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Quale formazione e quali skill occorreranno in futuro per gestire la convergenza IT-OT?ERT

In questa Tavola Rotonda abbiamo voluto sentire la voce di alcune aziende rappresentative del mondo manifatturiero e IT per scoprire qualcosa di più in tema di convergenza IT-OT. Ecco cosa ci hanno risposto.

Stefano Azzoni, sales engineer di B&R Automazione Industriale:

Stefano Azzoni, sales engineer di B&R Automazione Industriale:

“Uno degli aspetti più critici nell’integrazione IT-OT è la capacità di estrarre valore dai dati, e questo è possibile solo se si conosce a fondo il processo produttivo. È qui che entra in gioco il progettista B&R, il cui contributo non si limita alla fornitura di prodotti, ma si estende a un supporto applicativo concreto e strategico.

Affinché l’integrazione sia efficace, è fondamentale che i sistemi siano aperti, così da permettere la collaborazione tra diversi attori e tecnologie. In questo contesto, i progettisti B&R si trovano a operare su un panorama tecnologico sempre più ampio, che include strumenti software non solo legati all’automazione industriale, ma anche tipici del mondo IT e delle infrastrutture digitali.

Storicamente, B&R ha sempre affiancato ai propri prodotti un forte know-how applicativo, e oggi questo valore si amplifica: i tecnici B&R sono chiamati a gestire tecnologie eterogenee, che devono però essere integrate in modo sinergico per garantire efficienza, scalabilità e interoperabilità. Il progettista B&R diventa quindi un facilitatore dell’innovazione, capace di interpretare le esigenze del cliente, tradurle in soluzioni tecniche e accompagnare l’integrazione tra sistemi OT e IT.

Questo approccio consente di superare le barriere culturali e tecniche, abilitando una trasformazione digitale concreta e sostenibile”.

Giovanni Prinetti, solutions marketing manager di Allied Telesis:

Giovanni Prinetti, solutions marketing manager di Allied Telesis:

“Al di là della disponibilità tecnologica, la convergenza IT-OT richiede competenze integrate e multidisciplinari. Nell’intraprendere questo percorso è necessario far interagire figure professionali in grado di comprendere sia le esigenze operative e di sicurezza del mondo OT, sia le logiche di automazione, protezione e gestione dei dati tipiche dell’IT.

Inoltre, a causa dei percorsi professionali storicamente distinti tra il mondo IT e OT, la ricerca di figure con competenze integrate è oggi particolarmente complessa. Le esigenze di convergenza richiedono sia competenze specifiche, sia strumenti che supportino la gestione di alcuni aspetti fondamentali del percorso di integrazione: visibilità, ossia la capacità di monitorare in tempo reale l’infrastruttura, individuare anomalie e correlare eventi tra reti IT e OT; orchestrazione, cioè una gestione centralizzata e, ove possibile, automatizzata dei processi di rete, per ridurre complessità, errori e tempi di intervento; utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale dedicati per prevedere problemi, gestire configurazioni, ottimizzare le performance e garantire continuità operativa; integrazione applicativa, con applicazioni industriali, Scada, sistemi di video management e piattaforme di analytics, per creare un ecosistema unificato e coerente.

Rispondere a queste sfide è il cuore della ‘mission’ di Allied Telesis. Le nostre soluzioni sono progettate per semplificare la gestione di ambienti eterogenei e consentire ai professionisti di costruire reti intelligenti, affidabili e sicure, dove IT e OT collaborano in modo realmente efficace. Automazione, sicurezza e formazione congiunta sono i pilastri di un’infrastruttura flessibile, resiliente e pronta per il futuro.

Crediamo che l’investimento sulle competenze sia inscindibile dall’adozione di tecnologie abilitanti. Questo approccio riduce la dipendenza da interventi manuali e promuove una gestione proattiva delle reti, trasformando così la convergenza IT-OT in un vantaggio competitivo che genera produttività, efficienza e continuità operativa a lungo termine”.

Alessandro Talamonti, sales specialist OT cybersecurity – Digital Industries di Siemens Italia

Alessandro Talamonti, sales specialist OT Cybersecurity-Digital Industries di Siemens Italia:

“A mio avviso si dovrebbe spingere nella formazione di risorse sui temi di digitalizzazione e dei benefici che da essa derivano a tutti i livelli aziendali coinvolti nella progettazione di macchine, impianti e reti di comunicazione. Inoltre, è importante sensibilizzare i clienti sulla trasversalità del tema, che va a impattare molte funzioni e dipartimenti dell’azienda, non un gruppo in particolare.

Per accelerare il percorso di convergenza IT-OT è fondamentale investire nello sviluppo di competenze trasversali e nella formazione delle persone. È prioritario sensibilizzare le risorse sui temi della digitalizzazione e sui benefici che essa può generare, coinvolgendo tutti i livelli aziendali: dal management alla progettazione, alla gestione delle reti di comunicazione, fino alle funzioni di produzione, manutenzione e sicurezza.

È importante trasmettere ai clienti come la convergenza IT-OT non riguardi un singolo reparto, bensì rappresenti un tema trasversale, che porta benefici all’intera organizzazione. Per questo motivo, è necessario superare la logica a silos e promuovere una cultura della collaborazione interfunzionale, in cui IT e OT lavorino insieme verso obiettivi comuni.

Un aspetto chiave è lo sviluppo di skill ibridi, ovvero figure professionali capaci di comprendere sia le logiche dell’automazione industriale, sia quelle dell’IT, della cybersecurity e della gestione dei dati. Questi profili sono oggi molto richiesti ma ancora rari, motivo per cui è essenziale attivare percorsi di upskilling e reskilling interni, oltre a collaborare con partner tecnologici e istituzioni accademiche, come università e centri di competenza, per costruire soluzioni ad hoc.

Andrea Carcano, co-founder e CPO (Chief Product Officer) di Nozomi Networks

Nel nostro approccio, affrontiamo il tema della formazione attraverso workshop, supporto tecnico e condivisione di best practice, con l’obiettivo di creare una base solida di competenze che permetta di affrontare la trasformazione digitale in modo consapevole, sostenibile, orientato al valore e senza ostacoli”.

Andrea Carcano, co-founder e CPO di Nozomi Networks:

“Le organizzazioni devono anticipare e prepararsi ai cambiamenti in termini di persone, processi e tecnologie. Per facilitare la transizione, dovrebbero essere prese in considerazione iniziative quali: sviluppo di team interfunzionali per gestire la sicurezza di routine; creazione di una rete di supporto globale con esperti IT e OT, per affrontare questioni informatiche più complesse, come intrusioni malware e comportamenti anomali”.

Inoltre, aggiornamento dei processi chiave di sicurezza IT/OT, dalla gestione delle vulnerabilità alla quella degli incidenti; garantire la conformità alle politiche aziendali; integrazione di tecnologia di sicurezza informatica per consentire una gestione coordinata. IT e OT possono richiedere strumenti diversi, ma devono essere compatibili e completamente integrate in aree chiave come l’inventario delle risorse, la protezione degli end-point e della rete, il monitoraggio e la segnalazione della sicurezza e l’accesso remoto sicuro.

Al di là delle problematiche tecniche, sono le questioni culturali, come il superamento della sfiducia tra i due gruppi, a poter rappresentare di per sé un ostacolo importante, che le organizzazioni devono affrontare. Per facilitare la transizione saranno utili workshop progettati per conciliare le prospettive, ma soprattutto lo scambio reciproco tra i gruppi per costruire ponti e stabilire fiducia”.

Cristina Mariano, country manager Italia di Advens

Cristina Mariano, country manager Italia di Advens:

“Accelerare il percorso verso la convergenza IT-OT richiede competenze ibride, ovvero figure che comprendano sia la cybersecurity, sia le operazioni industriali. Tra le capacità chiave ci sono sicuramente la segmentazione della rete e la progettazione di architetture sicure, la risposta agli incidenti negli ambienti di produzione, e la familiarità con i protocolli industriali e l’intelligence sulle minacce focalizzata sull’OT.

Altrettanto critici sono la governance e la gestione del cambiamento, per colmare i divari culturali e operativi tra i team IT e di impianto. Queste competenze multidisciplinari fanno già parte del DNA di Advens, permettendoci di operare tra i due mondi e rendere la convergenza efficace, pragmatica e sicura.

Affrontiamo le competenze ibride attraverso la collaborazione interfunzionale. I nostri analisti di sicurezza lavorano regolarmente con gli ingegneri di impianto durante le valutazioni, la risposta agli incidenti e gli esercizi di red/purple team.

Supportiamo i clienti nella costruzione di reti interne di referenti cyber-OT all’interno delle loro fabbriche, assicurando che la cybersecurity diventi parte delle attività quotidiane. Non solo: sessioni di sensibilizzazione, esercizi basati sui ruoli e simulazioni di crisi aiutano a tradurre le procedure in riflessi, in modo che i team possano agire rapidamente e con fiducia quando si verificano incidenti.

L’obiettivo finale va oltre la semplice formazione: vogliamo creare una cultura cyber condivisa tra IT, ingegneria e produzione”.

Fabrizio Corti, field application engineering in Softing Industrial Automation

Fabrizio Corti, field application engineering di Softing Industrial Automation:

“Per accelerare la convergenza è essenziale sviluppare competenze ibride con un focus sulla risk analysis specifica del dominio OT, comprendendo l’impatto sulla sicurezza funzionale e sulla produzione. La competenza cardine è la conoscenza approfondita dei protocolli industriali, come Modbus, Ethernet/IP, Profinet, e la loro corretta incapsulazione/traduzione in protocolli IT standard, quali TCP/IP o Mqtt, per l’interfacciamento.

La formazione deve concentrarsi su: cybersecurity by Design per ICS (IEC62443), mappatura delle vulnerabilità (CVE) dei dispositivi embedded, e implementazione di reti segmentate (zero trust) in ambiente industriale. L’approccio IT deve essere assimilato per la gestione scalabile dei dati (cloud, API), garantendo che i due domini possano comunicare in modo sicuro e compatibile sullo stesso livello applicativo attraverso architetture standardizzate”.

Alberto Griffini, Product Manager Modular PLC di Mitsubishi Electric

Alberto Griffini, product manager Modular PLC di Mitsubishi Electric – Factory Automation:

“Sicuramente nelle aziende è necessario intervenire con appositi programmi di formazione per migliorare le competenze del personale in tema di digitalizzazione. Attraverso il nostro programma AcadeMy eroghiamo percorsi di formazione sia ai nostri application engineer, sia alle aziende clienti.

Anzitutto, il team del reparto tecnico di Mitsubishi Electric, che offre supporto alla clientela, segue una formazione dedicata su tutti i prodotti hardware e software, in modo da garantire un’assistenza altamente qualificata nel processo verso la digitalizzazione e convergenza IT-OT. Inoltre, viene fatta formazione sulle nostre tecnologie anche ai system integrator certificati, in modo che abbiano tutte le competenze necessarie per realizzare applicazioni di digitalizzazione presso gli end-user.

Naturalmente il programma AcadeMy prevede anche una formazione personalizzata per le aziende clienti che intendono digitalizzare i propri impianti e linee produttive.

Da questo punto di vista, l’approccio Smkl che utilizziamo per affiancare i clienti nel loro percorso verso il raggiungimento della convergenza IT-OT, partendo dalla digitalizzazione della singola macchina, per poi implementarla a piccoli passi anche agli altri livelli, con un percorso graduale e sostenibile, offre alle aziende il tempo necessario per formare i propri tecnici, in modo che possano acquisire o consolidare le proprie conoscenze e competenze in maniera adeguata”.

LEGGI LE RISPOSTE ALLE DOMANDE

 Tavola rotonda: “Convergenza IT-OT: a che punto siamo?” – introduzione

Convergenza IT-OT: a che punto siamo?

1 – A che punto siete del percorso verso la convergenza IT-OT? Avete già esperienze e progetti concreti, o siete ancora in una fase pilota?

Quali sono gli ostacoli alla convergenza IT-OT?

2 – Quali sono le difficoltà principali che si incontrano nel percorso di convergenza IT-OT?

Quali i benefici attendersi dalla convergenza IT-OT?

3 – Quali benefici dobbiamo aspettarci da questo percorso evolutivo?

Quali priorità darsi nei prossimi 3 anni?

5 – Cercando di immaginare i prossimi 3 anni, quali priorità vedete per rendere concreta e scalabile la convergenza in azienda?

Fonte foto apertura Pixabay_geralt