GENNAIO-FEBBRAIO 2015
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MAGGIO 2015
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vuta al forte sviluppo degli ultimi 20-25 anni, sente il bisogno di passare da un’econo-
mia manifatturiera a un’economia basata sull’innovazione. Di conseguenza, il governo
sta sviluppando molte iniziative che mirano a potenziare il livello di innovazione delle
realtà industriali, soprattutto nel settore dell’automazione e della robotica. Un fattore
determinante per questa svolta è la crescente difficoltà a reperire lavoratori qualificati
nelle industrie, poiché la nuova generazione di lavoratori chiede salari più alti e carichi
di lavoro più bassi. Questo ovviamente comporta, come del resto è avvenuto anche nel
mondo occidentale qualche decennio fa, un forte impulso all’automazione dei processi
industriali. Va poi notato che questa spinta all’innovazione non caratterizza solamente il
settore industriale: la Cina ha cominciato a fondare laboratori di ricerca avanzata, in cui
sono progettati e costruiti robot di servizio. La ricerca scientifica in settori di punta come
l’automazione e la robotica è generosamente finanziata da un insieme di agenzie gover-
native, quali la National Natural Science Foundation of China, il Ministero dell’Educazione,
il Ministero della Scienza e Tecnologia. Questi enti hanno impostato un piano capillare
di finanziamenti, che spazia dalla singola borsa di studio per lo studente eccellente, al fi-
nanziamento di progetti complessi. Si cercano di individuare i progetti più promettenti in
termini di ricadute, non solo nel breve periodo. Una particolare attenzione viene riservata
ai progetti ‘ad alto rischio’, che cioè presentano una probabilità elevata di non portare a
risultati immediati, ma che comunque possono costituire il primo passo dello sviluppo
di un prodotto particolarmente innovativo. Un’altra importante scelta strategica è quella
di attrarre dall’estero ricercatori di eccellenza, che possano fornire il know-how neces-
sario per lo sviluppo di innovazioni in settori chiave, quali l’automazione e la robotica.
Uno degli esempi più rilevanti è costituito dal professor Toshio Fukuda dell’Università di
Nagoya (Giappone). Si tratta di uno dei massimi esperti mondiali nel campo della robo-
tica, che è stato ‘reclutato’ dal BIT (Beijing Institute of Technology) per svolgere ricerche
avanzate su piattaforme robotiche mobili e sistemi bio-robotici. La presenza di eccellenti
ricercatori è un fortissimo driver per la costituzione di gruppi di ricerca all’avanguardia,
che possano in ultima analisi generare, tramite un adeguato trasferimento tecnologico,
risultati spendibili sul mercato. Chi vuole intendere, intenda…
el 2017 in Cina opereranno più robot in-
dustriali che in Europa o Nordamerica. Il
tasso di crescita cinese è impressionante:
si passerà dagli attuali 200.000 a più di
400.000 robot installati, mentre in Ame-
rica del Nord ci si fermerà a circa 300.000
e in Europa a 340.000. Questo trend non
si arresterà nemmeno negli anni succes-
sivi per un semplice motivo: la densità di
robot nelle industrie cinesi è ancora molto
bassa rispetto a quella dei Paesi di prima
industrializzazione. Si pensi che oggi in
Cina ci sono 30 robot ogni 10.000 lavora-
tori dell’industria, mentre in Germania e in
Giappone tale rapporto risulta almeno 10
volte maggiore. Al di là della crescita espo-
nenziale nelle installazioni robotiche, ciò
che maggiormente deve far riflettere è il
fatto che il governo cinese stia spingendo
moltissimo sulla ricerca. La Cina, dopo la
grande accumulazione di ricchezza do-
N
Ricerca e innovazione:
le chiavi del futuro
AO
IL PUNTO
Alessandro Gasparetto
Comitato tecnico di Automazione Oggi e Fieldbus & Networks




