Internet of light: la luce diventa digitale

Assil ha illustrato lo stato dell’arte della trasformazione digitale e le opportunità legate allo sviluppo della gestione digitale della luce

Pubblicato il 15 dicembre 2018

Negli ultimi anni il mondo dell’illuminazione ha subito una radicale trasformazione, stimolata principalmente dall’evoluzione tecnologica delle sorgenti LED e dalla transizione verso l’elettronica che stanno portando l’illuminotecnica ad acquisire un ruolo inedito come infrastrutture di trasmissione dati.
Considerata l’importanza strategica che questa rivoluzione ricopre per il mondo dell’illuminazione, Assil (Associazione Nazionale Produttori Illuminazione federata ANIE) ha organizzato l’incontro “Internet of Light: illuminati e connessi” che, grazie al contributo di esponenti del mondo accademico, scientifico, tecnologico e progettuale, ha delineato lo stato dell’arte e illustrato gli scenari futuri e le opportunità legate allo sviluppo della gestione digitale della luce.

Aldo Bigatti, Vice Presidente Assil, nel suo discorso ha voluto evidenziare il valore dell’incontro come punto di partenza per futuri approfondimenti e sviluppi anche nell’ambito di “Formazione in Luce”. Il progetto culturale e formativo congiunto Assil-AIDI, anche grazie al supporto di Areti, Bridgelux, Cariboni Group, Enel X Italia, IMQ, Linergy, Simes e ZG Lighting, nel 2019 giungerà alla terza edizione con l’obiettivo di promuovere la promozione, con sempre maggiore forza, un ecosistema culturalmente avanzato in sintonia con le vivaci dinamiche di un settore in rapida evoluzione. Gian Paolo Roscio, Presidente AIDI, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa quale momento di discussione e confronto per la crescita dell’intera filiera dell’illuminazione nell’ambito della più ampia collaborazione strategica tra le due associazioni.

Giorgia De Bernardi, Ricercatore dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, ha illustrato l’evoluzione del mercato della smart city e della smart home in Italia. Il primo ha mostrato timidi segnali di risveglio, sebbene le iniziative tendano ancora ad arenarsi dopo la fase di slancio iniziale. Nonostante ogni anno un numero consistente di comuni italiani continui ad avviare progetti in ambito smart city, le iniziative avviate risultano penalizzate da barriere ormai croniche. Lo snodo cruciale su cui fare leva per il rilancio della smart city è la creazione di opportuni ecosistemi che generino valore per l’intera comunità. Nel 2017, migliori segnali di crescita sono stati registrati invece per il mercato della smart home. La filiera di tipo “tradizionale” mantiene un ruolo di leadership in questo contesto, anche se una quota sempre più consistente è generata in canali di vendita alternativi: retailer online e offline, assicurazioni, telco e utility rendono la casa smart accessibile a un pubblico sempre più vasto. Gli oggetti connessi iniziano a diffondersi anche nelle case degli italiani, e l’installazione da parte di un professionista rimane ancora un elemento importante per buona parte dei consumatori.

Marco Guiducci, Project Manager & Consultant di Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, ha sottolineato come l’illuminazione, in ambito residenziale, industriale e nella Pubblica Amministrazione, rivesta un ruolo di primaria importanza sia nell’impiego di energia elettrica, sia per garantire il comfort con il quale si vive un ambiente di lavoro o di svago o di riposo. Nonostante questa centralità di ruolo nella quotidianità, l’illuminazione storicamente ha ricevuto una ridotta attenzione nel dibattito sull’efficientamento energetico e sulla diffusione degli edifici “smart”. Tale dinamica tuttavia si sta radicalmente modificando grazie all’integrazione tra le sorgenti luminose efficienti e tecnologie digitali, che contribuiscono ad abilitare l’erogazione di servizi smart. Facendo riferimento solamente all’ambito della Pubblica Illuminazione, si prevede ad esempio tra il 2019 e il 2025, in uno scenario inerziale, l’installazione di oltre 5,4 milioni di punti luce efficienti (di cui circa il 10% dotato di soluzioni abilitanti i servizi smart). Questa transazione verso una illuminazione “digitale” porterà benefici per l’intero sistema Paese: si stima infatti che tale riconversione di punti luce pubblici genererà un beneficio netto pari a oltre 3,6 miliardi di euro.

Tra i temi legati alla digitalizzazione, la sicurezza informatica è oggigiorno sempre più una priorità. Di cybersecurity ha parlato Marco Anisetti, Ricercatore presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano, che ha evidenziato come a livello di Commissione Europea questa tematica rappresenti la seconda emergenza planetaria dopo i cambiamenti climatici, con un forte impatto per le aziende nei diversi settori, piccole o grandi che siano. Ad esempio, nel solo 2016 i danni accertati prodotti dal furto di dati sono ammontati a più di 4 miliardi di euro. Con l’avvento dell’Internet of Things lo scenario è diventato ancor più complicato se si considera che il perimetro da difendere si è arricchito di dispositivi dalle risorse limitate, vulnerabili e pervasivi.

Un approfondimento delle applicazioni tecnologiche dell’illuminazione digitale è stato fatto da Andrea Balzarotti Managing Director di Zetaqlab, che ha parlato di come la tecnologia wireless stia rivoluzionando il mondo dei Lighting Controls, in particolare per le applicazioni dove il relamping degli apparecchi richiederebbe uno sforzo eccessivo per l’aggiornamento anche dell’impianto elettrico, come ad esempio in ambito industriale. Nel corso dell’intervento sono stati presentati alcuni progetti realizzati con lo scopo di condividere i principali vantaggi introdotti da questa tecnologia e valutare le nuove opportunità presenti sul mercato dal punto di vista tecnologico.

I lavori sono stati chiusi dalla tavola rotonda che ha messo a confronto i diversi attori della filiera sull’impatto che il processo di digitalizzazione sta avendo sull’illuminazione. Roscio, che è anche Responsabile di Iren Energia, ha illustrato come le utility abbiano da diverso tempo percepito l’importanza della digitalizzazione come opportunità di business comportando di fatto il passaggio dalla pura vendita di commodity alla gestione dei servizi integrati. In questo contesto, la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e utility su servizi in ambito urbano e building rivestirà un ruolo sempre più importante e strategico, ma è necessaria e imprescindibile la regolamentazione del mercato. Silvia Cesarini, R&D & Innovation Manager di Deloitte ha illustrato le principali fonti di finanziamento per lo sviluppo di tecnologie e progetti innovativi. A livello comunitario i principali fondi pubblici comunitari sono Horizon 2020, il più grande programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea con quasi 80 miliardi di euro di finanziamenti stanziati in 7 anni, e LIFE, strumento finanziario dell’UE a sostegno dei progetti di tutela dell’ambiente. A livello nazionale il Piano Nazionale Impresa 4.0 supporta e incentiva le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, attraverso Iper-ammortamento e Superammortamento.

Roberto Filipelli, Cloud & Enterprise Partner Development Director Microsoft, ha parlato delle future sfide tecnologiche come ad esempio il passaggio al 5G, che richiederà un miglioramento graduale delle misure di sicurezza. I principali operatori di servizi in cloud sono già al lavoro per l’implementazione di standard di sicurezza dal microcontrollore fino alla cloud, che consentiranno il contestuale abbattimento dei costi. Infine, Paolo Di Lecce, coordinatore del nuovo Focus Group di ASSIL dedicato alla Digitalizzazione, ha evidenziato come sussistano dei limiti nel processo di digitalizzazione della luce, ancora troppo spesso associato alla sola implementazione del risparmio energetico. L’attivazione del Focus Group Digitalizzazione Assil, che si affianca agli altri gruppi di lavoro già attivi su tematiche specifiche a livello associativo, rappresenta un passaggio importante per comprendere il ruolo che deve avere la luce nel processo di digitalizzazione. Obiettivo principale sarà quindi l’analisi dei bisogni che il mercato sta esprimendo nei diversi segmenti (building, retail, IP ecc.), monitorando e analizza lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione, connessione e interoperabilità fra i prodotti e sistemi nei diversi ambiti applicativi, anche con l’ausilio di esperti esterni, sia nell’illuminazione, che nei sottosistemi contigui (misure, calore, accessi, ecc.) vicini alla IoT.

Grazie dunque alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, la luce può non solo abbracciare la trasformazione digitale in atto, ma diventare una vera e propria infrastruttura per lo sviluppo di sistemi interconnessi. La diffusione dei punti luce e la transizione dall’illuminazione tradizionale all’illuminazione allo stato solido semplificano la conversione dei punti luce in nodi IP.
Gli apparecchi di illuminazione sono la piattaforma ideale per l’integrazione di componentistica elettronica e la creazione di una rete estesa per la trasmissione di dati, promuovendo l’illuminazione quale protagonista della trasformazione digitale e per lo sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate sia in ambito building che urbano. Nei prossimi anni una delle opportunità di sviluppo più importanti per le aziende dell’illuminotecnica e per la filiera nel suo complesso sarà quindi la visione della luce come infrastruttura di comunicazione.



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