Uomini & Imprese n° 10 – novembre 2015

Alternanza scuola-lavoro è il modello da seguire

In Europa l’Italia è agli ultimi posti per capacità di introdurre nel mondo del lavoro i giovani tra i 15 e i 24 anni. Emerge la fotografia di un Paese che lascia i suoi giovani quasi in situazioni di auto-impiego, offrendo percorsi scolastici spesso completamente scollegati dalle reali esigenze di chi effettivamente può loro offrire delle opportunità. Il miracolo del lavoro oggi è più difficile che negli anni ’50: allora l’Italia doveva ripartire quasi da zero mentre oggi è una potenza manifatturiera in un mondo diventato estremamente competitivo dove occorre scommettere sui nuovi driver di sviluppo. La ripresa economica fatica a tradursi in una vera inversione di rotta nell’occupazione dei giovani, che restano ancora ai margini del mercato. In questo senso sono fondamentali le politiche del Governo. Si sono rivelati poco efficaci i bonus occupazionali legati alla Garanzia Giovani ma anche quelli legati al Jobs Act che hanno premiato di più i giovani già nel mercato rispetto a quelli che necessitano di entrarci. Le possibilità di recuperare questo enorme terreno perso sono ora affidate al rilancio dell’apprendistato e ai percorsi duali di alternanza scuola-lavoro che il Governo ha in animo di attuare nel 2016. L’alternanza scuola-lavoro è la premessa più razionale per l’approdo al posto di lavoro. Il confronto con la Germania, dove il modello duale è preso a modello, è stridente: il tasso di occupazione giovanile in Italia è pari al 15,1% contro il 43,8% tedesco; quello di disoccupazione viaggia al 41,1%mentre nel Paese teutonico al 7%; l’11,2% del lavoro giovanile in Italia è fatto da lavoratori indipendenti (per lo più partite IVA) contro l’1,1% in Germania. Ma al di là delle necessarie politiche governative, è basilare intervenire sull’approccio burocratico che svilisce e spesso anestetizza ogni tentativo normativo. L’Italia, anche se è il secondo Paese più vecchio del mondo, deve finalmente considerare i giovani per quello che realmente sono: l’energia per il domani.

Luca Rossi