Effinciency_and_Environment_03_2020

140 Efficiency & Environment - Marzo 2020 Approfondimenti vengono richieste diverse operazioni. Fra le più diffuse, si annoverano: il trasporto della materia prima (polveri o granuli), la fusione della stessa in pressione e il trasporto del fuso. Tale sequen- za sussiste in tutte le aziende, eccetto quelle che operano a partire da bobine di film o foglia già pronte sulle quali vengono effettuate lavorazioni secondarie, quali il taglio, la stampa e la termo- formatura. Altre operazioni, come l’essiccamen- to della materia prima, la miscelazione, il degas- saggio, possono non essere necessarie in base alla materia prima trattata e allo standard di qua- lità richiesto per il prodotto finale. Viene definita estrusione la fase di trasporto, fusione e pres- surizzazione del fuso, trattasi della lavorazione necessaria alla formatura del prodotto, essa può essere classificata come continua o intermitten- te in funzione della modalità di attraversamento del fuso nella macchina. Ad ogni modo, la for- matura avviene fissando una geometria all’usci- ta dell’estrusore ed eseguendo il raffreddamen- to controllato del materiale fuso. Ad esclusione dei processi di produzione di profilati e tubi per i quali l’operazione si indica, genericamente, come estrusione, negli altri casi, la lavorazione acquisisce il nome dalla fase di formatura carat- teristica. Si può trattare di: estrusione di granu- lati; estrusione di film (cast e blow), stampaggio a iniezione, estrusione-soffiaggio di corpi cavi, stiro-soffiaggio di preforme, termoformatura. Per il settore della gomma, nel DOC sono state trattate le lavorazioni per le quali la numerosità dei dati è risultata sufficiente, ossia: il mescola- mento, lo stampaggio a iniezione, la trafilatura, la calandratura e la post-vulcanizzazione. La struttura energetica Per la determinazione degli IPE di riferimento, i Fogli Excel riferiti a gomma e plastica, estrat- ti dalla banca dati sulle DE obbligatorie tramite i codici Ateco, hanno rappresentato il punto di partenza. Le integrazioni sono state ottenute tramite contatti diretti con l’associazione di ca- tegoria e con le singole imprese. I Fogli Excel, uno per ogni sito produttivo, in generale, rap- presentano la struttura energetica aziendale composta da: ∞ Attività Principali: attività strettamente corre- late alla destinazione d’uso generale dell’impre- sa, ossia quelle che rappresentano il core busi- ness aziendale; ∞ Servizi Ausiliari: attività caratterizzate dalla trasformazione del vettore energetico in ingres- so in vettori energetici diversi (sala compresso- ri, centrale termica; centrale frigo; impianto a pompa di calore; centrale elettrica…); ∞ Servizi Generali: attività legate alle attività principali i cui fabbisogni energetici non sono ad esse, strettamente, correlati (illuminazione; climatizzazio- ne; uffici; centro elaborazione dati...). Come passaggio successivo, sono stati raggruppati tutti i Fogli Excel, quindi tutti i siti, recanti una data lavorazione x. La pro- cedura di determinazione degli IPE di riferimento si è basata sulla ricerca di una relazione fra i consumi energetici com- plessivi e la produzione totale del sito (IPE di riferimento del sito - IPEsito) e di un legame fra i consumi energetici speci- fici della lavorazione x e la produzione di x (IPE di riferimen- to dell’attività principale - IPEAP). Spesso, si sono riscontrati buoni coefficienti di correlazione per relazioni di tipo lineare, vale a dire che l’andamento degli IPE di riferimento è risultato approssimabile a una retta di regressione lineare. Il passaggio finale è consistito nella valutazione, sia a livello di sito sia di attività principale, dello scostamento fra gli IPE reali riportati nelle DE obbligatorie (graficamente: punti) e quello di riferi- mento considerato alla stessa produzione del valore reale (graficamente: punto appartenente a retta di regressione), di modo da definire la modellizzazione matematica ‘affidabile’ ( 90% degli IPE reali distanti meno del 30% dall’IPE di riferimen- to) o ‘poco affidabile’ (più del 10% degli IPE reali distanti più del 30% dall’IPE di riferimento). La valenza del DOC risiede sia nello sviluppo della metodolo- gia sugli IPE di riferimento che è applicabile, trasversalmente, a tutti i settori produttivi sia nel bagaglio di dati, nel senso che, sono stati pubblicati numeri sui consumi energetici e le pro- duzioni, precedentemente, non noti alle aziende della gomma e della plastica. Un altro aspetto cruciale dei risultati consegui- ti è quello che gli IPE delle imprese non provengono dai Bref (Best Available Techniques Reference Documents), bensì sono reali, ossia rappresentano un’istantanea del livello di efficienza energetica del tessuto produttivo della gomma e della plasti- ca italiano. Di conseguenza, risulta più agevole individuare gli scenari energetico-economici utili sia al decisore per fare le scelte di politica energetica sia alle imprese per stimolare il miglioramento del livello di efficienza energetica. Image by Ulrike Leone from Pixabay

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