Festo ha ospitato a Varignana alcune tra le esperienze I4.0 più riuscite

Pubblicato il 3 dicembre 2017

Le esperienze tecnologiche, i casi applicativi e le prospettive in termini di nuovi business model che già si affacciano all’orizzonte con una portata decisamente rivoluzionaria. Il mondo dell’industria italiana, dai produttori di tecnologia agli OEM agli end user, si interroga e si confronta, condividendo apertamente idee e strategie per affrontare in modo unitario la grande sfida della digitalizzazione chiamata Industry 4.0. A Varignana, nel bolognese, nella suggestiva cornice del resort Palazzo di Varignana, Festo ha completato il percorso 2017 degli appuntamenti dedicati alla quarta rivoluzione industriale, con un convegno dal titolo ‘La voce di chi produce’.

Operazione culturale di ampio respiro, quella voluta dal management italiano della multinazionale tedesca, che ha centrato l’obiettivo di far crescere il livello della discussione, passando dalla semplice vetrina tecnologica alle tante possibili strategie legate alla tecnologia stessa. Questo l’intento dichiarato proprio da Antonio Parodi, managing director di Festo Italia, che ha salutato il pubblico presente nell’auditorium (oltre 170 persone) presentando il convegno come “un focus sull’influenza della tecnologia sull’intera catena del valore. Per questo” ha aggiunto Parodi “abbiamo invitato chi produce tecnologia, come Festo e Microsoft, chi produce macchine e chi utilizza tecnologie e macchine”. Obiettivo degli incontri era “confrontarci, porre delle domande e condividere riflessioni. Senza per forza voler dare delle risposte univoche”.

Tra gli interventi più significativi, moderati dal direttore di Festo Academy Alessandro Enna, quello di Bruno Carminati, Lean Organization Senior Consultant di Festo CTE, che ha affrontato il tema della digitalizzazione dal punto di vista della consulenza alle aziende, identificando alcuni passaggi nella transizione aziendale verso la smart factory. “Occorre anzitutto capire se costruire una strategia che renda più efficienti sul piano del mercato di riferimento o che costruisca la leadership dell’azienda, lavorando in termini di prodotto sul market driven o sull’innovazione”. Dal punto di vista delle operation, dunque, Carminati ha presentato i passaggi chiave di questa transizione verso la fabbrica del futuro, sintetizzandoli in sei parole chiave sulle quali è necessario lavorare. “Parliamo di interoperabilità, di virtualizzazione, di decentralizzazione, di capability dei processi in tempo reale, di interfaccia uomo macchina e di modularità”. Su una scala virtuale che contempli questi elementi, è necessario indirizzare l’azione organizzativa in termini di operation. “Lo si può fare” ha chiarito Carminati “con una strategia top down, che parte dalla strategia per definire assessment e progetti, o con una strategia bottom up che parte dalla definizione dei problemi per identificare analisi sprechi e soluzioni industry 4.0”.

Ha poi preso la parola Carlo Moretti, Industry Principal Solution Specialist per Microsoft Western Europe, che ha introdotto il concetto di ‘percorso verso la digitalizzazione’, un percorso per il quale “il fattore umano è essenziale”. Ma è l’approdo ai nuovi business model il vero fulcro dell’intervento di Moretti, che ha sottolineato come la digitalizzazione porta le aziende a “cambiare completamente il proprio modello di business”. Digitalizzare significa infatti avere a disposizione grandi numeri che processati divengono informazioni. “Oggi molte aziende anche di grandi dimensioni non vendono più asset fisici, pur producendoli, ma vendono i servizi che tali strumenti danno, il fatto che non si rompano, che rendano per quanto prestabilito…”.

Importante poi sottolineare come la digitalizzazione ha prodotto il ritorno delle grandi produzioni manifatturiere nei Paesi occidentali. Festo, proprio con l’obiettivo di semplificare la supply chain e tornare a produrre i propri componenti più vicino a clienti e fornitori, ha realizzato il technology plant di Scharnhausen (Germania). Lo ha spiegato Alessandro Ferioli, Product Manager Electric Automation e Industry 4.0 Project Leader di Festo Italia, raccontando come “per recuperare competitività, Festo ha scelto di tornare a produrre alcuni pezzi in Germania. Scelta possibile grazie alla digitalizzazione della fabbrica, che ha prodotto di conseguenza un altissimo livello di automazione, fondata sulla modularità, su un monitoraggio energetico che ha consentito risparmi considerevoli e sulla virtualizzazione usata sia in termini di progettazione sia per apportare correttivi”. Ma c’è di più: “A Scharnhausen i tablet vengono utilizzati come device con caratteristiche di realtà aumentata. L’operatore che passa di fianco alle macchine, infatti, riceve sul tablet direttamente le informazioni che gli servono per valutare il buon funzionamento delle stesse. In tal modo è possibile monitorare il funzionamento, predire eventuali guasti, persino prenotare direttamente eventuali pezzi di ricambio a magazzino. Parallelamente – ha proseguito Ferioli – si è scelto di dedicare un’ampia sezione dello stabilimento a test per la riconfigurabilità delle linee, nella logica di formazione on the job”.

Insomma, modularità, customizzazione, capacità di riconfigurazione realtime e manutenzione predittiva sono alcune delle parole chiave scelte da Festo.
Così come smarthandling e smartpicking sono alcune delle parole su cui ha fondato la sua strategia ABB, il cui Supply Chain Management & Production Processes Manager Fabio Golinelli ha illustrato, esemplificando attraverso un viaggio nello stabilimento di Dalmine, come per il colosso svizzero Industry 4.0 sia un approdo naturale di un percorso che inizia con l’adesione ai principi della Lean Manifacturing.

Interessanti poi i contributi di Elvio Rocco, BabyCare Operation Manager di Fater, che ha portato un eccellente esempio di azienda fondata sul project management e sulla imprenditorialità diffusa; o di Enrico Giaquinto, Industrial Operations Director di Angelini Farmaceutici, che ha voluto ricordare come nella scelta di ‘benefit sharing’ e di collaborazione risiede un’ottima strada per la realizzazione di un sistema virtuoso e diffuso. Pietro Gandolfi, Head of Product Management Complete Lines and Agility 4.0 di Sidel, ha presentato il programma ‘Agility 4.0’ fondato su personalizzazione del prodotto e risposte alle esigenze dei consumatori. “Vendere un servizio invece della macchina è un’opzione che senza Industry 4.0 sarebbe stata impensabile”. Infine, Emilio Cavazzini, Direttore Operations, Elettric80, ha presentato il modello flessibile e modulare dei magazzini ad alta densità, e Paolo Maifredi, Operations Director di Buffoli Transfer, ha raccontato come sia necessario concepire linee più che singoli macchinari.



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