AO_468
92 | MARZO 2026 AUTOMAZIONE OGGI 468 AUTOMAZIONE OGGI mento per tutti i Paesi del Mediterraneo (di- spone infatti di una capacità totale stimata in oltre 500 milioni di tonnellate). L’annuncio della disponibilità di un sito di stoccaggio ha reso possibile la nascita di quattro impor- tanti progetti di cattura nel Nord Italia, tra Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, con una capacità di cattura a regime stimata in oltre 1,2 milioni di tonnellate l’anno. La rilevanza strategica della cattura della CO₂ è stata riconosciuta anche a livello normativo. Con il Net-Zero Industry Act (Nzia), infatti, l’U- nione Europea ha introdotto per la prima volta un obiettivo vincolante di capacità di stoccag- gio della CO₂. Ciononostante, permangono significative incertezze regolatorie e una ca- renza di meccanismi di supporto lungo l’in- tera value chain che rischiano di rallentare lo sviluppo dei progetti necessari a rispettare le tempistiche imposte dagli obiettivi climatici. In base alla nostra analisi sarebbero necessari schemi incentivanti dedicati, eventualmente affiancati da contributi in conto capitale nella fase iniziale di sviluppo della filiera. In termini di finanziamenti pubblici, per raggiungere la piena decarbonizzazione nei settori con- siderati (cemento, generazione elettrica in centrali a gas, termovalorizzazione) occorre- rebbero tra 1,6 e 3,1 miliardi di euro annui: un impegno significativo, ma comparabile a quello già previsto per il supporto alle fonti rinnovabili elettriche nel medio-lungo pe- riodo. Senza questi strumenti, il contributo della cattura della CO₂ agli obiettivi climatici europei rischia di rimanere largamente in- sufficiente. A livello globale l’interesse verso Cattura della CO 2 L la Ccus è in forte crescita e anche in Europa il trend è positivo, ma le proiezioni indicano un possibile disallineamento tra la capacità di cattura e quella di stoccaggio disponibile al 2030, con un rischio concreto di mancato raggiungimento dei target fissati. Paralle- lamente, stanno cambiando i settori di ap- plicazione dei progetti, con un progressivo spostamento verso comparti come cemento, generazione elettrica e trasformazione dei carburanti, mentre la destinazione della CO₂ si orienta verso lo stoccaggio dedicato ri- spetto alle tradizionali applicazioni di Enhan- ced Oil Recovery (EOR). L’evoluzione dei progetti di cattura della CO 2 È in atto una profonda evoluzione dei pro- getti di cattura della CO 2 , dal punto di vista della localizzazione geografica, dei settori di applicazione e della destinazione delle emis- sioni catturate. Il ruolo dell’Europa, infatti, sarà sempre più rilevante: il continente rap- presenta al momento solo il 4% della capa- cità di cattura operativa a livello globale, ma questa percentuale è destinata a salire fino al 29% della capacità totale in fase di sviluppo, stimata a 405 Mtpa, in linea con il percorso di decarbonizzazione che ha velocizzato le ini- ziative di Ccus. La prossimità delle scadenze associate agli obiettivi di decarbonizzazione a livello globale ed europeo ha determi- nato, tra 2024 e 2025, un’accelerazione dei progetti di Ccus nel mondo, passati da 408 a 489 (+19%) per 513 Mt di CO 2 catturati all’anno (+23%). Si tratta ancora, per lo più, ENERGIA In un’Europa sempre più rilevante, l’Italia è il terzo Paese per capacità di stoccaggio annunciata al 2030 (4 milioni di tonnellate) Cattura di CO 2 in UE per destinazione Fonte: Commissione Europea a cattura della CO 2 è una solu- zione imprescindibile per de- carbonizzare i settori industriali hard-to-abate (tra cui, nell’indu- stria, cemento, siderurgia, chi- mica, ceramica, carta e vetro). Se a livello globale si assiste a una forte crescita degli impianti (62 operativi, con una capacità di cattura complessiva di 64 Mtpa, e altri 35 in costruzione), l’Unione Europea in partico- lare si prepara ad assumere un ruolo sempre più rilevante, passando dai circa 50 Mt di CO2 catturati al 2030 ai 450 Mt al 2050, quota de- stinata per il 55% allo stoccaggio permanente. Le politiche di efficienza energetica, l’elettrifi- cazione dei consumi finali e la diffusione delle fonti rinnovabili, che pure hanno consentito un calo del 37% delle emissioni di gas serra in Europa dal 1990, mostrano infatti limiti strutturali nei settori industriali caratterizzati da vincoli tecnologici all’elettrificazione e da una quota rilevante di emissioni di processo non eliminabili. In questi casi, la cattura della CO₂ (Carbon Capture and Storage/Utilisation - Ccus) rappresenta spesso l’unica soluzione praticabile, e di tali tecniche si occupa lo Zero Carbon Technology Pathways Report, redatto dall’Energy&Strategy della School of Manage- ment del Politecnico di Milano. Medaglia di bronzo L’Italia è il terzo Paese dell’Unione Europea per capacità di stoccaggio annunciata al 2030 dopo Paesi Bassi e Danimarca, con 4 milioni di tonnellate di capacità di iniezione annua prevista nel sito di Ravenna, che ha il potenziale per diventare un hub di riferi-
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