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GIUGNO-LUGLIO 2019 AUTOMAZIONE OGGI 415 81 vranno essere trattati in maniera puntuale e soprattutto sicura. Buona parte di questi nuovi dati deve essere gestita in prossimità del punto dove essi stessi sono generati e utilizzati, per alimen- tare i processi produttivi. Alessandro Favero: Al giorno d’oggi si sta cercando di arrivare a una realtà in cui i diversi dispositivi all’interno dell’intero sistema possano parlare e interagire tra loro, scambiandosi informazioni (dati). L’attenzione va posta sulla digitalizzazione dei dati, che vengono così trasferiti al cloud e resi accessibili all’utente in ogni istante, tramite gli strumenti più comunemente utilizzati oggi, come per esempio gli smartphone. In questo modo, si può garan- tire un controllo preventivo sullo stato di salute delle macchine in uso per una corretta manutenzione preventiva e predittiva, in modo da poter intraprendere azioni correttive qualora fossero necessarie. L’IoT ci sta infatti riservando interessanti sorprese, con l’apertura alla gestione di macchine e impianti con smartphone e smartwatch attraverso funzionalità cloud. Tra le soluzioni che proponiamo, il gateway IoT permette il collega- mento diretto a Proficloud, senza dover intervenire sulla logica di automazione. Grazie a esso, gli impianti esistenti possono inviare informazioni relative al proprio stato a Proficloud, per realizzare applicazioni quali Big Data e con- dition monitoring, incrementando l’efficienza produttiva. Grazie all’in- terazione tra il gateway IoT e la piat- taforma cloud, i dati dei sensori e i dati di processo vengono raccolti e trasmessi in forma crittografata alle applicazioni cloud per un’ulteriore elaborazione, garantendo la sicurezza. Nell’ambito della soluzione TSD (Time Series Data), poi, Phoenix Contact offre due dispositivi: il controllore Axioline AXC F 2152 basato sulla tecnologia PLCnext, e il gateway cloud IoT. I due componenti consentono alle aziende un primo approccio all’IoT. Sia il controllore sia il gateway includono il collegamento diretto a Proficloud, dove è presente la funzionalità di TSD Analytics, che permette di creare online e configurare liberamente i propri da- shboard. Sergio Crippa: Rilevare una singola metrica numerica può ne- cessitare fino a 64 byte. Provate ora a pensare a quante metriche vengono generate ogni frazione di secondo che necessita di una analitica in realtime. Per avere un’idea di massima dello scenario a cui andiamo incontro, basti pensare che si stima che ogni giorno vengano generati 1,2 quintilioni di byte. Secondo Gartner, entro il 2022 il 75% dei dati generati dalle aziende verrà creato e trattato al di fuori del data center centralizzato tradizionale o del cloud, come conseguenza di progetti di digital business, contro meno del 10% del 2018. IDC stima invece che nel 2025 il mondo gene- rerà 163 ZB di dati: questa massa senza precedenti porrà sotto enorme pressione le organizzazioni IT aziendali, che dovranno gestire l’infrastruttura e mantenere i dati sicuri e disponibili in ogni momento. Francesco Tieghi: Considerare le piattaforme edge come un’al- ternativa a quelle in cloud è sbagliato: nella maggior parte dei sistemi di controllo intelligenti servono entrambe le capacità. L’u- tilizzo di sistemi di elaborazione fisicamente collocati in prossi- mità del campo è infatti fondamentale per realizzare controlli che richiedono tempi di esecuzione rapidi. Ed è anche un modo per ‘scremare’, cioè pre-elaborare, la grande quantità di dati generati dal campo, inviando al cloud solo quelli che realmente necessi- tano di un’elaborazione più ampia, magari incrociando variabili provenienti da domini diversi. A.O.: L’impatto del Piano Industria 4.0 e Impresa 4.0 ha sensibiliz- zato le aziende manifatturiere a investire nella digitalizzazione. Quale impatto ha avuto e potrà avere nel corto/medio termine il piano governativo nella crescita delle architetture legate all’edge computing? Favero: A circa due anni dall’introduzione del Piano Industria 4.0, possiamo affermare che le aziende che hanno investito e rinno- vato il proprio parco macchine e le proprie soluzioni hanno no- tevolmente beneficiato del ritorno sugli investimenti effettuati. A oggi, però la percezione sempre più diffusa è che il concetto di Industry 4.0 non sia ancora del tutto compreso, in quanto esiste un certomargine di incertezza sugli sviluppi futuri. Sicuramente, il mondo e l’interconnessione globale, non solo a livello industriale, ma anche a livello ‘umano’, porteranno a lungo termine alla rea- lizzazione di soluzioni industriali che soddisfino a pieno titolo il concetto di edge computing. Tieghi: Le apparecchiature di controllo - centrale o distribuito che sia - non sono state direttamente oggetto di incentivi governativi; tuttavia, le aziende che hanno iniziato a investire, magari pren- dendo lo slancio proprio dagli incentivi, hanno iniziato a porsi anche il problema di come utilizzare il potenziale offerto dai Big Data. Quello che serve alle aziende è un supporto di medio-lungo periodo, perché innovare i processi manifatturieri è un percorso che si realizza per gradi. Griffini: L’incentivo creato dai benefici fiscali attualmente in vi- gore ha fortemente contribuito allo sviluppo degli investimenti nello smart manufacturing, tra cui rientrano le soluzioni di edge computing. Si tratta dunque di un doppio vantaggio per gli uti- lizzatori finali, tecnico ed economico, al fine di ridurre gli scarti, ottimizzare i processi ed essere più reattivi e competitivi sul mer- cato globale. A.O.: La digitalizzazione e diffusione di dispositivi connessi sta gene- rando volumi di dati enormi soprattutto nella zona periferica delle reti. Questo richiederà capacità di elaborazione locali in realtime sempremaggiori e un’evoluzione delle reti IoT industriali. Nell’attesa degli sviluppi del 5G, in che modo l’intelligent edge sta contribuendo a risolvere questo problema e quali sono secondo voi le applicazioni industriali e i settori dove si registrerà l’impatto maggiore? Crippa: Portare l’intelligenza artificiale ‘in periferia’ significa poter elaborare i dati lì dove sono stati creati, trasformarli in azione, ca- pacità di agire e reagire in tempo reale. Si potranno trasferire al data center, o al cloud, solo i dati che non è necessario analizzare in realtime, ma che richiedono analisi più approfondite, e anche in quel caso si tratterà di informazioni già processate e almeno in parte normalizzate. Ciò consentirà di ridurre latenze, alleggerire il carico di lavoro sulle reti, concentrandosi altresì sugli investimenti in security. Il settore manifatturiero può trarre grandi vantaggi dall’elaborazione in realtime dei dati raccolti dall’ambiente circo- stante. Si pensi ai sistemi di monitoraggio predittivi e di pianifi- Alessandro Favero di Phoenix Contact

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