Context: Italia ignora i vantaggi della smart home ma nel futuro investirà

Pubblicato il 10 maggio 2016

Italia ancora indietro sulla casa intelligente. Secondo un recente sondaggio condotto da Context su un campione di 2500 consumatori in Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia rivela che il nostro Paese non è ancora realmente pronto ma si tratta di scarsa conoscenza dei vantaggi che la Smart Home può apportare in termini di qualità di vita, efficienza e risparmio energetico. Al primo posto della classifica si colloca la Germania: per conoscenza, desiderio e spesa relativi alla casa intelligente, seguita da Regno Unito, Francia e Spagna; chiude la classifica l’Italia.
Se dalla ricerca emerge che gli italiani immaginano di vivere in una casa corredata da apparecchi di ultima generazione nel lungo periodo, non nell’immediato, le donne italiane sono le più propense alla casa intelligente.
Il 100% delle donne intervistate, infatti, ha risposto affermativamente alla domanda se fossero interessate a spendere fino a 5mila euro per rendere la propria casa intelligente.

Gli italiani mettono al primo posto il comfort, tra i vantaggi, che segna un 33,4% di preferenze: rientrare a casa e trovare un ambiente perfettamente accogliente o la cena cotta a puntino in forno, rappresentano benefit di forte appeal; al secondo posto, con il 20,8%, la sicurezza; seguono le commodity come regolazione temperatura, spegnimento luci o abbassamento tapparelle con il 19,8%; la cura dei parenti anziani per il 19,2% e infine l’entertainment con il 14,6%.

Per gli italiani hanno è la cucina la stanza che per prima vorrebbero Smart in casa propria con il 61,2% delle preferenze, rispetto alla camera da letto con il 16,6% e al living con il 11,3%.
Se si affronta il tema della Smart Home legato ai servizi correlati, come quelli legati alla salute o alla sicurezza, i consumatori manifestano maggiore propensione a investire nella casa intelligente.
In particolare, il 24,8% degli intervistati sarebbe disposto a spendere per la propria sicurezza grazie a sistemi collegati direttamente alle forze dell’ordine; il 15,2% degli italiani si dice interessato ad installare apparecchi che consentano il collegamento con la compagnia assicuratrice in caso di allagamento o altri incidenti domestici; il 32,2% è invece favorevole a soluzioni che rendano possibile collegarsi direttamente con il proprio medico o con l’ospedale più vicino in caso di necessità.

Il sondaggio rivela, inoltre, il ruolo chiave dei rivenditori specializzati in elettrodomestici ed elettronica di consumo: su di loro gli italiani ripongono la massima fiducia per ottenere informazioni e installare prodotti di domotica.
Isabel Aranda Country Manager  di  Context dichiara: “L’ecosistema della Smart Home ha bisogno di collaborazione da parte di tutta l’industria in modo da stimolare attivamente la domanda ed educare il consumatore finale.”
Adam Simon, Global Managing Director, Retail di Context continua: “Il 50% dei partecipanti ha dichiarato di essere preoccupato quando è fuori casa, ma soltanto il 9% ha sentito parlare delle camere IP. Pertanto l’educazione del consumatore italiano è una sfida fondamentale da affrontare nel breve termine”.
Salvatore Paparelli, Presidente Ediel Holding, commenta: “I dati del sondaggio parlano chiaro: gli italiani ne sanno ancora poco. Questo deve essere uno stimolo a fare meglio per tutta la filiera e a informare correttamente i consumatori sui reali vantaggi della Smart Home, in termini di risparmio energetico, di innovazione continua e di elevata qualità di vita. L’evoluzione degli elettrodomestici ha segnato la storia del nostro Paese, pensiamo ai primi frigoriferi e alle prime TV nelle case degli italiani, e i rivenditori specializzati sono sempre stati al fianco dei consumatori per informarli e consigliarli al meglio. Oggi viviamo un ulteriore cambio epocale, quello della casa digitale. E’ un trend irrinunciabile, sul quale è necessario puntare per essere al pari del resto d’Europa e per progredire”.



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