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MARZO 2026 AUTOMAZIONE OGGI 468 | 25 Panorama I robot possono simulare scenari, generare dati di addestramento e acquisire nuove competenze senza essere riprogrammati manualmente. A questo si aggiunge l’emer- gere dell’Agentic AI, un approccio ibrido che combina la capacità decisionale strutturata dell’AI analitica con la flessibilità cognitiva della Generative AI, aprendo la strada a livelli di autonomia finora impensabili. Convergenza IT/OT: robot sempre più versatili Un altro trend strutturale è la convergenza tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT). L’integrazione tra sistemi informativi, piattaforme cloud e tecnologie di controllo fisico consente uno scambio di informazioni continuo e in tempo reale. Que- sto superamento dei tradizionali silos tecno- logici è uno dei pilastri dell’Industria 4.0 e dell’impresa digitale. Grazie a questa convergenza, i robot diven- tano nodi intelligenti di ecosistemi intercon- nessi, capaci di adattarsi rapidamente a nuovi compiti e contesti produttivi. Non a caso, le aziende che adottano soluzioni di robotica intelligente registrano in media incrementi di produttività fino al 40%, oltre a una mag- giore flessibilità operativa e a una migliore compliance alle normative di sicurezza. Sanità: quando la precisione diventa standard Il settore sanitario è tra i più avanzati nell’a- dozione della robotica intelligente. A livello globale, secondo il National Institutes of Health ( https://www.nih.gov/ ) , sono stati eseguiti circa 10 milioni di interventi chirur- gici con sistemi robotici. In Italia, oltre 2.200 chirurghi sono stati formati su queste tec- nologie negli ultimi 25 anni, e nel 2024 gli interventi robotici sono cresciuti del 50%. I benefici sono misurabili: maggiore preci- sione, riduzione delle complicanze e tempi di degenza più brevi fino al 50%. Ma la ro- botica sanitaria non si limita alla sala opera- toria: i robot per la riabilitazione, basati su algoritmi di intelligenza artificiale, persona- lizzano le terapie in base ai progressi del pa- ziente, mentre sistemi autonomi gestiscono il trasporto di farmaci, materiali e strumenti all’interno delle strutture ospedaliere. Industria e logistica: efficienza misurabile Nel mondo industriale, i robot collaborativi (cobot) lavorano fianco a fianco con gli ope- ratori umani, rilevando movimenti e presenze per garantire elevati standard di sicurezza. Le applicazioni spaziano dall’assemblaggio di precisione al controllo qualità, dalla saldatura alla movimentazione dei materiali. La logi- stica rappresenta un altro ambito di forte tra- sformazione. I robot mobili autonomi (AMR) ottimizzano i flussi di magazzino e le rotte di consegna, con una riduzione dei costi opera- tivi compresa tra il 25% e il 30%. In parallelo, droni e sistemi automatizzati stanno ridefi- nendo il concetto di last mile , soprattutto nei contesti urbani ad alta densità. Umanoidi: dalla sperimentazione alla realtà industriale Il 2026 segna un punto di svolta anche per i robot umanoidi. Progettati per operare in ambienti pensati per l’uomo, come fabbriche, magazzini e spazi commerciali, gli umanoidi promettono una flessibilità superiore rispetto all’automazione tradizionale. Dopo le prime sperimentazioni nel settore automotive, il loro impiego si sta estendendo alla manifattura e alla logistica. La sfida principale non è più la fattibilità tecnologica, ma la sostenibilità in- dustriale: tempi di ciclo, consumi energetici, costi di manutenzione e livelli di sicurezza devono allinearsi agli standard del settore. Colossi come Tesla, Nvidia e Amazon stanno investendo in modo significativo, mentre in Cina e Giappone gli umanoidi sono già utiliz- zati anche in contesti educativi e sociali. Sicurezza, dati e responsabilità Con l’aumento dell’autonomia e dell’intera- zione uomo-macchina, la sicurezza assume un ruolo centrale. I robot devono essere pro- gettati secondo rigorosi standard ISO, ma crescono anche le preoccupazioni legate alla cybersecurity. I sistemi connessi al cloud e le piattaforme di controllo remoto sono potenziali bersagli di attacchi informatici. La gestione dei dati sensibili (immagini, audio e flussi sensoriali) solleva interrogativi etici e le- gali, mentre l’opacità di alcuni modelli di deep learning rende complessa l’attribuzione delle responsabilità in caso di incidenti. Da qui la crescente richiesta di quadri normativi chiari, in linea con il Gdpr e le future regolamenta- zioni europee sull’intelligenza artificiale. Robot e lavoro: una risposta alla carenza di competenze In un contesto segnato da una carenza glo- bale di manodopera qualificata, la robotica emerge come alleata strategica. Automatiz- zare le attività ripetitive consente di ridurre lo stress dei lavoratori, migliorare la sicurezza e liberare risorse umane per compiti a maggior valore aggiunto. Il coinvolgimento dei dipen- denti nei processi di implementazione è fon- damentale per favorire l’accettazione delle nuove tecnologie. Parallelamente, aziende e governi stanno investendo in programmi di reskilling e upskilling, trasformando la robo- tica in un fattore di attrattività anche per le nuove generazioni. Uno sguardo al futuro Le stime indicano che la robotica basata su intelligenza artificiale crescerà del 280% entro il 2030, con un tasso annuo del 7% fino al 2026. Modelli come il Robot as a Service (RaaS), l’edge computing e la robotica soste- nibile renderanno queste tecnologie sempre più accessibili anche alle PMI. Il messaggio che emerge è chiaro: la robotica non è più un’opzione tecnologica, ma una scelta strategica. E nel 2026, più che mai, sa- ranno i dati a dimostrare chi è pronto a gui- dare la trasformazione della nuova economia uomo-macchina. Foto: Shutterstock Progettati per operare in ambienti pensati per l’uomo, come fabbriche, magazzini e spazi commerciali, gli umanoidi promettono una flessibilità superiore rispetto all’automazione tradizionale

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