Sick lancia PS30, il sensore che legge le immagini come un lettore di tacca

Pubblicato il 14 febbraio 2017

Sick lancia PS30, un sensore opto-elettronico ideato per un rapido e preciso rilevamento della presenza e posizione di etichette, materiali per il confezionamento o bottiglie. La caratteristica principale di questo Pattern Sensor è di leggere le immagini con la velocità di funzionamento di un lettore di tacca. PS30 rileva formati complessi anche quando scorrono ad alta velocità, fino a 10 m/s. Essendo sviluppato sulla tecnologia di un sensore lineare, PS30 fornisce un segnale risoluto e stabile, caratteristica per applicazioni nel settore del packaging.

Il lettore memorizza delle aree d’interesse comprese all’interno del formato da controllare utilizzandole come riferimento per determinare in modo preciso la posizione di taglio o di offset; non sono pertanto richieste tacche di riferimento. Questa peculiarità offre immediati e rilevanti vantaggi, quali una maggiore libertà di progettazione, una riduzione significativa dei consumi del materiale e un efficace controllo del processo.

La messa in servizio del sensore è facile e veloce: PS30 può essere configurato dal pannello di controllo di cui è dotato attraverso il software di supporto SOPAS o l’HMI della macchina. Sono disponibili delle function block software utili per l’integrazione del sensore in rete e per la semplificazione dei cambi formati durante il processo, con un conseguente risparmio di tempo in fase di programmazione.

Il PS30 è una soluzione flessibile, ideale per rispondere alle tendenze del settore packaging che richiedono l’utilizzo di etichette sempre più artistiche e, per questo, sempre più complesse e particolari agli occhi di un sensore.
Oltre a offrire una possibilità di progettazione macchina senza vincoli, il PS30 permette di rilevare sia i formati presenti su film in continuo (tipiche bobine di etichette) sia singoli oggetti. Grazie alla tecnologia di cui è dotato il Pattern Sensor, i formati sono rilevati correttamente senza l’ausilio di tacche, ossia dei riferimenti di stampa, con un conseguente risparmio di materiale. Ciò è possibile perché il sensore analizza e immagazzina delle determinate aree di interesse. Questa particolare modalità di lavoro determina brevissimi tempi di risposta e un rilevamento accurato della posizione, anche ad alte velocità.



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