Automazione Plus

Questione di interfacciaERT

Sono stato a due eventi, dove ho raccolto le novità che vi racconto questa volta. Prima di tutto la conferenza annuale della community di Inductive Automation: c’erano 900 persone ed era la XII edizione. La Human Factors and Ergonomics Society, invece, mi ha portato in Arizona per la sua 69a conferenza annuale. Ma andiamo con ordine.

In 900 all’evento di Inductive Automation

Durante la prima giornata, i manager di Inductive hanno presentato in anteprima il rilascio di Ignition 8.3. Ebbene sì, l’ultima versione era la 8.1. Si tratta di un aggiornamento significativo, che si integra ulteriormente con la tecnologia IT. Il fondatore Steve Hechtman mi aveva spiegato, già quando ci eravamo incontrati per la prima volta, 20 anni fa, come Ignition fosse stata costruita da zero proprio con l’idea di essere ‘IT friendly’, cosa unica per un’applicazione Scada. Hanno continuano nel solco della tradizione. L’aggiornamento, il cui rilascio è previsto a gennaio 2025, presenta un’interfaccia utente Gateway completamente riprogettata, che – a detta dell’azienda – sarà più veloce, più intuitiva e più facile da navigare. Gli aggiornamenti al modulo Ignition Perspective includono strumenti di disegno integrati, un componente flessibile per la generazione di moduli e la capacità di progettare applicazioni per l’utilizzo offline. Un’altra funzionalità di imminente rilascio, chiamata Event Streams, consentirà agli utenti di mappare i dati degli eventi dalle origini fino ai gestori, offrendo loro nuovi modi per inviare, trasformare, filtrare e combinare i dati. Sono inoltre incluse una nuova API pubblica per la storicizzazione e un nuovo Power Historian, embedded nella piattaforma Ignition, insieme a molte altre nuove funzionalità, e che sarà supportato attivamente per 5 anni dopo il rilascio. Gli integratori di sistema, che hanno sfruttato la piattaforma Ignition per creare progetti eccezionalmente innovativi e di successo, sono premiati con i Firebrand Awards: quest’anno i premi sono andati a queste aziende per le applicazioni qui sotto elencate:

− la società NeoMatrix, per aver aiutato Lucid Motors a implementare un sistema informativo di fabbrica, in tempo reale, che fornisce dati sulle prestazioni in produzione, che le consentono di prendere decisioni basate sui dati, ottimizzare i processi e migliorare le prestazioni operative complessive;

− Deloitte, per aver implementato un moderno sistema Scada/MES per supportare il progetto di Goodman Fielder volto a migliorare l’efficienza produttiva e a sostituire i processi manuali nei suoi 3 panifici più grandi;

− Idom, per aver implementato presso l’azienda farmaceutica Cinfa un orchestratore di automazione in tempo reale per l’intero processo produttivo, comprendente uno spazio-nomi unificato, che consente alle applicazioni di scambiarsi informazioni in un’architettura disaccoppiata;

− Saint-Gobain CertainTeed, per aver implementato la soluzione MES FaCTory+ basata su Vision Module, che riceve ordini di produzione da SAP, tiene traccia delle prestazioni 24 ore su 24, confronta i cicli di produzione attuali e precedenti, e altro ancora;

− Fermi National Accelerator Laboratory, per aver creato una libreria di oggetti standardizzati con un uso massiccio di UDT (User Defined Types), che gli ha consentito di monitorare e controllare facilmente un esperimento su larga scala, che analizzava le proprietà dei neutrini;

− Madkour Group, per aver costruito un sistema che fornisce dati in tempo reale da località remote e strumenti di reporting e analisi per il progetto nazionale di sviluppo della Nuova Valle a Toshka, che mira a bonificare vaste aree desertiche come parte del piano generale dell’Egitto di coltivare 3 milioni di acri in totale.

Una ricerca applicata

La Human Factors and Ergonomics Society si occupa di ricerche che riguardano aspetti quali: il modo in cui gli esseri umani si focalizzano su display e controlli, il modo in cui lavorano per eseguire sollevamenti, allungamenti e rotazioni in varie occupazioni. La Società persegue fini per lo più accademici, ma ha condotto un’iniziativa per cui ha contattato dei professionisti con i quali ha collaborato a una ricerca congiunta. Le sessioni alle quali ho partecipato spiegavano come la ricerca abbia fatto uso di esperimenti basati su video, per valutare strumenti come gli esoscheletri, che potrebbero contribuire a ridurre una certa varietà di infortuni legati al lavoro.

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