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Dalla ‘parte’ degli acquisti: come evolve il procurement in Italia secondo l’ultimo report di RS ItaliaERT

L’ufficio acquisti è spesso visto dai responsabili di produzione o della progettazione come un ‘ostacolo’ quando si parla di gestione di linee e impianti. E lo scontro maggiore su fa sul controllo dei costi: se da un lato i direttori di stabilimento vogliono far prevalere la logica del ‘meglio e subito’, ovvero affidarsi al fornitore abituale, indipendentemente dai costi, tenendo sotto mano qualsiasi prodotto utile a far fronte a un’eventuale, quanto remota, emergenza; dall’altra, si punta a ottimizzare i costi, negoziando con più fornitori e applicando logiche di pianificazione e previsione che riducano al minimo le emergenze e gli stock a magazzino, a rischio obsolescenza.

Se queste due anime dello stesso ‘corpo’, l’azienda, riescono a comunicare e interagire fra loro, si possono ottenere efficienze e risparmi di non poco conto, in primis nei costi indiretti, quelli che le aziende considerano minori e quindi spesso meno controllati. In questo caso, infatti, il rischio che ogni dipartimento ‘faccia da sè’, acquistando in maniera ‘compulsiva’ e poco organizzata, è molto alto.

Questi sono solo alcuni degli spunti emersi ieri, in occasione della presentazione della quarta edizione dell’indagine sui processi di acquisto degli MRO, intitolata “Il Procurement dei materiali indiretti in Italia 2025”, promossa da RS Italia e Adaci (Associazione Italiana Acquisti e Supply Management), in collaborazione con l’Università Europea di Roma (UER).

Nel procurement dei materiali indiretti (MRO) in Italia: è in atto una metamorfosi

Le aziende investono su digitalizzazione, competenze e processi strutturati, mentre riconoscono all’ufficio acquisti un ruolo sempre più centrale nella governance. In particolare:

Il tutto in un contesto che resta sfidante:

Il quadro che emerge dalla ricerca

Massimiliano Rottoli, managing director di RS Italia

“Il procurement MRO si allontana sempre più da un passato che l’ha visto relegato a ruolo periferico per affermarsi come leva per efficienza, resilienza e sostenibilità. I dati mostrano una funzione acquisti più integrata, digitale e capace di creare valore oltre il mero saving, con metriche come il cost avoidance e obiettivi ESG sempre più presenti”, ha commentato Massimiliano Rottoli, managing director di RS Italia. “Come partner della filiera, il nostro impegno è aiutare le aziende a superare vincoli, sfide e pressioni, per trasformare questi segnali in risultati misurabili, semplificando la complessità e accelerando l’adozione di tecnologie e best practice”.

 

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L’INTERVISTA DI AO

A MASSIMILIANO ROTTOLI

 

L’indagine, condotta tra aprile e agosto 2025, conferma segnali concreti di maturazione organizzativa ed evidenzia un peso della spesa MRO non trascurabile: oltre il 55% delle aziende destina in media dal 3 al 20% del budget totale a questa categoria, mentre circa il 6% supera il 35%.

Pressioni e criticità 

Oltre ai vincoli di costo, la quantificazione dei fabbisogni è complicata da:

Per reagire, le imprese indicano tre leve prioritarie:

“I dati quest’anno restituiscono un quadro di crescente maturità nella gestione degli acquisti indiretti e, nonostante le sfide di budget e discontinuità operative, emergono segnali incoraggianti: il 67% delle imprese riconosce un ruolo strategico agli acquisti, il 74% investe nella digitalizzazione e il 58% punta sulla formazione”, evidenzia Emanuela Delbufalo, professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università Europea di Roma.

Emanuela Delbufalo, professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università Europea di Roma

“La tecnologia mostra un grande potenziale trasformativo, mentre l’AI è percepita come leva chiave futura. Questi risultati raccontano un cambiamento che richiede investimenti mirati e visione sistemica, e che la ricerca accademica può e deve accompagnare offrendo strumenti analitici, evidenze empiriche e modelli interpretativi utili per orientare le decisioni”.

Competenze, organizzazione e processi

Con quali metodologie si sta cercando di aumentare l’efficienza degli acquisti MRO?

L’indagine mostra come le competenze tecniche (in particolare l’analisi dei dati) siano indispensabili per una corretta raccolta e gestione dei fabbisogni.

Quali sono le difficoltà quotidiane affrontate dalla tua aziende nella gestione degli acquisti MRO?

Sul versante delle relazioni di fornitura, la maggioranza diversifica i canali ma consolida i rapporti:,,

Anche la posizione dell’ufficio acquisti si rafforza:

La tecnologia come fattore abilitante

La maturazione delle prestazioni dell’ufficio acquisti

La digitalizzazione dei processi è già un fattore chiave per gli acquisti indiretti, che può aiutare le imprese a gestire in modo più accurato i fabbisogni di MRO e a prevenire situazioni emergenziali. Ampia la diffusione di sistemi informativi integrati (73%) ed e-procurement (60%). Più contenuto l’uso di soluzioni avanzate: IIoT (17%), cloud (19%) e intelligenza artificiale/big data (20%). La digitalizzazione è più spinta nelle fasi di fatturazione (77%), quotazione prezzi (66%), invio delle offerte (61%) e order tracking (61%).

Guardando invece alle barriere all’adozione, si evidenzia la mancanza di un investimento strategico dedicato (64%) e il processo d’acquisto viene ancora percepito come area “non core” (60%). Tra le aziende più evolute emergono sfide di integrazione con i partner (60%) e di qualità/aggiornamento dei dati (52%).

Quali sono le sfide più difficili da affrontare per la funzione acquisti?

Relazioni strategiche e sostenibilità dei fornitori

Come già visto, nel contesto degli MRO emerge una tendenza a diversificare i canali di fornitura, costruendo però con essi relazioni di lungo periodo. Tuttavia, solo il 50% del campione afferma di trovare presso i propri fornitori cataloghi digitali ampi e aggiornati, e un numero ancora più ridotto (37%) dichiara di coinvolgere abitualmente i fornitori di MRO nei propri processi decisionali.

Tra i criteri di scelta, emergono con forza elementi di sostenibilità e servizio:

Le qualità più richieste sono disponibilità (88%), affidabilità (87%), puntualità (85%) e prezzo (83%).

Il Vendor-Managed Inventory è ancora poco diffuso (29,9%), ma dove adottato porta benefici tangibili: maggiore disponibilità dei prodotti (43%), minore complessità di gestione (41%) e più efficienza (40%).

Guardando alle ragioni che limitano la diffusione di approcci strategici e collaborativi, si evidenziano:

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

L’azienda ha una strategia definita per l’adozione dell’AI nel procurement nei prossimi 5 anni?

Capitolo a parte per l’intelligenza artificiale, tecnologia alla quale l’indagine 2025 dedica per la prima volta un focus specifico.

Gli ambiti più promettenti per il breve-medio periodo sono:

Tra le principali barriere, spiccano:

Verso un nuovo modello di procurement: collaborazione, riconoscimento e sfide future

Il quadro che emerge rivela dunque un’evoluzione significativa della funzione acquisti nelle imprese italiane. L’ufficio acquisti si afferma come referente principale per gli approvvigionamenti MRO nel 67% delle aziende, con procedure sempre più formalizzate e, in alcuni casi, tramite budget di reparto con voci dedicate agli MRO (54%).

Fabrizio Santini, presidente Adaci

La maturazione della funzione si riflette nell’adozione di logiche strategiche avanzate:

La maggior parte delle imprese conferma la crescita qualitativa, giudicando positivamente:

Guardando invece alle sfide future, le aziende si concentrano su:

“Accogliamo con grande piacere questa quarta Ricerca sul procurement MRO, ormai tassello fondamentale nell’evoluzione della funzione acquisti in Italia. I dati confermano che una metamorfosi è in atto, e le imprese stanno investendo nella qualificazione del personale, riconoscendo all’ufficio acquisti un ruolo strategico. È attraverso la formazione continua che abilitiamo questa trasformazione. Adaci continua a promuovere iniziative di aggiornamento perché solo con professionisti preparati costruiamo un procurement moderno e capace di generare innovazione, sostenibilità, valore”, sottolinea Fabrizio Santini, presidente Adaci.