Automazione Plus

Intelligenza artificiale industriale secondo SiemensERT

Nel panorama tecnologico globale, Stati Uniti e Cina sembrano affermarsi come poli dominanti per investimenti e innovazione. Tuttavia, l’Europa può giocare un ruolo strategico nell’ambito dell’intelligenza artificiale industriale, dove competenze, infrastrutture e soprattutto conoscenza dei mercati verticali offrono un terreno fertile per applicazioni ad alto valore aggiunto.

L’automazione, spesso considerata separatamente, rimane in realtà un elemento chiave: alimenta l’AI con dati preziosi e, al contempo, ne beneficia, abilitando soluzioni prima impensabili. La sinergia tra AI e automazione sta trasformando radicalmente il modo in cui le tecnologie vengono concepite e implementate.

In questo contesto di evoluzione esponenziale, le esigenze delle aziende sono sempre più complesse e specifiche. La risposta tecnologica spesso non può limitarsi a prodotti standard, ma richiede personalizzazione, supporto tecnico e una rete di competenze distribuite. È qui che Siemens Xcelerator e il nostro ecosistema di partner entrano in gioco, semplificando l’adozione e accelerando la trasformazione.

La digitalizzazione non è solo una sfida tecnica: è una questione culturale e strategica. Per guidare questa complessità serve una leadership moderna, capace di connettere visione, tecnologia e persone.

AI industriale: un ruolo per l’Italia e l’Europa

Nel dibattito globale sull’intelligenza artificiale, spesso si tende a confondere l’AI ‘consumer’ con quella ‘industriale’. Ma si tratta di due mondi profondamente diversi. Se nel contesto consumer un errore può tradursi in un’esperienza utente subottimale, nell’ambito industriale ogni imprecisione può avere conseguenze ben più gravi: dalla perdita di efficienza operativa fino alla compromissione della sicurezza di persone, impianti e ambiente.

Per questo motivo, sviluppare soluzioni di AI ‘industrial grade’ richiede molto più di competenze tecniche generiche. Serve una profonda conoscenza dei mercati verticali di applicazione. Settori come il Chemical, l’Oil & Gas, il Food & Beverage, l’Automotive e le Life Sciences presentano esigenze specifiche, normative stringenti e processi altamente strutturati. E proprio in questi ambiti, la tradizione manifatturiera europea – e italiana in particolare – ha costruito nel tempo un patrimonio di competenze unico al mondo.

L’Europa, infatti, vanta una posizione di leadership in settori chiave dell’industria, con una cultura ingegneristica radicata e una straordinaria disponibilità di dati industriali. Un vantaggio competitivo che Siemens è in grado di valorizzare: oggi, un PLC su tre installati nel mondo è Siemens, e questo ci consente di accedere a una mole di dati operativi senza pari.

Ma i dati da soli non bastano. Per trasformarli in valore servono competenze, strumenti e una visione strategica. Con una squadra di oltre 1.500 tecnici specializzati e una profonda conoscenza dei mercati verticali, Siemens è in grado di progettare soluzioni AI su misura, affidabili e scalabili. È questa combinazione di accesso ai dati, competenza tecnica e comprensione del contesto industriale che può permettere all’Europa – e all’Italia, seconda manifattura del continente – di ritagliarsi un ruolo di primo piano nell’arena globale dell’intelligenza artificiale.

Automazione e intelligenza artificiale: la simbiosi che guida la trasformazione industriale 

Negli ultimi anni, l’attenzione dei media e degli operatori del settore si è spostata sempre più dalle tecnologie di automazione industriale “classiche” verso soluzioni emergenti come il Data Analytics, il Gemello Digitale, il Metaverso industriale e, naturalmente, l’Intelligenza Artificiale (AI).

Questa evoluzione non è semplicemente frutto di un effetto hype, ma risponde a una necessità concreta: informare su ciò che è nuovo, ciò che cambia il paradigma. L’automazione, pur essendo una tecnologia fondamentale, è ormai matura e ben conosciuta. Tuttavia, ciò non significa che abbia perso rilevanza, al contrario, automazione e intelligenza artificiale sono oggi più che mai interconnesse e interdipendenti.

Nel mondo industriale attuale, si contano oltre 16 miliardi di dispositivi intelligenti – sensori, controllori, attuatori – che generano una mole impressionante di dati, peraltro ampiamente sottoutilizzata visto che solo il 20% di questi dati viene tramutato in informazioni fruibili. Questi dati sono il nutrimento dell’intelligenza artificiale, che li utilizza per apprendere, ottimizzare e prendere decisioni.

D’altra parte, le applicazioni di AI stanno rivoluzionando le funzioni tradizionali dell’automazione: dal controllo qualità alla manipolazione robotica, dal riconoscimento visivo alla manutenzione predittiva. L’AI non sostituisce l’automazione, ma la arricchisce, la espande, la rende più intelligente.

Questa relazione è una vera simbiosi: le due tecnologie si alimentano a vicenda, creando un ecosistema integrato che è più potente della somma delle sue parti. Abbiamo ampiamente dimostrato come le aziende italiane (soprattutto le PMI) siano terreno fertile per questo genere di applicazioni dove AI e automazione avanzata lavorano insieme, creando straordinarie opportunità di business e competitività. Un vero e proprio processo di democratizzazione dell’AI.

Tecnologie esponenziali: il ruolo chiave del servizio

La tecnologia sta evolvendo con una rapidità senza precedenti. Non si tratta più di semplici progressi incrementali, ma di balzi in avanti, a volte veri e propri strappi, che ridefiniscono continuamente il perimetro delle possibilità. Le etichette come “Industria 4.0” o “5.0” servono a semplificare il racconto di questa trasformazione, ma non ne catturano la complessità. Ogni azienda, infatti, segue un proprio ritmo evolutivo, dettato da risorse, priorità e capacità di assorbimento del cambiamento.

Rispetto al passato, il tasso di innovazione è decisamente più rapido. Le esigenze dei clienti sono spesso poco definite, in continua evoluzione, mentre le soluzioni tecnologiche richiedono sempre più personalizzazione e un supporto tecnico specializzato. I prodotti standard, per quanto utili, non bastano più: servono servizi, competenze e capacità di adattamento.

Nel campo dell’intelligenza artificiale industriale, si delineano due tendenze principali. Da un lato, lo sviluppo di soluzioni custom per problemi specifici e non comuni. Dall’altro, l’adozione di soluzioni ‘prodottizzate’, efficaci nel rispondere a esigenze più diffuse e ben circoscritte, come la manutenzione predittiva, il controllo qualità o la manipolazione flessibile. In entrambi i casi, però, il fattore abilitante è il servizio: che si tratti di costruire un’applicazione da zero o di configurare e addestrare un prodotto esistente, è necessario un know-how che non è ancora ampiamente diffuso, soprattutto tra le PMI.

Ed è proprio qui che emerge un dato sorprendente: le piccole e medie imprese, spesso considerate meno pronte alla digitalizzazione, si rivelano invece tra le più reattive e ricettive. In molti casi, sono proprio le PMI a cogliere per prime le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, dimostrando una capacità di adattamento e una curiosità che sfatano il mito secondo cui l’innovazione sarebbe appannaggio esclusivo delle multinazionali.

Ma queste imprese necessitano di supporto. La tecnologia da sola non basta: servono servizi, competenze le aziende nel percorso di trasformazione. È in questa direzione che Siemens ha costruito il proprio approccio, mettendo al centro il valore del servizio come leva strategica per rendere il digitale una opportunità concreta, scalabile e sostenibile.

Accelerare l’innovazione industriale: l’importanza dell’ecosistema 

L’accelerazione continua della tecnologia, unita alle crescenti pressioni competitive, impone alle aziende di muoversi con rapidità e visione. In questo scenario, nessuna organizzazione può bastare a sé stessa. Per affrontare la complessità dell’innovazione, serve un ecosistema aperto, collaborativo e globale. È questa la filosofia alla base di Siemens Xcelerator.

Parliamo di un network che va oltre i confini di Siemens, coinvolgendo aziende di ogni dimensione e provenienza geografica. Perché, se si vuole andare veloci, bisogna saper chiedere aiuto. E questo vale su due fronti fondamentali: la creazione della tecnologia e la sua implementazione concreta.

Sul primo fronte, Siemens sviluppa soluzioni proprietarie nei settori in cui possiede competenze storiche e leadership tecnologica, come nel caso del Virtual PLC. Ma quando le competenze richieste sono troppo distanti dal core business, si ricorre ad acquisizioni strategiche – come quella di Altair, specializzata nella simulazione avanzata. E laddove neppure l’acquisizione è la strada giusta, si attivano partnership tecnologiche con leader globali come Microsoft, Nvidia, AWS e Sony, per verticalizzare le loro tecnologie sfruttando i dati industriali di Siemens.

Il secondo fronte è quello dell’implementazione, dove la tecnologia deve diventare progetto, applicazione, valore concreto per il cliente. Per farlo, Siemens ha costruito una rete di aziende con competenze certificate, capaci di tradurre le tecnologie in soluzioni operative, anche per le PMI, che rappresentano il cuore del tessuto industriale italiano.

Questo ecosistema esiste già e si chiama Siemens Xcelerator: una piattaforma digitale aperta che conta oggi 410 partner nel mondo, di cui 13 in Italia. Il suo obiettivo è rendere la trasformazione digitale più semplice, veloce e scalabile, facilitando l’adozione di tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, Internet of Things, gemello digitale e Metaverso.

Siemens Xcelerator si distingue per modularità, interoperabilità e flessibilità, permettendo alle aziende di scegliere e implementare solo ciò che serve davvero. In sintesi, è uno strumento pensato per democratizzare l’innovazione, rendendola accessibile anche alle PMI, e per favorire la collaborazione tra attori diversi all’interno di un ecosistema digitale condiviso.

In un mondo che corre, la velocità non è solo una questione tecnologica: è una questione di rete, di fiducia e di visione condivisa.

Tecnologia e leadership: i pilastri della trasformazione digitale 

Abbiamo visto che non basta installare nuove tecnologie per parlare di trasformazione digitale. Innanzitutto, è necessario fare leva su un ecosistema di partner che aiutino sia nel suo sviluppo (che nel nostro caso fa riferimento a nomi quali Nvidia, Microsoft, AWS ecc.) ma anche nella sua implementazione in progetti ed applicazioni reali, e qui i system integrator locali giocano un ruolo cruciale.

Tuttavia, non è sufficiente installare nuove tecnologie per poter parlare davvero di trasformazione digitale. È fondamentale, innanzitutto, fare leva su un ecosistema di partner che supportino sia lo sviluppo (nel nostro caso, realtà come Nvidia, Microsoft, AWS, ecc.), sia l’implementazione concreta in progetti e applicazioni reali. In questo contesto, i system integrator locali assumono un ruolo cruciale, facilitando l’adozione e l’integrazione delle soluzioni digitali nel tessuto operativo delle aziende.

Inoltre, la tecnologia deve essere accompagnata da una visione organizzativa, dalla creazione di competenze, e dall’impiego di modelli di accesso concreti, come casi d’uso e verticalizzazioni applicative che evitino di ‘reinventare la ruota’ ogni volta.

Emerge quindi un altro elemento chiave: la leadership. La trasformazione digitale non è solo una questione tecnica, ma anche culturale e strategica. Il leader moderno non può limitarsi solo a essere visionario, o curioso o orientato alla sostenibilità. Deve incarnare molte qualità contemporaneamente, guidando il cambiamento con consapevolezza, competenza e capacità di ispirare.

Conclusione

Automazione e intelligenza artificiale non sono tecnologie concorrenti, ma alleate strategiche. La loro integrazione rappresenta una delle leve più potenti per l’innovazione industriale. Tuttavia, per coglierne appieno il potenziale, è necessario un approccio sistemico che unisca tecnologia, organizzazione e leadership.

Solo così sarà possibile realizzare una trasformazione digitale autentica, sostenibile e capace di generare valore duraturo.

L’intervista di Automazione Oggi a

Stefania Svanoletti, head of sales vertical markets di Siemens

Massimiliano Galli, head technology support e digital transformation officer di Siemens

Pasquale De Leo, Head of Digital Industries Service Execution di Siemens 

Mauro Valenti, sales acceleration head di Siemens 

Mauro Sardanapoli, head of sales di Siemens