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SETTEMBRE 2023 FIELDBUS & NETWORKS Fieldbus & Networks 3 L’editoriale è a cura dei membri del Comitato Tecnico di Fieldbus & Networks e Automazione Oggi Editoriale Il concetto di ‘sostenibilità’, introdotto negli anni ’80 durante le prime conferenze ONU sull’am- biente e sull’ecologia, si è ampliato negli anni arrivando a comprendere anche le dimensioni economica e sociale. Rappresenta un modello ideale di sviluppo capace di assicurare alla generazione attuale un benessere crescente, o almeno costante, e in grado di lasciare alle generazioni future la stessa prospettiva. Per inseguire questo modello, dal 2015 i governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite hanno sottoscritto un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile chiamato Agenda 2030, de- clinato in 17 obiettivi da raggiungere nel dominio ambientale, economico e sociale, entro appunto il 2030. Si tratta di una sfida enorme e globale, che coinvolge tutti i Paesi, le loro istituzioni, le imprese private e pubbliche, la società civile, il mondo della cultura e dell’infor- mazione. Tuttavia, la consapevolezza reale di queste sfide è ancora insufficiente. Secondo uno studio realizzato da Ipsos-ASviS nel 2022, sebbene il 95% degli italiani dichiari di conoscere il termine ‘sviluppo sostenibile’, solo il 42% conosce l’Agenda 2030 nel suo insieme, con presenza di molte lacune sugli obiettivi e sulle priorità. Inoltre, una percentuale diffusa e purtroppo crescente di persone è scettica sul fenomeno del cambia- mento climatico e sulla necessità di non sprecare le risorse naturali. In questo contesto la sfida globale di promuovere e raggiungere la sostenibilità appare molto difficile. Rimane ancora moltissimo lavoro da fare, come testimoniano i report ASviS e Istat. A livello europeo si osserva una buona performance dei Paesi del nord, mentre la situazione migliora ma molto lentamente nel sud Europa, con l’Italia sotto la media. Il potenziale e le opportunità nel nostro Paese però sono enormi e gli strumenti non mancano. Il Pnrr deve essere anche un’opportunità per accelerare lo sviluppo sostenibile. Il Piano prevede per la transizione ecologica un finanziamento di circa 60 miliardi di euro, destinati a progetti per la rea- lizzazione di edifici intelligenti a basso impatto, per potenziare la capacità e la sicurezza della rete elettrica rafforzando le smart grid, per ridurre gli sprechi e le perdite nella rete idrica e per potenziare la gestione del riciclo dei rifiuti. Altri 25 miliardi sono destinati a progetti per consolidare le infrastrutture per la mobilità, in particolare la rete ferroviaria e i porti, nonché il monitoraggio di ponti e gallerie. La digitalizzazione e l’automazione avranno un ruolo fondamentale e un’importanza crescente non solo per il sostegno di questo piano strategico, ma anche per modernizzare l’intero sistema produttivo industriale e agricolo con un approccio innovativo volto a incrementare il valore aggiunto e attento a tutti gli aspetti della sostenibilità. Grazie a Industria 4.0 sappiamo migliorare l’efficienza energetica e produttiva dei processi adottando soluzioni intelligenti, nuove tecnologie, sensori, reti digitali IoT, software e intelligenza artificiale. Sfruttare al meglio queste tecnologie permette di aumentare la competitività, gestire in modo ottimale le filiere di approvvigio- namento e distribuzione, e contribuire alla sicurezza e alla salute degli operatori e dei consumatori. Ma quanto deve essere ‘sostenibile’ un’azienda? E come si può verificare l’impatto delle sue attività a livello di territorio e di comunità? I comportamenti virtuosi sono apprezzabili ma non bastano: per comprendere e migliorare un qualunque processo occorre misurarlo. Come noto, da tempo le società quotate e gli enti pubblici sono tenute a redigere il ‘bilancio di sostenibilità’. Dal 2026 questa pratica riguarderà tutte le aziende con più di 250 dipendenti e fatturato superiore a 50 milioni di euro. Auspicando che questi bilanci non si riducano a pura e inutile burocrazia, proviamo invece a vederne i contenuti e i possibili benefici per le aziende. Il bilancio mette in chiaro dati e informazioni sull’utilizzo da parte dell’azienda delle risorse energetiche, evidenziando la percentuale di quelle rinnovabili, l’impatto nell’ambiente dato dalle emissioni di gas nocivi, ma anche gli standard di sicurezza, i livelli di salute e la parità di genere. Questi dati, se associati a obiettivi concreti di miglioramento, possono stimolare l’adozione di strategie atte a incrementare la sostenibilità dell’intera filiera e ridurre i costi dei processi produttivi. Si crea di conseguenza un miglioramento della ‘reputazione’ dell’azienda, che si traduce in un vero effetto promozionale presso i clienti, sempre più attenti a queste tematiche. Inoltre, associare il proprio brand all’impegno per la sostenibilità favorisce la visibilità necessaria ad attirare nuovi capitali da parte di banche e investitori. In definitiva, la sostenibilità sarà al centro dell’attenzione nei prossimi anni e decenni e, cosa molto più importante, rappre- senta la base per garantire alle prossime generazioni protezione dell’ecosistema, sviluppo economico ed equità sociale. SVILUPPO SOSTENIBILE, TRA PNRR E AGENDA 2030 Oscar Milanese Comitato tecnico Automazione Oggi, Fieldbus&Networks e Soluzioni Software per l’Industria

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