AO_438

MAGGIO 2022 AUTOMAZIONE OGGI 438 | 17 itengo non ci si sbagli quando si afferma che oggi la totalità delle applicazioni di au- tomazione industriale, dal controllo locale di una singola macchina utensile, fino alla gestione delle linee di produzione di un in- tero impianto, vedono l’uso di uno o più PLC, eredità dell’avvento delle tecnologie digitali in campo industriale. Ma questi PLC, dive- nuti sempre più potenti e performanti, sono generalmente soluzioni chiuse, basate per esempio su sistemi operativi proprietari. Se un tale approccio è risultato finora efficace nell’affrontare i tradizionali compiti dell’indu- stria manufatturiera (e di processo), la richie- sta di una sempre maggiore diversificazione e flessibilità, per esempio per poter gestire lotti diversificati e bassi volumi, ne ha iniziato a mostrare alcuni limiti. Per rispondere a questa richiesta, uno dei cambiamenti che hanno portato i para- digmi dell’Industria 4.0 (I4.0) e dell’Industrial Internet of Things (IIoT) è legato al ruolo e all’uso dell’open source, di fondamentale importanza in ambiti quali l’office e il con- sumer, e oggi sempre più anche nel conte- sto industriale. Il numero delle piattaforme destinate alle applicazioni di monitoraggio e controllo che hanno alla loro base versioni open source del sistema operativo Linux, è in continua ascesa. L’apertura all’uso del software ‘gratuito’, come spesso si pensa quando ci si riferisce al software libero, in specifiche applicazioni di controllo ha per- messo non solo di ridurre al minimo i costi (e i rischi) legati al processo di sviluppo, ma ha consentito anche di aumentare la fles- sibilità della soluzione proposta, requisito fondamentale per adeguarsi agli scenari di produzione fortemente dinamici come quelli prospettati dall’I4.0. L’apertura all’o- pen source ha fatto emergere ‘modi di pensare’ alle applicazioni industrial non convenzionali, unitamente all’adozione di strategie di marketing (per dati, prodotti e servizi) innovative. Pur restando sacche di ‘resistenza’, a volte motivate anche da conoscenze parziali e limitate del fenomeno, che considerano le soluzioni aperte non affidabili, è sempre più generalizzato un ripensamento. Non è sbagliato affermare che Linux sia oggi il si- stema operativo più comune dei moderni sistemi di controllo, oltre che dei dispositivi, in ambito IIoT. Sono sempre più i player tra- dizionalmente focalizzati sulle soluzioni di automazione industriale che hanno scelto di abbracciare l’open source, consapevoli dei vantaggi derivati, per esempio, dal supporto delle comunità, che negli ambiti office e con- sumer hanno generalmente comportato una qualità e stabilità degli applicativi superiore a quella del software chiuso. Forse però il principale vantaggio dell’open source è legato al tema della sicurezza e degli attacchi informatici. L’adozione di Linux, per esempio, ha permesso di ricorrere a varianti che possono essere definite ‘Secure by De- sign’ grazie all’adozione di kernel minimali, che pertanto limitano la superficie di attacco di possibili incursioni esterne. Inoltre, la sco- perta di eventuali vulnerabilità è immediata- mente portata a conoscenza della comunità, permettendo in tempi rapidi di trovare e ren- dere disponibili soluzioni e patch. Ma occorre fare attenzione alle diverse tipo- logie di licenza, ‘Copyleft’ o ‘Non-Copyleft’, per esempio. Nel primo caso, infatti, richie- dono che anche il codice rivisto e modificato debba essere reso disponibile alla comunità, mentre nel secondo no. Quest’ultimo ap- proccio è ovviamente più interessante se si pensa a possibili applicazioni industriali, per cui i risvolti commerciali sono importanti tanto quanto quelli tecnici. Infine, è interessante sottolineare come più recentemente abbia preso piede il cosiddetto movimento dell’open source hardware, un termine che si riferisce a un qualsivoglia sistema/apparato fisico pro- gettato e offerto agli utenti in accordo alle stesse licenze del software open source, ov- vero garantendo agli stessi utenti la possibi- lità di studiarlo, modificarlo e redistribuirlo. In questo contesto è interessante sottoline- are l’enorme interesse che ha suscitato la piattaforma ISA (Instruction Set Architecture) Risc-V, che da più parti è indicata come l’al- ternativa open al monopolio della ISA x86 di Intel e che potrebbe portare a un intero eco- sistema, tanto per le parti software che per quelle hardware, aperto. Pertanto, sono sempre di più le luci che vanno a rischiarare e rendere meno paurose le ombre legare all’uso dell’open source anche in ambito industriale. Come si suole dire… se son rose fioriranno! Il futuro sarà ‘aperto’? Emiliano Sisinni, Comitato tecnico di Automazione Oggi e Fieldbus&Networks AUTOMAZIONE OGGI R

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