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MARZO 2026 AUTOMAZIONE OGGI 468 | 43 SPECIALE taici entro il 30 giugno 2026. Secondo gli aggiornamenti pubblicati nel corso del 2025, le procedure hanno portato alla selezione complessiva di oltre 700 progetti, per una ca- pacità installabile complessiva prossima ai 2 GW, confermando l’agrivoltaico come pilastro strategico della transizione energetica nazio- nale e dell’innovazione in ambito agricolo. Anche dall’osservatorio di Anie Rinnovabili sugli iter autorizzativi in corso per la valuta- zione di impatto ambientale emerge un dato rilevante: a giugno 2025 sono stati depositati presso il Mase 916 progetti agrivoltaici per un totale di 42 GW (il 38% della potenza dei pro- getti fotovoltaici). Approccio tecnico e ambientale: non esiste un solo modello Nella giornata romana, il quadro generale della situazione è stato tracciato da Alessan- dro Marangoni, CEO di Althesys Strategic Consultants, che ha illustrato numeri e sce- nari della sinergia tra agricoltura ed energia. L’agrivoltaico, è emerso, rappresenta uno strumento chiave per coniugare produzione elettrica, tutela del suolo e redditività agri- cola, contribuendo in modo significativo agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. La prima sessione del convegno ha affron- tato gli aspetti tecnici e ambientali, met- tendo in evidenza come non esista un unico modello di agrivoltaico, ma soluzioni diverse da calibrare in funzione delle colture, dei ter- ritori e delle esigenze produttive. Normativa: tra semplificazione e nodi ancora aperti Ampio spazio è stato dedicato all’evolu- zione normativa. Il confronto tra operatori e giuristi ha messo in evidenza luci e ombre dell’attuale quadro regolatorio, con parti- colare attenzione all’impatto delle nuove disposizioni normative sull’individuazione delle aree idonee. La recente revisione del quadro regolatorio ha infatti ristretto si- gnificativamente le superfici considerate compatibili con l’installazione di impianti agrivoltaici. Un cambiamento che rischia di mettere in difficoltà alcune Regioni, compro- mettendo la possibilità di raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili previsti dal decreto. Il confronto ha evidenziato pro- gressi significativi, ma anche criticità ancora aperte, dal tema dei terreni agricoli di valore elevato al vincolo dell’80% della Produzione Lorda Vendibile alla soglia della percentuale di suolo agricolo utilizzabile che può variare tra lo 0,8% e il 3%, fino all’introduzione della definizione di impianto agrivoltaico nella le- gislazione italiana. “Si tratta di un passaggio fondamentale” ha dichiarato Andrea Cristini, presidente di Anie Rinnovabili “perché final- mente la norma chiarisce che gli impianti agrivoltaici devono essere adeguatamente elevati, in quanto l’elemento dimensionale dell’altezza non può essere un vincolo rigido, ma occorre un approccio più flessibile in fun- zione delle colture e della pastorizia”. Dai case study alla voce delle istituzioni La terza sessione ha riportato il dibattito sul campo, attraverso casi studio concreti. Nel pomeriggio, l’intervento di Fabrizio Penna, capo dipartimento Unità Missione Pnrr del Mase, ha confermato il ruolo centrale dell’a- grivoltaico nella strategia nazionale ed an- ticipato che a breve sarà emanato dal Mase un decreto di proroga delle tempistiche di installazione degli impianti agrivoltaici af- finché tutti i fondi Pnrr a disposizione siano fruibili dai 700 progetti. L’agrivoltaico in Europa Ruolo centrale che sta emergendo anche in Europa, dove l’agrivoltaico viene considerato come una soluzione strategica per un futuro energetico sostenibile, offrendo una via per integrare la produzione agricola e la gene- razione di energia su larga scala, con bene- fici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza energetica. Secondo la mappatura aggior- nata di SolarPower Europe, in Europa sono attivi oltre 200 progetti agrivoltaici e agri- solari in almeno 10 Paesi, per una capacità complessiva superiore a 15 GW, a testimo- nianza di un mercato in rapida struttura- zione industriale. In questo contesto, il ruolo dell’Italia può e deve essere centrale, grazie a progetti che possono diventare benchmark su scala internazionale. Nell’Unione Europea la Francia rappresenta uno dei contesti più maturi: il Governo ha integrato l’agrivoltaico nelle politiche agricole ed energetiche nazio- nali, e il mercato è atteso crescere a un ritmo di 1-2 GW di nuova capacità all’anno a partire dal 2026, sostenuto da un quadro normativo dedicato. La Germania si distingue, invece, per l’integrazione dell’agrivoltaico nei mec- canismi di incentivazione del fotovoltaico, con progetti pilota e commerciali supportati dal Renewable Energy Act (EEG) e una forte attenzione alla continuità della produzione agricola. I Paesi Bassi rappresentano un ri- ferimento tecnologico, in particolare per l’agrivoltaico nelle coltivazioni ad alta in- tensità, grazie al ruolo di centri di ricerca e a programmi pubblici di innovazione agricola. Un messaggio condiviso per il futuro Il momento conclusivo della giornata è stato rappresentato dalla tavola rotonda, che ha visto confrontarsi tutte le principali associa- zioni di settore, da Elettricità Futura a Le- gambiente, da Coldiretti a Confagricoltura, fino ad Aias, Italia Solare e CIA, con l’obiettivo di lanciare un messaggio unitario alle istitu- zioni: l’agrivoltaico è una soluzione di equi- librio, non di contrapposizione. Un concetto ribadito anche da Andrea Cristini, presidente di Anie Rinnovabili, nelle conclusioni: “L’agrivoltaico dimostra che agricoltura ed energia possono crescere insieme. Perché ciò avvenga è necessario un quadro normativo stabile, capace di valorizzare l’innovazione tecnologica e di accompagnare gli investi- menti nel lungo periodo”. Anie Rinnovabili https://anie.it/associazioni/anie-rinnovabili/ In Europa l’agrivoltaico viene considerato una soluzione strategica per un futuro energetico sostenibile, offrendo una via per integrare la produzione agricola e la generazione di energia su larga scala, con benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza energetica Foto: Shutterstock

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