Table of Contents Table of Contents
Previous Page  27 / 100 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 27 / 100 Next Page
Page Background

Automazione e Strumentazione

Giugno/Luglio 2016

PROCESSO

primo piano

27

quante iniziative abbiamo già messo in atto

attraverso la fondamentale collaborazione con

AIS

, presieduta dall’attivissimo Claudio Mon-

tresor di Tecnimont. In particolare tengo a

segnalare che nel 2017 supporteremo la quarta

edizione di

ISA Conference and Exhibition

2017

. Si svolgerà a Bergamo, e sarà il primo

evento storico del genere in Italia.

Qual è lo stato di salute di ISA Italy?

Dopo avere passato oggettivamente dei momenti

difficili, stiamo riprendendo quota. Ora abbiamo

molte idee e programmi concreti, consideriamo

fondamentale colmare il gap generazionale e

interpretare il futuro con intelligenza sociale.

Non dobbiamo avere né remore né timidezze a

farci supportare da chi condivide gli stessi nostri

obiettivi di diffusione della cultura e della forma-

zione, dell’istruzione e della formazione, della

produttività e della sostenibilità.

Qual è invece lo stato di salute del comparto

della strumentazione nel nostro Paese?

Si soffre ancora ma se ci riorganizziamo e ci ripro-

poniamo meglio a livello globale non abbiamo

davvero rivali. Misurare, analizzare, controllare

sono alla base della miglior efficienza di ogni pro-

cesso industriale. Se dobbiamo salvare il pianeta

dobbiamo ottimizzare l’energia che utilizziamo e

per farlo tutto parte dal misurarla con precisione.

Possiamo entrare un po’ più nello specifico?

Dobbiamo sforzarci di pensare in modo diverso

e puntare al

microglobale

e

glolocale

. Nel

nostro Paese esistono più di 3 milioni di aziende

con meno di 10 dipendenti, siamo un feno-

meno unico di creatività. Si tratta di un dato

di fatto che viene universalmente riconosciuto

nel campo della moda, del mobile, del cibo. A

livello di tecnologia questo non avviene ancora,

ma con Expo 2015 abbiamo capito che è pos-

sibile aumentare la visibilità e credibilità del

nostro Paese nel mondo. Nelle nostre intenzioni

ISA E&C 2017 dovrà essere l’embrione di que-

sto cambiamento epocale.

Mi permetta una domanda forse un po’ provo-

catoria… Nell’era di Internet le associazioni di

settore hanno ancora motivo di esistere?

Certamente! Ora più che mai.

Internet è uno

strumento addizionale

, non un sostituto dell’es-

sere umano. Ricordo quando andavo in bicicletta

all’ufficio Postale Centrale di Milano per inviare

dei telex in Germania ed evitare il ritardo che

avrebbe comportato una comunicazione via posta.

Ricordo il passaggio al fax, l’introduzione del tele-

fono cellulare, della posta elettronica… Di recente

assistiamo all’utilizzo massiccio di What’s up,

LinkedIn, Facebook, Skype e le videoconferenze,

ma nulla potrà mai sostituire la relazione umana, la

presenza fisica, la sinergia e la risonanza che nasce

dall’incontro fisico di due o più persone nello

stesso luogo. L’ associazione è stata e rimarrà sem-

pre il centro focale, dovrà ammodernarsi, seguire il

modificarsi delle abitudini, utilizzare le stesse tec-

nologie che rappresenta, spiegando i pro e i contro

attraverso corsi sulla cyber security e IoT… Ogni

nuovo mezzo rappresenta un’opportunità per chi

desidera migliorare e, ahimé, anche un’occasione

per chi desidera peggiorare… A noi spettano il

compito il compito e la missione di formare e

informare per eliminare i timori e le paure.

Che rapporto ha ISA Italy con i giovani, quali

strade si aprono a un giovane che intenda occu-

parsi di strumentazione?

Dal 13 al 17 di questo mese si terrà in Tecni-

mont un corso generale di strumentazione e altri

ne seguiranno. Il calendario di questi eventi è

consultabile sul nostro sito

(www.aisisa.it

). I

nostri vicini di sede, che sono il liceo scienti-

fico Donatelli-Pascal attraverso la professoressa

Trabucchi, e il Politecnico di Milano attraverso

il professor Malavasi, sono solo due esempi di

come sia possibile creare un ponte e sviluppare

sinergie tra scuola e lavoro, sempre e comunque

attraverso esseri umani, emozionati, motivati

e illuminati da una voglia di fare e di crederci

nonostante i mille ostacoli che ogni giorno si

presentano sul nostro sentiero.

Presidente, ci tolga una curiosità, che cosa l’ha

portata a occuparsi di strumentazione? È una

passione che aveva sin da piccolo o è maturata

con il tempo?

Sin da piccino sono stato attratto e incuriosito da

tutto quel che accadeva attorno a me, osservavo

sia mia madre in cucina sia mio padre in ufficio

o in laboratorio alle prese con strani marchinge-

gni. Volevo capire come funzionavano e avrei

voluto tanto poter disporre di mezzi come Goo-

gle e Focus per scoprirlo più velocemente, ma di

sicuro la loro mancanza mi ha stimolato ancora

di più ad aprire quegli oggetti per capire ‘come

funzionavano’. Altra fonte d’ispirazione sono

stati i miei due fratelli maggiori: osservando i

loro esperimenti ed errori ho potuto accelerare il

mio apprendimento. Sergio che parlava con l’a-

mico del palazzo di fronte utilizzando barattoli

di yogurt e filo da pesca, Marco che rovistando

dai vari ‘strascé’ di periferia è riuscito prima a

costruirsi un go-kart e poi passare a strutture

geodetiche telate e motore da motoslitta e volare

con l’ultraleggero ‘poppy’.