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SPS ITALIA 2022 34 Spostare le produzioni vicino casa? Tuttavia, è indubbio che le nostre economie interconnesse siano separate da lunghe distanze e, ritardi o carenze in un luogo, provocano a cascata effetti su tutte le altre economie. Da qui verrebbe spontaneo pensare a un cambio di passo della globalizzazione o meglio un cambio di volto. E, in questo dram- matico scenario ci sta un commento di Alberto Dal Poz , presidente di Feder- meccanica ( www.federmeccanica.it ). Il rischio di un aumento sconsiderato dei prezzi, la difficoltà a reperire le materie prime, sono elementi che appesanti- scono e appesantiranno l’intera industria italiana legata a doppio filo all’impor- tazione di oltre il 70% dell’acciaio. “È in questi momenti che si capisce come un Paese debole e vincolato all’import rischi grosso. È normale pensare che, vista la situazione dei prezzi delle materie prime e dei trasporti, chi ha materia prima la sposti verso i Paesi a lui più vicini. Servirebbe un’industria produttiva nostrana di materie prime a base acciai all’interno dei nostri confini”. Sembra di capire che per ripartire serva rimettere l’industria manifatturiera al centro di una nuova strategia di politica industriale nazionale. A parere delle principali sigle rappresentative dei vari settori interessati, va ricordato che l’Italia deve restare la seconda manifattura in Europa e per questo servono investimenti. Secondo Dal Poz vanno bene gli investimenti privati se sostenuti da una politica governativa di larghi orizzonti che guardi a investimenti in infrastrutture stra- tegiche come, per esempio, nella scuola, nella pubblica amministrazione e nei trasporti, che diventino una molla competitiva. A livello globale alcune multi- nazionali hanno deciso di lasciare, anche solo temporaneamente, i loro partner all’estero puntando su un’economia più di prossimità anche se più cara. Allo stesso tempo, alcune realtà hanno deciso di ripensare alle loro catene di distri- buzione: si sta abbandonando il concetto di ‘produco solo se vi è la domanda’ per lasciare posto al concetto di ‘pianifico le scorte per affrontare i periodi di emergenza’. Lo conferma anche Daniele Civini , head of sales Jaggaer Italy ( www.jaggaer.com/it ), che afferma “le soluzioni per il digital procurement aiu- tano a mettere in pratica queste logiche di riqualificazione attraverso processi tracciati e strutturati che lavorano sui dati dei fornitori”. Riciclo e recupero dai prodotti scartati Altre realtà hanno alzato la mano e posto l’attenzione sul recupero delle mate- rie prime provenienti da materiali scartati. Alberto Canni Ferrari , procuratore speciale del Consorzio ERP Italia ( https://erp-recycling.org/it-it/ ), ha infatti detto: “Il corretto riciclo dei materiali provenienti dai Raee e dei Rifiuti di Pile e accumulatori, oltre a contribuire a migliorare lo stato di salute del pianeta, rappresenta anche un’opportunità. La scarsità di materie prime, che in que- sto periodo ha mostrato tutte le drammatiche conseguenze che può avere, potrebbe essere compensata da un maggiore recupero dei rifiuti elettronici di cui tutti i Paesi sono ricchi e che non sono in gran parte adeguatamente sfruttati, mentre costituiscono giacimenti preziosissimi di materie prime se- conde, ossia riciclate. Inoltre, oltre ad aiutare la supply chain di molti settori, potrebbe anche ridurre di circa l’80% l’energia utilizzata e i gas serra emessi per l’estrazione di materiali primari dalla terra. In Italia esistono impianti tecno- logicamente avanzati che sono in grado di avviare a riciclo praticamente il 90% di un elettrodomestico”. “Credo personalmente che il mondo sia cambiato: dall’eruzione del vulcano islandese a guerre che endemicamente attraversano le geografie del mondo alla pandemia, a dazio ed embargo, penso” prosegue Civini “che lo stato di allerta debba ormai per tutti essere una priorità nella gestione delle supply chain. Allerta intesa come profonda conoscenza sempre più precisa di fornitori e subfornitori, grazie alla disponibilità di dati aggiornati e fruibili perché ‘organizzati’ con il supporto dell’intelligenza artificiale. Questo per valutare performance e soprattutto rischi, così da poter passare ad alterna- tive, assicurando la continuità operativa, in caso di indisponibilità del fornitore, per le ragioni più varie: calamità naturali, politiche o anche semplicemente economiche. L’instabilità è e sempre più sarà una parte importante delle regole del gioco”. La volatilità continuerà e i cambi repentini da fare in corsa diverranno sempre più frequenti. Molti studi di settore rivelano che ormai la maggioranza delle medio-grandi aziende italiane e internazionali opera le revisioni del budget trimestralmente. “Ho grande fiducia nella capacità dell’uomo di adattarsi al cam- biamento: lo vediamo nell’interazione con i clienti, la capacità di apprendere le nuove dinamiche e di ca- valcarle è rapidissima e corre in parallelo all’innova- zione tecnologica. Basti pensare” prosegue Civini “ai sistemi predittivi e di machine learning che non sono più il futuro, ma sono già un solido presente, e stanno guidando verso scenari di Autonomous Procurement. Restare al passo con queste trasformazioni è vitale per assicurare competitività al sistema economico”. È tempo di bilanci e di futuro In ogni caso è tempo di bilanci. Secondo Nomisma, come riporta il sito automazione-plus.it “ci troviamo di fronte a una crescita strepitosa, al di là di qualsi- asi attesa”. Afferma dalle pagine di Italia Oggi, Lucio Alberto Canni Ferrari, Consorzio ERP Italia Daniele Civini, Jaggaer Italy Alberto Dal Poz, Federmeccanica PANORAMA AUTOMAZIONE OGGI

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