AES_1 2023

INTERVISTA Primo piano 40 Gennaio - Febbraio 2023 n Automazione e Strumentazione ormai quotidiana, nuove tecnologie vengono teo- rizzate, prototipate e spesso trasformate in veri e propri progetti. Sebbene siano poche quelle che arrivano a essere definite ‘rivoluzionarie’, le nuove tecnologie oggi si concentrano soprattutto su appa- recchiature complesse o processi, talvolta nell’ot- tica di un minore impatto ambientale, talvolta con un forte focus sull’efficientamento energetico (che in parte poi è la stessa cosa). Nasce qualche nuova tecnologia anche nel mondo della rilevazione di segnali e della misura, ma con frequenza molto inferiore e con tanta resistenza in più al cambiamento da parte del mercato, piuttosto conservativo in termini di tecnologie di misura- zione. L’attenzione è senza ombra di dubbio catalizzata nella direzione dei protocolli di comunicazione, che affrontano seriamente, e ormai da qualche anno, il posizionamento della sensoristica e della strumentazione di processo nell’Internet delle cose (IoT). Ovvero strumenti in grado di comunicare in modalità slave e master con il classico sistema di collegamento Ethernet (questa volta però a 2 fili, studiato precisamente per il settore industriale). Il cambiamento da sistemi tradizionali analogici (4-20mA) o da protocolli di comunicazioni più evoluti come Hart, Foundation Fieldbus, Modbus o Profibus richiederà comunque un tempo di tran- sizione che non ritengo sarà inferiore ai 5-10 anni, contando sul fatto che dalla nuova tecnologia non nasceranno particolari controindicazioni. Anche Terranova partecipa allo sviluppo di questi prodotti con questa nuova logica e considero la seconda metà del 2023 il momento in cui potremo lanciare una prima versione dell’upgrade di gamma”. Lo scenario economico AS: Come ha reagito il Gruppo Terranova all’au- mento globale dei prezzi delle materie prime? Quali saranno le implicazioni sull’offerta? “Direi che Terranova ha reagito in modo equili- brato e il più possibile razionale, come sempre. Considerando il fatto che il periodo della pan- demia ci aveva già messo seriamente alla prova (ricordo che la nostra sede operativa appartiene a uno dei primi 13 Comuni interni cintura rossa insieme a Codogno, per cui abbiamo sofferto della totale interruzione delle attività per mesi) diciamo che questo 2023 poteva andare meglio. Cosa si potrebbe augurare di peggio a un’azienda manifatturiera che produce e assembla compo- nenti elettromeccanici e utilizza attrezzature in simultanea: • aumento di costo della materia prima (in particolare acciai normali e leghe speciali, ovvero il nostro pane quotidiano) fino in alcuni casi al 1.000%; • aumento di costo dei componenti elettronici avanzati (microprocessori, modem…) fino a oltre il 700% oltre che a una loro pressoché introvabilità sul mercato; • aumento dei costi dell’energia con conse- guente utilizzo limitato dei macchinari (sal- datrici, camere climatiche, ecc.). Dicevo, cosa si può augurare di peggio? Domanda retorica, e poi certo, c’è sempre peggio al peg- gio. E per natura tendiamo a non lamentarci mai. Constatiamo però che una volta tornati in modo interessante a lavorare e a esportare, grazie a una significativa ripresa del mercato e a un raf- forzamento dell’organizzazione e delle sinergie Per il gruppo Terranova, la cantieristica navale continua ad essere un mercato importante

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