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MARZO 2021 AUTOMAZIONE OGGI 428 90 AO TUTORIAL Stefano Belviolandi a pandemia causata dal Covid-19 ha messo in evidenza l’importanza della gestione digitale per qualsiasi atti- vità. Mai come oggi, prevenire gli imprevisti, è diven- tato basilare. Che fare dunque? Sicuramente affidarsi a degli operatori esperti. In questo periodo ci siamo accorti che per far funzionare qualsiasi cosa serve un sistema informatico, 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. In pratica, servono una serie di apparati e di software che consentano di governare i processi, le comunicazioni così come i servizi che supportano qualsiasi funzione aziendale e personale. Quello che non sempre viene però sottolineato è che dietro queste at- tività c’è anche chi si occupa di sicurezza informatica e non solo per proteggere da attacchi esterni, ma anche per consentire l’immediato ripristino delle attività in caso di blocco. Parliamo, in questo particolare caso, di Disaster Recovery Plan cioè l’ado- zione di tecnologie, sistemi logistici e organizzativi per ripristi- nare sistemi IT, dati e infrastrutture necessarie all’erogazione di servizi di business per imprese, associazioni o enti, a fronte di gravi emergenze che ne intacchino la regolare attività. Una questione di tempo e distanze Chi effettivamente, ha ‘le mani in pasta’ sono le società che ge- stiscono i loro utenti attraverso installazioni dei loro data center sul territorio come, per esempio, Supernap. Ma in cosa consi- ste la Disaster Recovery? “Detto in parole semplici è la duplica- zione di quella parte della struttura informatica, sia hardware sia software, necessaria a dare continuità operativa all’azienda in caso di disastro. Il Disaster Recovery” spiega Alison Gut- man, communication manager della società in Italia “può aggiornare la copia continuamente, quasi L L’azienda non può andare in blocco Prevenire gli imprevisti attraverso Disaster Recovery e Business Continuity Plan. Cosa fare? Quali soluzioni tecnologiche considerare? Non basta più pensare a un buon sistema di back upma occorre analizzaremolte variabili. Ecco le parole degli esperti in tempo reale, annullando il rischio di perdere qualche dato. In più, avendo una copia esatta di network, storage e server, il tempo di recupero sarà minimo: solo il necessario per accendere l’infrastruttura gemella. Il nostro servizio di Disaster Recovery” continua “viene offerto contestualmente a quelli tradizionali dei data center e quindi location di server, storage, gruppi di conti- nuità e tutte le apparecchiature che consentano di governare i processi IT delle aziende”. Nel caso di impostazione di tempi di recupero immediati, parliamo di Business Continuity Plan dove le distanze, al contrario del Disaster Recovery, si accorciano. “Possono bastare poche centinaia di metri che coincidono con la lunghezza dei cavi necessaria per passare da una sala all’altra” afferma Gutman. “Ogni settore del data center è infatti dotato di tutti i sistemi di sicurezza, alimentazione e climatizzazione in- dipendente, rendendo così possibile, a volte persino consiglia- bile, mettere l’infrastruttura principale divisa in due sale diverse dello stesso sito e creare un sistema interconnesso: una vera e propria business continuity” conclude Gutman. È una corsa contro il tempo Ma le situazioni non sono sempre rose e fiori perché se da un lato l’attenzione delle aziende ai propri dati è alta, questa stessa attenzione non è compensata con un’altrettanta antici- pazione degli imprevisti. Si pensi, per esempio, agli attacchi di ransomware, virus che si insinua nei PC e ne prende il possesso lasciando l’utente senza possibilità di intervenire o di sbloccare se non, spesso, pagando un riscatto. Il Data Breach Investigation Report 2018 ha ricordato quando il National Healthcare Service (NHS), il sistema sanitario nazionale del Regno Unito, fu colpito da attacchi ransomware, insieme Foto di Evgeni Tcherkasski da Pixabay

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