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Elettrotecnica ed Elettronica, il mercato mostra segni di ripresa (ma la domanda interna langue)ERT

L’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana torna lentamente e timidamente a crescere. È quanto emerge dai dati illustrati da Claudio Andrea Gemme, presidente di ANIE, nel corso della annuale Assemblea dei soci, che lo ha riconfermato alla guida della Federazione industriale per i prossimi dodici mesi.

A fine 2014 il comparto ha evidenziato complessivamente una crescita del volume d’affari su base annua di circa l’1% (-0,8% considerando anche il Fotovoltaico), con andamenti differenziati fra i comparti. Entrando nel dettaglio, l’Elettrotecnica fa registrare alla fine dello scorso anno un +1% (-2,3% considerando anche il Fotovoltaico), mentre l’Elettronica un +1,6%, trainata dagli ottimi risultati in termini di fatturato aggregato di Automazione industriale (+3,6%) e Sicurezza e automazione edifici (+4,9%). Ha mostrato inoltre una notevole dinamicità il comparto dei Sistemi di trasmissione di movimento e movimento e potenza (+4,6%). Perdura la sofferenza dei comparti Cavi (-4,6%), Ascensori e scale mobili (-4,3%) e Componenti e sistemi per impianti (-2,8%), penalizzati dalla debolezza degli investimenti nel territorio nazionale.

In linea con le tendenze espresse negli ultimi anni, il dato positivo è legato all’incidenza del canale estero grazie alle strategie di diversificazione geografica portate avanti dagli operatori che si sono spinti verso i principali mercati di sbocco delle tecnologie italiane. Dei 55 miliardi di euro registrati a fine 2014, 30 miliardi sono stati originati dalla vendita dei prodotti dell’eccellenza delle tecnologie made in Italy sui mercati esteri, con un’incidenza sul giro d’affari pari al 55%. È proprio l’export a registrare un deciso +2,5%, salvando una situazione ancora implacabilmente segnata dalla stagnazione della domanda interna.

I dati positivi trovano conferma nei primi mesi del 2015. Per il settore Elettrotecnico ed Elettronico i dati Istat del primo trimestre del 2015 ci restituiscono un incremento del +1,8% del fatturato totale rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Anche per il 2015, ANIE stima una crescita del fatturato aggregato pari all’1%.

 

Il commento di Gemme

“La cauta ripresa che osserviamo nei dati 2014 viene confermata anche nel primo trimestre del 2015 – commenta Claudio Andrea Gemme, Presidente di ANIE Confindustria -. Ma è innegabile che con il mercato interno fermo non è possibile parlare di vera ripresa. L’industria Elettrotecnica ed Elettronica, più di altri segmenti del manifatturiero, ha saputo in questi anni mantenere la barra dritta, un risultato eccezionale che si spiega con la capacità dei nostri imprenditori di intercettare puntualmente le esigenze del mercato. L’andamento dei prossimi mesi dipenderà dal mix di interventi pubblici che verranno adottati per rilanciare la crescita e innalzare il tasso di sviluppo potenziale dell’economia”.

“Chiediamo al Governo di sostenere la domanda interna, soprattutto in termini di investimenti in costruzioni e infrastrutture e di andare avanti con le riforme strutturali, da finanziare attraverso una seria spending review – continua il Presidente Gemme – Ma soprattutto che si adotti una vera politica industriale coerente con la riscoperta del ruolo centrale del manifatturiero. L’industria di ANIE annovera molteplici comparti fondamentali per il manifatturiero italiano che, oltre ad essere determinanti per il PIL e l’occupazione, rappresentano la chiave di volta per il raggiungimento degli obiettivi ambientali europei fissati al 2030: 40% di riduzione di emissioni, 27% di produzione di energia da fonti rinnovabili, 27% di efficienza energetica. Ripartiamo allora dal Green Act, ricominciamo con un grande piano di saving energetico nell’edilizia pubblica così come nei grandi impianti industriali. L’Italia è un Paese vecchio che ha bisogno di un serio programma di manutenzione del Building. Facciamo efficienza energetica consumando meno e meglio. Promuoviamo la mobilità elettrica pubblica e privata, l’elettrificazione dei porti, l’integrazione dei sistemi di accumulo nelle reti, la generazione distribuita. Le nostre tecnologie e soluzioni, che hanno standard di prestazione e di qualità eccezionali, sono pronte a migliorare il mondo e a creare un modello virtuoso di sostenibilità che fa bene a tutti. La componente tech di cui siamo espressione può essere il volano per risollevare interi comparti manifatturieri italiani”.

“Molto lavoro resta ancora da fare – conclude Gemme. L’economia è anche una questione di fiducia. Un Paese che rievoca nostalgicamente il passato e le generazioni andate, solo lamentandosi del presente, non andrà lontano. Andiamo avanti con positività, con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo di oggi”.