, non vengano sabotati. Gli sviluppatori
di software sono inoltre interessati alla protezione della
propria proprietà intellettuale da furti ed emulazioni. Tutte
queste diverse sfaccettature relative alla sicurezza sono
incluse in CodeMeter.
La soluzione: CodeMeter
Nel mondo IT le soluzioni hardware e software associate
a CodeMeter sono da lungo tempo apprezzate. Il princi-
pio che ha sostenuto il business di professionisti di CAD
e applicativi multimediali è stato adattato e trasferito al
mondo dei sistemi embedded. Quest’ultimo è infatti con-
traddistinto da una maggiore proliferazione di sistemi ope-
rativi e piattaforme hardware, cui si affiancano ulteriori
vincoli legati all’operatività in tempo reale e a cicli di vita
superiori ai 10 anni. Librerie embedded di CodeMeter,
pronte per l’uso, sono disponibili per i sistemi operativi e
i modelli di processore più comuni, per essere integrate
immediatamente nelle applicazioni protette. I driver di
CodeMeter embedded sono disponibili virtualmente per
qualsiasi dispositivo dotato di una ‘libc’. Chiavi crittografi-
che e licenze possono essere memorizzate in chiavi USB,
carte SD, micro SD, CFast, chip Asic o file CmActLicense.
Sul mercato sono inoltre già commercializzate soluzioni,
tra cui Codesys per i sistemi PLC e VxWorks per i sistemi
realtime, in cui è integrata la tecnologia di CodeMeter a
un livello profondo tale da renderla facilmente attivabile
dall’utente finale senza particolari conoscenze tecniche.
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