Le reti aperte e intelligenti alla base della digitalizzazione: parola di IT

Malgrado le preoccupazioni per la sicurezza e per la mancanza di competenze, i CIO devono essere i promotori dell’apertura come motore per il successo: questo emerge da una ricerca condotta da Juniper Networks

Pubblicato il 7 ottobre 2016

Juniper Networks, fornitore di tecnologia a supporto di reti automatizzate, scalabili e sicure, ha condotto una ricerca di mercato dalla quale emerge che per i responsabili IT delle aziende europee le reti sono uno degli elementi guida verso la possibile trasformazione digitale e vedono l’adozione delle reti open come la soluzione a tali sfide per rendere possibile la trasformazione digitale e vedono l’adozione delle reti aperti come la soluzione a tali sfide.

La ricerca indica, inoltre, che i CIO e team strategici interfunzionali hanno l’opportunità di dimostrare come l’open networking sia la giusta risposta alla necessità del top management di avere un IT capace di supportare la trasformazione del business e il successo commerciale. La ricerca è stata commissionata da Juniper a Loudhouse Research per indagare l’atteggiamento dei professionisti IT dell’area Emea nei confronti dell’adozione di reti open e del loro potenziale nel conferire valore al business.

Allo stesso tempo, la ricerca ha rilevato le preoccupazioni da parte dei responsabili IT verso l’adozione dell’open networking, nonostante tutti i benefici di cui sono consapevoli. Queste preoccupazioni ruotano attorno all’efficacia delle misure di sicurezza in un ambiente aperto, alla mancanza di competenze nella gestione di reti automatizzate software driven e alle difficoltà di integrazione con le architetture esistenti. Per mitigare tutto questo, poiché le tecnologie SDN/NFV vengono adottate per creare ambienti di rete aperti, i responsabili IT chiedono ulteriori livelli di formazione per il management IT, una maturazione della tecnologia, una maggiore adozione di standard e la presenza di forti partner tecnologici.

In breve
● l’82% degli intervistati si identifica nella situazione in cui le necessità dell’azienda richiedono un’evoluzione di rete, creando nuove sfide per la funzione IT.
● il 93% dichiara che la sua azienda si affida a un’ infrastruttura di rete innovativa e flessibile per sostenere le performance aziendali nello scenario competitivo odierno.
● il 66% afferma che la rete si misura più sull’efficacia e sulla capacità di rispondere a un’ampia gamma di bisogni aziendali, piuttosto che sulla base di capacità e performance.
● il 50% crede che il CIO si trovi nella posizione ideale per introdurre l’open networking in azienda, mentre il 29% ritiene che l’obiettivo possa essere realizzato da team strategici interfunzionali.
● Vi è un forte entusiasmo per l’open networking: l’83% degli intervistati esprime il proprio supporto per queste iniziative. Anche tra coloro che non sono ancora impegnati attivamente, il 68% dice che la sua organizzazione muterà atteggiamento nei prossimi 36 mesi. Il 78%, infine, è convinto che l’open networking rappresenti un approccio più flessibile all’IT e più in linea con gli obiettivi di business.
● Il 43% ha citato le preoccupazioni per la sicurezza e la compliance come ostacoli principali all’adozione dell’open networking. Per il 34% è motivo di preoccupazione anche la mancanza di competenze specifiche, mentre il 32% ha citato le difficoltà di integrazione con i sistemi legacy.
● Il 53% pensa che aumentare la formazione dello staff IT su SDN/NFV potrebbe aiutare a ridurre i rischi percepiti per la sicurezza; il 47% ha citato la maturazione della tecnologia come fattore per la riduzione dei rischi; il 45% auspica una maggiore adozione degli standard; il 38% ritiene che lavorare con un partner tecnologico fidato sia un fattore significativo di successo.

La ricerca, realizzata nell’agosto 2016, ha coinvolto 800 decisori IT in Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Svezia, Gran Bretagna e U.A.E. in aziende da 1.000 a oltre 5.000 dipendenti. I settori coinvolti comprendono pubblica amministrazione, sanità, retail e distribuzione, media e broadcast, utility, manifatturiero e costruzioni, trasporti e logistica.

 

 



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