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Automazione e Strumentazione

Aprile 2016

LIFE SCIENCE

applicazioni

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ratorio di R&S da oltre 14 anni. Da allora la simu-

lazione è diventata parte integrante del piano di

lavoro per qualsiasi lancio di prodotto. “Senza la

simulazione io e il mio team non potremmo fare il

nostro lavoro”, afferma Søndergaard.

“Prima di adottare Abaqus i test sui prodotti pro-

cedevano per tentativi. Ora, con la simulazione

possiamo individuare più velocemente eventuali

problemi e migliorare la qualità e la solidità dei

progetti. Abbiamo anche la possibilità di simulare

a monte i carichi di un progetto per raccogliere

tutte le evidenze possibili nella fase iniziale e par-

tire con il piede giusto”.

Caduta virtuale

In uno dei progetti è stata

simulata la caduta di

un apparecchio retroauricolare

su una superfi-

cie dura. Il delicato meccanismo che riproduce i

suoni con altissima qualità (ricevitore) si può dan-

neggiare in caso di caduta, eventualità piuttosto

frequente quando si cambiano le batterie. Come

sottolinea Søndergaard, prevedere gli esiti di tali

incidenti diventa tanto più importante quanto più

piccoli diventano gli apparecchi, lasciando pochi

margini di errore nella progettazione dei compo-

nenti interni.

Il team ha suddiviso il test in due simulazioni. La

prima prevedeva

la modellazione della sospen-

sione di gomma che contiene il ricevitore

, iso-

landolo dalle vibrazioni e prevenendo possibili

effetti di feedback, oltre a fungere da protezione

in caso di caduta. I file ‘step’ degli assiemi dell’ap-

parecchio sono stati importati in Abaqus/Cae.

Sono stati quindi assegnati ai vari componenti gli

attributi dei materiali e i valori di mesh; nel caso

della sospensione in gomma, i parametri di sforzo/

deformazione sono stati utilizzati insieme al

modulo di resistenza di taglio del materiale. È stata

quindi applicata alla sospensione una funzione di

‘calettamento’ utilizzando Abaqus/

Standard, stirando virtualmente la

gomma sul corpo rigido del ricevitore

per valutare il comportamento viscoe-

lastico della gomma stessa una volta

collocata nella posizione richiesta.

Con la seconda simulazione

sono

stati riprodotti gli ultimi due milli-

secondi della caduta libera dell’ap-

parecchio

a terra. Applicando una

condizione di velocità al modello

dell’apparecchio in Abaqus/Explicit,

gli ingegneri sono riusciti a calcolare

la forza g sopportata dal ricevitore

all’impatto; tale forza, oltre un certo

livello, deforma la minuscola arma-

tura, compromettendo la trasmis-

sione. I tecnici avevano stimato in

precedenza una forza d’im-

patto massima consentita

di 14.000 g, ma

Abaqus

ha calcolato velocemente

che il dispositivo era in

grado di sopportare fino a

15.000 g

, ben oltre il limite

del ricevitore.

Poiché non c’è modo di mi-

surare la reale forza g all’in-

terno di un apparecchio così

piccolo,

i risultati della si-

mulazione sono stati ana-

lizzati usando filmati ad

alta velocità dell’impatto

.

Sono state inoltre condotte

diverse prove d’impatto,

colpendo ripetutamente i

due lati del dispositivo con

un pendolo per simulare la

forza di caduta. In tutti i test

il danno fisico corrispondeva ai valori di forza g

simulati con Abaqus, validando quindi i modelli.

Ascoltare i dati

I tecnici di prodotto hanno potuto poi utilizzare

le informazioni raccolte per riprogettare la zona

circostante al ricevitore. “Già con la prima simu-

lazione potevamo vedere

come si muovevano

le parti interne al momento dell’impatto

”,

racconta Søndergaard. “Abaqus ha migliorato la

comprensione dei problemi, fornendo a me e al

mio team nuove idee su come risolverli”. Per limi-

tare ulteriormente i movimenti della sospensione

e del suo prezioso contenuto al momento dell’im-

patto, sono state aggiunte numerose iterazioni di

piccole linguette di gomma, ottenendo alla fine un

prodotto che riduceva la forza a 11.000 g.

Quando si collauda un ricevitore non bisogna

Figura 3 - Pre-deformazione della sospensione di gomma. A sinistra la sospensione deformata,

a destra quella non deformata

Figura 2 - Vista a raggi x dei ricevitori, con

custodia intatta (sopra) e deformata (sotto)