Erano gli anni Ottanta quando i primi personal computer cominciarono a diffondersi nelle case e negli uffici, offrendo a tutti la possibilità di avvalersi della potenza di calcolo prima esclusiva di complessi sistemi a uso di pochi, trasformandola in strumento quotidiano di lavoro. L’allora neonata National Instruments, specializzata in hardware e software per l’acquisizione dati, non si lasciò sfuggire questo trend: con i PC al centro dell’attività ingegneristica, serviva un linguaggio semplice, immediato, che permettesse di programmare senza essere programmatori.
Da questa intuizione nacque Labview, il linguaggio grafico che ha rivoluzionato il modo di sviluppare applicazioni di test e misura, rendendo accessibile la programmazione a chi aveva competenze tecniche ma non informatiche. È stato un cambio di paradigma: la complessità crescente dei dispositivi poteva essere gestita attraverso un’interfaccia visiva, modulare e riutilizzabile, che oggi festeggia i quarant’anni sul mercato, insieme ai 50 anni dell’azienda.
Da allora l’universo Labview non ha smesso di ampliarsi e rinnovarsi, forte di un ecosistema di partner, distributori e utenti finali che su questo sistema hanno costruito innumerevoli applicazioni.
“Labview è sempre stato alla base, lo strumento di ‘background’ che ha permesso lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia, proprio come la tecnologia Intel sta ‘dentro’ il PC, invisibile ma indispensabile” ha esemplificato Fabio Cortinovis, Emea Indirect Sales director Test&Measurement di Emerson. “Oggi, dopo una parentesi che ci ha portato a esplorare ambiti di business diversi, vogliamo tornare a essere questo: una solida base per la nostra community, facendo bene quello che tutti ci riconoscono di saper fare”.
E così ieri a Milano, NIDays Italy 2026 ci ha fatto toccare con mano i frutti di quello che possiamo chiamare il suo ‘ritorno’:
“Festeggiare il cinquantesimo compleanno è un risultato che non molte aziende possono vantare” ha sottolineato Cortinovis. “Noi, però, non vediamo questo come un traguardo, bensì come il primo passo verso un nuovo futuro. In mezzo secolo, il mondo del test e misura è cambiato radicalmente: dalla strumentazione isolata degli anni Settanta all’attuale ecosistema di piattaforme integrate, dove software, hardware e dati convivono in un flusso continuo. È fondamentale non smettere mai di innovare, puntando su piattaforme aperte e soluzioni modulari per continuare a soddisfare le esigenze di tutti i nostri partner”.
Fabio Cortinovis, Emea Indirect Sales director Test&Measurement di Emerson
E la risposta del mercato non si sta facendo attendere, come dimostra l’entusiasmo con cui il pubblico ieri ha accolto le numerose novità presentate da NI, che dal 2023 è entrata a far parte di Emerson, in ogni ambito del portafoglio: l’ampliamento della famiglia di controller PXI con i modelli PXIe-8842 e PXIe-8862 per applicazioni di test a elevate prestazioni; PXI Express Chassis per applicazioni a bassa banda; il nuovo oscilloscopio 5108 a 4 e 8 canali con risoluzione a 14bit; le schede DAQ a 16 o 32 canali; i moduli C-Series e la gamma software capace di coprire esigenze che vanno dal laboratorio alla produzione, dalla prototipazione alla validazione finale, con integrazione nativa dell’intelligenza artificiale.
Una community sempre attiva
NIDays è stata anche l’occasione per sottolineare l’importanza della relazione e dei partner, system integrator e distributori, che hanno fatto crescere Labview nel tempo con le loro applicazioni. Sul palco si sono avvicendati, in particolare, Brembo e Baker Hughes, testimoni del valore delle soluzioni NI per il test e la validazione in ambiti molto diversi.
Brembo, per esempio, utilizzato da 30 anni la piattaforma NI; con CompactRIO e Labview ha sviluppato internamente dei banchi prova e messo a punto sistemi di validazione che aumentano l’efficienza nello sviluppo e progettazione, salvaguardando il know-how interno.
Baker Hughes, invece, noto player del settore dell’energia con 6.600 dipendenti in Italia su 8 stabilimento, sfrutta le soluzioni NI per accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie. A Firenze, dove ha colto l’eredità della storica Nuovo Pignone, vanta un centro di eccellenza per la progettazione di turbomacchine e processori: l’integrazione tra test e post-processing permette di fornire all’ingegneria risultati già validati, riducendo tempi e costi di sviluppo.
Soprattutto in un contesto come quello europeo, caratterizzato da normative stringenti, e dove gli impianti sono spesso distribuiti su più Paesi, la scalabilità delle piattaforme e la tracciabilità dei dati sono aspetti essenziali per garantire la conformità. Test e misura assumono un ruolo strategico: permettono di anticipare la validazione, riutilizzare codice, aumentare la flessibilità e sfruttare i dati non solo per verificare, ma anche per migliorare i prodotti.
And the winner is…
La keynote mattutina di questi NIDays 2026 si è conclusa con delle premiazioni: i Partner Award sono stati conferiti ad Asterisco Tech e Byte QX (10 anni) e Pragma Engineering (25 anni), mentre sono stati 5 i nuovi Labview Champion italiani, Ludovico Badini, Nicola Bavarone, Maurizio Bollini, Guilherme Correa e Gian Luca Pizzocolo.
Asterisco Tech ha sviluppato Voltium Battery Tester, un sistema di test modulare progettato per supportare la convalida e i test di produzione delle moderne architetture delle batterie. La piattaforma consente ai produttori di testare celle, moduli e pacchi batteria in un unico ambiente scalabile, rispondendo alla crescente complessità e ai severi requisiti di qualità dei propulsori elettrici.
Il sistema combina elettronica di potenza scalabile e architetture I/O modulari con tecnologie software NI, tra cui Labview e TestStand. Plug-in personalizzati e procedure di test specifiche per le batterie consentono agli ingegneri di configurare e automatizzare complessi flussi di lavoro di validazione e test di fine linea. Il risultato è una piattaforma di test flessibile, che può evolvere dalla validazione iniziale in fase di ricerca e sviluppo, fino alla piena implementazione in produzione.
Sono già state effettuare con successo delle implementazioni in ambienti di sviluppo e produzione di veicoli elettrici in clienti prestigiosi tra cui Ferrari (laboratorio e-cells a Bologna), Podium Engineering (linea di produzione per moduli, pacchi e scatole di giunzione) e Italdesign / Volkswagen Group (laboratorio di validazione per celle e moduli)
Pragma Engineering, invece, sviluppa soluzioni di test avanzate per dispositivi elettronici utilizzati in settori che richiedono un’elevata affidabilità, quali quello aerospaziale e della difesa, dell’elettronica di potenza, dei trasporti (comprese le ferrovie) e dell’elettronica industriale. L’azienda è specializzata nella progettazione di sistemi di validazione personalizzati, in grado di gestire architetture elettroniche complesse e requisiti prestazionali elevati.
Un recente progetto si è concentrato sul collaudo di interfacce seriali ad alta velocità utilizzate nelle apparecchiature di volo dei veicoli spaziali. Utilizzando un’architettura PXI FlexRIO, Pragma Engineering ha sviluppato tester unitari, in grado di convalidare sensori e dispositivi ad alta produttività per applicazioni spaziali. Sono stati implementati due approcci di test per i front-end WizardLink: uno basato su uno strumento seriale ad alta velocità PXI e un altro che utilizza un modulo Fpga PXI per FlexRIO con un adattatore progettato su misura, consentendo test flessibili e ad alte prestazioni di componenti elettronici spaziali critici.
Ipses, società di ingegneria italiana specializzata in sistemi di test automatizzati avanzati e architetture di test modulari per settori ad alta affidabilità, si concentra sull’integrazione hardware/software e sullo sviluppo di framework di test standardizzati basati sulle tecnologie NI, in particolare NI TestStand, che consentono di creare ambienti di test di validazione e produzione scalabili e facilmente gestibili.
Ha sviluppato un framework unificato di automazione per standardizzare i test di qualificazione, produzione e restituzione sul campo per le apparecchiature avioniche. Sfruttando NI TestStand, il framework collega diverse fasi del ciclo di vita, garantisce la coerenza dei dati in tutti i processi di test e riduce significativamente i tempi di sviluppo per procedure di test complesse.
Infine, ByteQX ha modernizzato le celle di prova per motoriduttori e riduttori presso il laboratorio Bonfiglioli di Forlì, centro di eccellenza per i sistemi di trasmissione di potenza utilizzati nell’automazione industriale. Il progetto ha consentito di aggiornare 10 banchi di prova con un’architettura di controllo centralizzata, mantenendo la piena continuità operativa durante la transizione. Il nuovo sistema consente test più rapidi, una maggiore sicurezza e procedure di test standardizzate in tutto il laboratorio.
La soluzione si basa sui controller NI CompactRIO e sui framework software Path e QX. Consente agli ingegneri di configurare ed eseguire profili di test complessi in modo più efficiente, integrando al contempo l’esecuzione dei test e i risultati con i sistemi aziendali attraverso la reportistica automatizzata e la gestione dei dati. L’acquisizione dati avviene in tempo reale, fino a 5 ms, utilizzando NI CompactRIO 9045 con Labview Real-Time e Fpga. Il software Path consente la configurazione in modalità live di microcicli e macrocicli, riducendo i tempi di configurazione di oltre il 60%. La reportistica è automatizzata e integrata con i sistemi aziendali tramite interfacce RESTful e gestione dei dati basata su SharePoint. La soluzione prevede il monitoraggio avanzato degli allarmi con registrazione pre e post evento per una migliore analisi dei guasti e sicurezza operativa.
AI in azione con Nigel
La trasformazione più profonda degli ultimi anni riguarda il ruolo dei dati: non sono più solo il risultato di un test, ma informazioni su prodotti, configurazioni dei sistemi, codice eseguito e metadati di contesto.
Charles Schroeder, NI Fellow, CTO Office
“Oggi le complessità da affrontare per un’azienda sono molte e in aumento: ci si trova a dover contenere i costi, mentre diminuiscono le risorse disponibili, le competenze e i tempi di produzione si accorciano. L’intelligenza artificiale è l’unica in grado di aiutarci a superare queste criticità” ha commentato Charles Schroeder, NI Fellow, CTO Office.
L’intelligenza artificiale, però, può esprimere tutto il suo potenziale solo se alimentata da dati strutturati, coerenti e contestualizzati.
“I dati costituiscono il vero ‘ossigeno’ dell’intelligenza artificiale: oggi ne raccogliamo ingenti quantità, ma non sempre li usiamo correttamente e, soprattutto, spesso trascuriamo i meta-dati, ovvero le informazioni di contesto, che vanno oltre il risultati dei test: che prodotto sto usando per la misura, che applicazione sto misurando, quale è l’ambito, quale l’obiettivo… Una persona può ricavare questi dati da sé, ma l’AI no, e ogni informazione è utile affinché essa sia in grado di dare la giusta interpretazione ai dati che le vengono forniti. Il formato dei dati, la loro omogeneità e identificazione sono fondamentali per ottenere risposte coerenti. Per questo, se Labview resta il cuore dell’offerta software di NI, abbiamo SystemLink per gestire la raccolta, archiviazione e condivisione dei dati in formati conformi, e per renderli disponibili a Nigel, l’AI integrata in tutti gli applicativi NI” ha proseguito Schroeder.
SystemLink nasce per raccogliere, organizzare e rendere utilizzabili grandi volumi di informazioni, creando una vera ‘data experience’, che abilita nuove forme di automazione e analisi.
“Sono tre le tappe evolutive di Nigel: come ‘Advisor’ offre supporto all’operatore tramite chat, risponde ai suoi quesiti, per esempio su come eseguire delle misure, come configurare uno strumento o sulla scelta del dispositivo da impiegare per ottenere un certo risultato. Inoltre, fornisce informazioni tecniche, guida l’addetto passo dopo passo nelle attività di misura, ci si può dialogare per approfondire dei concetti. Il secondo livello di Nigel è quello di ‘Autore’, capace di generare codice Labview; il suo futuro è quello di ‘Agent’, in grado di orchestrare task complessi composti da più fasi, dove l’obiettivo non è rendere ogni tecnico esperto di AI, ma usare l’AI per offrire ai tecnici dei ‘super poteri’ grazie ai quali svolgere ancora meglio i propri compiti” ha concluso Schroeder.
Detto questo, la sicurezza resta una priorità: tutti i dati sono cifrati e gestiti in modo conforme alle normative vigenti, in particolare l’AI Act europeo, perché ogni informazioni aziendale deve essere tutelata e protetta al meglio.
I prossimi quarant’anni: piattaforme, AI e complessità crescente
Un compleanno è sempre occasione per fare il punto e ripartire. NI ed Emerson guardano ai prossimi cinquant’anni con la stessa visione che portò alla nascita di Labview: mettere i dati al centro, dare ‘superpoteri’ agli operatori per consentire loro di affrontare al meglio la sfida della complessità crescente e costruire un ecosistema in cui clienti e partner contribuiscano sinergicamente all’innovazione.