In un ambiente di lavoro, la mancanza di una lingua comune rende difficile la comunicazione e la collaborazione. Lo stesso accade negli impianti produttivi, dove macchinari e sistemi di supervisione devono dialogare tra loro. Senza un protocollo standard, l’interoperabilità risulta compromessa, creando inefficienze e ostacoli alla gestione dei processi.
Nel contesto aziendale, l’inglese è spesso la lingua comune. Negli impianti di produzione, il protocollo di comunicazione standard più adottato è l’OPC UA.
OPC UA (Open Platform Communications Unified Architecture) è uno standard di comunicazione industriale progettato per garantire l’interoperabilità tra dispositivi e sistemi di automazione. Basato su un’architettura orientata ai servizi (SOA), permette lo scambio sicuro e affidabile di dati tra macchine, PLC, Scada e sistemi IT. È indipendente dalla piattaforma e supporta vari protocolli di trasporto, tra cui TCP e Https, normalmente in uso in reti informatiche e internet.
OPC UA implementa un robusto modello di sicurezza con crittografia e autenticazione, e consente di gestire la semantica dei dati, ovvero di associare a ogni dato un significato, in modo che sia immediatamente comprensibile e utilizzabile da chi lo riceve.
Per questa ragione Anie Automazione ha deciso di inserire nel palinsesto del Forum Industria Digitale che si è tenuto il 5 febbraio presso il Brixia Forum di Brescia la prima edizione aperta al pubblico del PlugFest OPC UA. Nel contesto della mostra-convegno dedicata a meccatronica e software industriale promossa da Anie Automazione con il supporto organizzativo di Messe Frankfurt Italia, è stata allestita un’area dedicata al PlugFest che ha permesso ai numerosi visitatori di toccare con mano i benefici della tecnologia OPC UA nel contesto di impianti produttivi.
Le demo live implementate hanno dimostrato, infatti, i vantaggi dello standard di comunicazione OPC UA rispetto alle esigenze concrete di produttori di macchine industriali e aziende manifatturiere.
Il PlugFest è stato organizzato dal Gruppo OPC UA di Anie Automazione, che ha definito i contesti di business, articolato le demo e realizzato le architetture dimostrate durante l’evento grazie all’impegno di oltre trenta tecnici delle aziende partecipanti al Gruppo.
In particolare, sono state implementate tre diverse demo, ciascuna focalizzata su specifici contesti ed esigenze di business, che hanno coinvolto 11 fornitori di PLC, sistemi di supervisione e altri dispositivi di automazione. Qui di seguito i dettagli:
Energy Management: gestione integrata di molteplici flussi energetici quali riscaldamento, movimentazioni, aria compressa, nonché assorbimenti di macchine a controllo numerico e apparati in quadro di automazione. L’analisi è finalizzata all’ottimizzazione dei consumi energetici, alla quantificazione del costo energetico per unità di prodotto, alla valutazione della carbon footprint della produzione e all’acquisizione di dati necessari per conseguire incentivi con particolare riferimento al Piano Industria 5.0.
Euromap: comunicazione tra i controllori di presse a iniezione e un sistema di controllo e supervisione (MES/Scada); la comunicazione si basa sull’utilizzo di Euromap, che è uno standard basato su OPC UA che specifica dati e funzioni caratteristiche dell’industria della plastica. La demo dimostra come macchine di differenti vendor possano essere integrate nell’infrastruttura di gestione della fabbrica senza necessità di scrivere un codice ad hoc.
PackML: comunicazione tra i controllori di diverse macchine di una linea di packaging (riempitrici, tappatrici, etichettatrici, inscatolatrici, pallettizatrici). L’utilizzo di PackML, sempre basato su OPC UA, consente di realizzare una comunicazione diretta tra i PLC finalizzata allo scambio di allarmi, variabili di stato e tutte le altre informazioni necessarie per coordinare gli elementi di una linea di packaging.
Le tre demo del PlugFest hanno dimostrato come OPC UA possa generare valore per gli OEM e le aziende manifatturiere. Questo vale tanto in settori chiave per l’economia italiana, come il packaging e la plastica, ma anche in applicazioni trasversali di particolare rilevanza ai fini della sostenibilità economica e ambientale, come la gestione energetica. Oltre agli aspetti legati alla tecnologia e alle applicazioni di business, il PlufFest OPC UA ha rappresentato un’occasione di stretta collaborazione tra tecnici di aziende concorrenti che hanno messo a fattor comune esperienza, conoscenza ed entusiasmo. Lo spirito di gruppo che si è creato costituirà sicuramente un vantaggio nel momento in cui, quegli stessi tecnici, si troveranno a integrare in campo le rispettive offerte tecnologiche.
Il Plug Fest ha rappresentato, quindi, una riuscitissima occasione di networking tecnologico e umano, per mettere in pratica e diffondere lo standard OPC UA.
Intervista a Marco Svara, presidente area Interconnessione e Controllo di Anie Automazione e coordinatore del Gruppo OPC UA